Glecaprevir/pibrentasvir, efficace e sicuro anche in pazienti non rispondenti ad altri antivirali ad azione diretta

Sono stati pubblicati su Hepatology i risultati dello studio di fase 2, MAGELLAN-1, sulla combinazione glecaprevir/pibrentasvir che sottolineano l'elevata efficacia e la buona tollerabilità di questi farmaci nel trattamento del virus dell'epatite C di genotipo 1 in pazienti che in precedenza hanno fallito il trattamento con antivirali ad azione diretta (DAA).

Sono stati pubblicati su Hepatology i risultati dello studio di fase 2, MAGELLAN-1, sulla combinazione glecaprevir/pibrentasvir che sottolineano l’elevata efficacia e la buona tollerabilità di questi farmaci nel trattamento del virus dell'epatite C di genotipo 1 in pazienti che in precedenza hanno fallito il trattamento con antivirali ad azione diretta (DAA).
Anche se gli antivirali ad azione diretta terapie antivirali contro l’infezione da virus dell'epatite C cronica (HCV) hanno dimostrato alti tassi di risposta virologica sostenuta, il fallimento virologico può ancora verificarsi, portando spesso alla comparsa di resistenza virale che può diminuire l'efficacia del successivo trattamento.
Le opzioni di trattamento per i pazienti che hanno fallito precedenti regimi contenenti DAA, in particolare quelli con gli inibitori dell'NS5A, sono limitate, e rimangono degli unmet medical need da colmare.
Glecaprevir/pibrentasvir è un regime pan-genotipico sperimentale, sviluppato dalla multinazionale AbbVie, che combina due agenti antivirali, un inibitore della proteasi NS3/4A, glecaprevir, alla dose di 300 mg e un inibitore dell’NS5A,pibrentasvir, al dosaggio di 120 mg.
Questi due farmaci vengono somministrati oralmente una volta al giorno sotto forma di tre compresse.
L’FDA ha accettato la NDA (new drug application) per questo nuovo farmaco e ha concesso la revisione prioritaria la settimana scorsa.
Questo studio di fase II ha coinvolto più ospedali universitari americani coordinati dal prof. Fred Poordad del Texas Liver Institute, University of Texas Health Science Center, San Antonio, Texas, USA.
Poordad e colleghi hanno assegnato in modo casuale 50 pazienti con con infezione da HCV di genotipo 1 (82% uomini; 34% neri, 84% genotipo 1a) senza cirrosi che in precedenza avevano fallito la terapia DAA a ricevere uno dei tre regimi di trattamento una volta al giorno.
Il gruppo A ha ricevuto 200 mg glecaprevir più 80 mg pibrentasvir, gruppo B ha ricevuto 300 mg glecaprevir oltre 120 mg pibrentasvir con 800 mg ribavirina, e il gruppo C ha ricevuto 300 mg glecaprevir oltre 120 mg pibrentasvir senza ribavirina. L’arruolamento nel gruppo A è stato fermato in sei pazienti per ottimizzare il dosaggio.
L’analisi intent-to-treat ha mostrato che il 92% (95% CI, 81-97) di tutti i pazienti ha raggiunto l’SVR a 12 settimane. Inoltre, il 100% (95% CI, 61-100) dei sei pazienti nel gruppo A ha raggiunto SVR12, rispetto al 95% (95% CI, 78-99) dei 22 pazienti del gruppo B e all'86% (95% CI , 67-95) dei 22 pazienti nel gruppo C.
Nessun paziente nel gruppo A ha avuto fallimento virologico, a fronte di un paziente nel gruppo B e un paziente nel gruppo C.
La maggior parte degli eventi avversi, che si sono verificati nell’ 84% dei pazienti, sono stati lievi e più comunemente sono stati: cefalea, stanchezza, nausea e l'insonnia.
I ricercatori hanno sottolineato che i dati emergenti dallo studio evidenziano come questo regime once daily è ben tollerato, non comporta l’insorgenza di eventi avversi gravi che possano portare a interruzioni, e il suo utilizzo non è accompagnato da anomalie di laboratorio rilevanti.
Come mostrato dai risultati, i tassi di risposta virologica sostenuta (SVR) sono molto elevati, con o senza la somministrazione concomitante di ribavirina, nei pazienti con HCV di genotipo 1 già trattati in precedenza con DAA.
Inoltre, non sono stati riportati eventi avversi gravi correlati al farmaco in studio, ed i ricercatori hanno osservato anomalie di laboratorio rilevanti nell’ alanina aminotransferasi, bilirubina totale o emoglobina. Tali eventi erano più comuni nel braccio contenente ribavirina.
Considerando questi ottimi risultati, i ricercatori hanno concluso che la combinazione di glecaprevir e pibrentasvir ha una potente attività antivirale, indipendentemente dalla presenza al basale di uno o più polimorfismi associati a resistenza e indipendentemente dall’aver già ricevuto altri regimi di trattamento contenenti DAA.
Il trattamento con questo regime consente il raggiungimento di alti tassi di SVR12 in pazienti non cirrotici con infezione da HCV GT1, anche senza la ribavirina che, quando presente, non ha apportato miglioramenti aggiuntivi.
Poordad F. et al. Glecaprevir and Pibrentasvir for 12 Weeks for HCV Genotype 1 Infection and Prior Direct-acting Antiviral Treatment. Hepatology. 2017 Jan 27. doi: 10.1002/hep.29081. 

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