Gastroenterologia

Giornata mondiale dell'epatite, parola d'ordine prevenzione

Si possono trasmettere attraverso acqua e cibo contaminati, tramite il contatto con sangue o fluidi corporei, mediante iniezioni non sicure o trasfusioni, ma anche da madre a neonato e durante rapporti sessuali non protetti. Parliamo dei virus dell’epatite. Oggi si celebra in tutto il mondo il World Hepatitis Day per ricordare come questi virus sono ancora troppo diffusi ed è necessario, come sottolinea l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) fare che i decisori politici, operatori sanitari agiscano per prevenire l'infezione e la morte di migliaia di persone.

La ricorrenza ricade in 28 luglio in onore del compleanno di premio Nobel, il prof. Baruch Blumberg, scopritore del virus dell'epatite B e sviluppatore del primo vaccino contro l'epatite B.
L'epatite virale, un gruppo di malattie infettive conosciute come l'epatite A, B, C, D, ed E, colpisce centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, causando malattie epatiche acute e croniche e il decesso di circa 1,5 milioni di persone ogni anno, per lo più da epatite B e C. Queste ultime insieme provocano circa il 80% di tutti i decessi per cancro al fegato e uccidono circa 1,4 milioni di persone ogni anno.

Queste infezioni possono essere prevenute, ma la maggior parte delle persone non sanno come fare.

Nel maggio dello scorso anno, i delegati di 194 governi dell'Assemblea Mondiale della Sanità hanno adottato una risoluzione per promuovere un'azione globale per prevenire, diagnosticare e trattare l'epatite virale.

In occasione della Giornata Mondiale Epatite, avranno luogo eventi in tutto il mondo concentrandosi quest’anno soprattutto sulla prevenzione dell'epatite B e C.
E 'importante che tutti siano a conoscenza dell’esistenza dell’epatite e imparino a proteggersi dall'infezione.

«Ci sono due aspetti da considerare nella lotta all’epatite»- ha dichiarato Ivan Gardini, presidente Epac onlus-«da un lato le cure e dall’altro la prevenzione. La cosa principale su cui noi ci stiamo concentrando come L’Epac onlus è l’accesso ai nuovi farmaci e ci auguriamo che già dalla prossima legge di stabilità siano stanziati i fondi per curare tutti i pazienti. Contiamo sulle istituzioni affinché ciò che avvenga, non è giusto che ci siano persone che devono aspettare tanto. Abbiamo un piano per curare 50.000 persone quelle più gravi e questo è una conquista per nulla banale. C’è un blocco di persone rimaste fuori su cui dobbiamo lavorare tutti insieme affinché questo diritto venga esteso anche a loro e vanno trovate le risorse. Ci auguriamo, inoltre, che il Piano Epatiti nazionale sia approvato al più presto perché contiene tutta una serie di attività di informazione e prevenzione che sono essenziali per ridurre ai minimi termini l’impatto delle epatiti in Italia ».

Le regole sono semplici, partendo dall’uso delle siringhe l’OMS raccomando di usarle sempre sterili e nel caso della somministrazione di farmaci preferire trattamenti orali a quelli attraverso iniezione.

Altro punto focale è la vaccinazione, andrebbero vaccinati tutti i bambini per l’epatite B già nelle 24 ore subito dopo la nascita; tale prima dose andrebbe completata con altre successive.
«Il piano sulle vaccinazioni in Italia funziona molto bene e non crediamo che debba essere stravolto; magari andrebbe solo ampliata l’offerta a  quelle persone che hanno perso il titolo anticorpale e data maggior attenzione a popolazioni particolari» ha proseguito Gardini.

Andrebbero vaccinati anche gli adulti, dal 1982 sono state utilizzate oltre 1 miliardo di dosi di vaccino contro l'epatite B in tutto il mondo e sono state impedite milioni di morti future per cancro al fegato e cirrosi.

Per proteggersi contro la trasmissione bisogna ridurre anche al minimo il numero di partner e utilizzare misure barriera di protezione (preservativi).

Per rilanciare sempre più l’approccio globale a questo problema, OMS WHO, Governo scozzese e  World Hepatitis Alliance promuovono un summit mondiale che si terrà dal 2 al 4 settembre a Glasgow, in Scozia, alla presenza di tutte le parti interessate per affrontare il problema della sostenibilità dei trattamenti innovativi e di un possibile finanziamento “universale” delle relative terapie che superi i programmi nazionali verticali.

Sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) è a disposizione di pazienti e operatori sanitari l’Algoritmo per la scelta della terapia per l’epatite C cronica che recentemente è stato aggiornato con gli ulteriori schemi terapeutici relativi alle opzioni di trattamento a disposizione (paritaprevir/ombitasvir/ritonavir +/- dasabuvir, daclatasvir, ledipasvir, interferone peghilato, ribavirina, simeprevir, sofosbuvir).

L’AIFA sottolinea che all’algoritmo, si affiancano poi i Registri di Monitoraggio AIFA per i farmaci per la cura dell’epatite C che, ad esempio, nel caso delle specialità Sovaldi e Harvoni, hanno consentito in pochi giorni di verificare - tra SSN e Azienda produttrice - la congruità del numero dei trattamenti avviati e definire quindi il primo scaglione di sconto a favore del servizio sanitario, definito lo scorso 23 luglio in base all’accordo prezzo/volume convenuto al momento della negoziazione dei farmaci in questione.

Emilia Vaccaro

LINK UTILI
http://www.who.int/mediacentre/news/releases/2015/world-hepatitis-day/en/
http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/giornata-mondiale-dell%E2%80%99epatite-l%E2%80%99oms-invita-alla-prevenzione