Uno studio pubblicato sulla rivista World Journal of Gastroenterology ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza del trattamento con amitriptilina (AMT) in pazienti affetti da globo faringeo. Il trattamento è risultato ben tollerato e può migliorare in modo significativo la sintomatologia, la qualità del sonno e della vita di questi pazienti. Se confermati, questi risultati aprono un varco nel difficile trattamento di questa condizione dall’eziologia incerta.

Si definisce con il termine “globo faringeo” una condizione caratterizzata dalla presenza di una sensazione non dolorosa di un corpo estraneo in gola in assenza di vera disfagia (difficoltà a deglutire in modo autonomo) o odinofagia (dolore durante la deglutizione). Tale sensazione tende a scomparire con l’assunzione di cibo.

”Il globo faringeo rende conto del 4% di tutte le visite otorinolaringoiatriche – scrivono gli autori nell’introduzione del lavoro – ed è di solito una condizione di lunga durata, difficile da trattare, ricorrente ed associata con un peggioramento significativo della qualità della vita. Inoltre, in ragione dell’eziologia incerta, è difficile stabilire procedure di analisi standardizzate e strategie di trattamento per i pazienti che ne sono colpiti”.

AMT è un antidepressivo triciclico che, a bassa dose, si è dimostrato ben tollerato ed efficace nel migliorare la sintomatologia legata a disturbi funzionali a carico del tratto gastrointestinale. L’assenza di dati a riguardo del trattamento del globo pallido è stata colmata da questo studio, avente l’obiettivo di valutare il tasso di risposta, i tempi di insorgenza dell’effetto, gli eventi avversi e i predittori clinici di risposta alla sintomatologia legati all’assunzione di AMT a basso dosaggio in questa categoria di pazienti.

A tal scopo sono stati reclutati 34 pazienti che ottemperavano i criteri Roma III per la diagnosi di “disturbo funzionale esofageo. Questi sono stati randomizzati al trattamento mensile con 25 mg di AMT prima di andare a letto o con un PPI assunto quotidianamente. L’endpoint primario di efficacia era valutato in base alla scala GETS (Glasgow Edinburgh Throat Scale), un questionario validato per classificare la sintomatologia specifica del globo faringeo. Tra gli endpoint secondari di efficacia considerati nello studio vi erano, invece, il questionario SF-36 per valutare la qualità della vita dei pazienti e l’indice Pittsburgh Sleep Quality per valutare la qualità del sonno.
I pazienti erano considerati responder al trattamento se mostravano una riduzione >50% dei punteggi riportati sulla scala GETS. Tutti i pazienti reclutati nello studio, inoltre, registravano periodicamente il manifestarsi di AEs su una scala VAS.

Trenta pazienti su 34 hanno portato a termine lo studio. Dopo 4 settimane di trattamento, la percentuale di responder al trattamento era più elevata nel gruppo in trattamento con AMT rispetto al gruppo in trattamento con PPI (75% vs 35,7%; p=0.004). Dopo soli 3 giorni dall’inizio del trattamento, i pazienti trattati con AMT presentavano un più marcato miglioramento del punteggio GETS rispetto al gruppo sottoposto a trattamento convenzionale (3,69 ± 1,14 vs 5,64 ± 1,28). Dopo 4 settimane, il miglioramento del punteggio GETS e della qualità del sonno erano ancora migliori nel gruppo trattato con l’antidepressivo triciclico rispetto al gruppo convenzionale (1,25 ± 1,84 vs 3,79 ± 2,33, 4,19 ± 2,07 vs 8,5 ± 4,97; P < 0,01 per entrambi i parametri considerati).

Non solo: il gruppo trattato con AMT aveva una probabilità maggiore dell’altro gruppo di sperimentare un miglioramento della qualità della vita (espresso mediante questionario SF-36), con riferimento allo stato complessivo di salute, alla vitalità, alla vita di relazione e alla salute mentale.
Quanto agli AEs, quelli più frequentemente documentati sono stati la xerostomia, la sonnolenza, le vertigini e la costipazione, tutti di entità non seria.

Pur con alcuni limiti metodologici - la limitata numerosità del campione, la valutazione della risposta ai PPIs solo nel breve termine, anziché a lungo termine (>3 mesi) - lo studio ha chiaramente dimostrato come il trattamento con AMT a basso dosaggio sia ben tollerato e potrebbe essere efficace nel ridurre la sintomatologia dei pazienti affetti da globo faringeo come pure nel migliorare in modo significativo il sonno e la qualità della vita. Sono necessari, ora, nuovi studi, meglio dimensionati e con periodi di follow-up più lunghi, per suffragare i risultati fin qui ottenuti.

You L-Q et al. Effect of low-dose amitriptyline on globus pharyngeus and its side effects. World J Gastroenterol 2013 November 14; 19(42): 7455-7460
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