Glecaprevir/pibrentasvir, efficace anche in caso di coinfezione HIV/HCV

Il regime pangenotipico che combina glecaprevir e pibrentasvir è in grado di eliminare il virus dell'epatite C in un'altissima percentuale di pazienti con coinfezione da HIV. Questi i dati, che derivano dallo studio EXPEDITION-2, sono stati presentati durante la 9th IAS Conference on HIV Science (IAS 2017) a Parigi . Il trattamento è risultato altamente efficace, tant'è che nel 98% dei pazienti l'RNA dell'HCV non era rilevabile 12 settimane dopo il trattamento (SVR12).

Il regime pangenotipico che combina glecaprevir e pibrentasvir è in grado di eliminare il virus dell’epatite C in un’altissima percentuale di pazienti con coinfezione da HIV. Questi i dati, che derivano dallo studio EXPEDITION-2, sono stati presentati durante la 9th IAS Conference on HIV Science (IAS 2017) a Parigi . Il trattamento è risultato altamente efficace, tant’è che nel 98% dei pazienti l’RNA dell’HCV non era rilevabile 12 settimane dopo il trattamento (SVR12).

Gli antivirali ad azione diretta (DAA) utilizzati nei regimi liberi da interferone possono ora curare la maggior parte delle persone infette da HCV (tutti i genotipi di virus dell'epatite C) in 12 settimane e in tempi inferiori quando la malattia è meno avanzata (solo 8 settimane di terapia). 

Glecaprevir è un inibitore della proteasi NS3/4A dell’HCV e pibrentasvir è un inibitore NS5A. Entrambi sono pangenotipici o attivi contro tutti i genotipi del virus. I due farmaci sono stati co-formulati in una pillola combinata una volta al giorno che verrà commercializzata sotto il marchio Maviret.

Tale combinazione dovrebbe essere approvata dall'agenzia americana Food and Drug Administration nel mese di agosto e ha ricevuto parere positivo dal comitato scientifico dell'Agenzia europea dei medicinali (CHMP) da cui dovrebbe ricevere l'approvazione nei prossimi mesi.

Le persone con co-infezione da HIV/HCV non rispondono a terapia a base di interferone, e pertanto questa popolazione è stata storicamente considerata difficile da curare. 
Oggi questi soggetti possono essere trattati con DAA, anche se è importante tener conto delle potenziali interazioni farmacologiche tra DAA e antiretrovirali.

E’ bene evidenziare che le linee guida europee e statunitensi per il trattamento dell’ HCV non raccomandano un trattamento più corto per le persone con infezione da HIV e HCV.
La dr.ssa Karine Lacombe dell'ospedale Saint-Antoine di Parigi ha presentato i risultati dello studio di fase 3 EXPEDITION-2, che ha valutato un regime a base di glecaprevir/pibrentasvir di 8 settimane per le persone con HIV ed epatite C.

Gli studi presentati allo IAS 2017 hanno dimostrato che glecaprevir/pibrentasvir ha curato il 99% delle persone affette da epatite C con differenti genotipi di HCV e il 95% delle persone con genotipo 3 difficile da trattare.
EXPEDITION-2 ha registrato 153 persone HIV-positive con epatite C cronica in Europa, Stati Uniti e Russia. Più dell'80% erano uomini e l'età media era di circa 45 anni. Circa due terzi avevano HCV genotipo 1 (principalmente con sottotipo più difficile da trattare 1a), seguiti da genotipo 3 (17%) e 4 (11%); una piccola percentuale aveva genotipi 2 o 6.

Sedici partecipanti (10%) aveva cirrosi epatica. Quasi il 20% dei pazienti erano stati precedentemente trattati con interferone e ribavirina, e tre avevano utilizzato anche sofosbuvir.
I partecipanti allo studio avevano un'infezione da HIV ben controllata con un conteggio CD4 mediano di quasi 600 cellule/mm3. Tutti tranne nove erano in terapia antiretrovirale e circa tre quarti di persone trattate stavano assumendo raltegravir o dolutegravir, che hanno dimostrato di avere minime interazioni con glecaprevir e pibrentasvir.

I partecipanti senza cirrosi hanno ricevuto glecaprevir/pibrentasvir per 8 settimane, mentre quelli con cirrosi sono stati trattati per 12 settimane. Tutti hanno ricevuto i farmaci in studio e non c'era alcun braccio placebo.

Il trattamento è risultato altamente efficace, il 98% aveva RNA per l'HCV non rilevabile a 12 settimane post-trattamento (SVR12). Il tasso di cura era pari al 99% nei soggetti senza cirrosi trattati per 8 settimane.

E’ stata segnalata un’aderenza inferiore solo per un singolo paziente con HCV di genotipo 3 e cirrosi che aveva avuto un rebound virologico durante il trattamento. Un altro partecipante aveva dati mancanti a 12 settimane post-trattamento che sono stati recuperati a 24 settimane.

Glecaprevir/pibrentasvir appare generalmente sicuro e ben tollerato anche in soggetti coinfetti. Dal punto di vista degli eventi avversi sono risultati simili a quelli osservati negli studi su soggetti negativi all’HIV. Un partecipante con cirrosi ha interrotto il trattamento precoce a causa di un evento avverso che è stato considerato non legato al farmaco (ictus ed emorragia cerebrale). Gli eventi avversi più comuni sono stati stanchezza, nausea, mal di testa e infiammazione del naso e della gola.

"Questi risultati suggeriscono che il regime di glecaprevir/pibrentasvir potrebbe essere la prima opzione di trattamento pangenotipico di 8 settimane per i pazienti coinfettati HCV/HIV-1 senza cirrosi", hanno concluso i ricercatori.

Rockstroh J et al. (Lacombe K presenting) Efficacy and safety of glecaprevir/pibrentasvir in patients co-infected with hepatitis C virus and human immunodeficiency virus-1: the EXPEDITION-2 study. 9th International AIDS Society Conference on HIV Science, Paris, abstract MOAB0303, July 2017.