La terapia anti-TNF per le malattie infiammatorie intestinali durante la gravidanza sembra essere sicura per la madre e per il feto, secondo uno studio prospettico pubblicato sulla rivista Gut.

I farmaci anti-tumour necrosis factor-alfa (TNF-a) hanno modificato il metodo di trattamento della patologie infiammatorie intestinali (inflammatory bowel diseases, IBD) refrattarie ai medicinali convenzionali (corticosteroidi, immunomodulatori).

Gli agenti anti-TNF sono stati inclusi dalla US Food and Drug Administration (FDA) nella categoria B e, pertanto, considerati con un rischio relativamente basso durante la gravidanza, in termini di teratogenicità, ma sono disponibili pochi dati sulle conseguenze immunologiche e di sviluppo in seguito all’esposizione agli anti-TNF in utero.

"Siamo stati sorpresi che le nostre analisi non hanno mostrato alcun aumento del rischio di ricaduta di malattia dopo la sospensione dell’anti-TNF in gravidanza, tuttavia, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dei risultati sulla sicurezza dei neonati esposti agli anti-TNF. Tali dati  erano paragonabili a quelli ottenuti su bambini non esposti, nati da madri controllo non -IBD" ha dichiarato la dr.ssa Alison de Lima della Erasmus University Medical Center di Rotterdam in Olanda. "Questa è una notizia importante per i medici che hanno in cura donne incinte con IBD, ma ancor più incoraggianti sono i dati per le future mamme."

La dr.ssa de Lima e i suoi colleghi hanno seguito 106 donne con malattia infiammatoria intestinale per un totale di 83 gravidanze a termine, di cui 51 gravidanze in cui le donne erano in remissione sostenuta e avevano interrotto l’anti-TNF prima della settimana 25 (denominato gruppo “stop”) e 32 gravidanze in cui le donne hanno continuato l’anti-TNF oltre la settimana 30 (denominato gruppo “continuo”).
I ricercatori hanno confrontato i risultati di queste gravidanze con quelli di 804 donne senza IBD (gruppo di controllo).

I risultati hanno mostrato che non ci sono state differenze nei tassi di recidiva dopo la settimana 22 tra il gruppo “stop” e quello “continuo” (cinque ricadute in ciascun gruppo).
La maggior parte dei risultati relativi alla nascita (peso alla nascita, età gestazionale alla nascita, anomalie congenite, tipo di parto) non differivano tra gruppo “stop” e “continuo”, anche se l'età gestazionale alla nascita era significativamente più bassa nei bambini nati da donne con malattia attiva durante la gravidanza (media, 38,0 settimane) rispetto ai bambini nati da pazienti con IBD senza attività di malattia durante la gravidanza (media, 39,3 settimane).

Rispetto ai controlli non-IBD, i bambini nati da madri con IBD trattate con anti-TNF in gravidanza hanno avuto peso significativamente più basso alla nascita (una differenza di circa 200 g) ed età gestazionale inferiore alla nascita (una differenza di 1,1 settimane).
Non ci sono state differenze tra il gruppo “stop” e il gruppo “continuo” tra i bambini esposti agli anti-TNF e i controlli nella crescita, infezioni, allergie, eczemi e durante il primo anno di vita.

"Il fattore più importante per decidere se smettere o continuare dovrebbe essere lo stato di remissione sostenuta del paziente", ha detto la dr.ssa de Lima. "Se c'è remissione della malattia da tre mesi prima del concepimento fino alla settimana gestazionale 20, il medico può decidere tranquillamente di interrompere l’anti-TNF alla settimana gestazionale 22."

"Il bilanciamento tra il trattamento adeguato di madri con IBD e il non danneggiare il feto può essere molto difficile", ha concluso la dr.ssa de Lima. "Ci auguriamo che con questo studio abbiamo aggiunto altre informazioni importanti di sicurezza ai dati disponibili che siamo in grado di aiutare i medici a trattare le donne con IBD  in stato di gravidanza nel loro processo decisionale in materia di terapia anti-TNF durante la gestazione."

In conclusione, per limitare l’esposizione nell’utero, il trattamento con anti-TNF puo’ essere interrotto nel secondo trimestre nelle donne con malattie infiammatorie intestinali in remissione sostenuta. Nelle pazienti non in remissione sostenuta, l’anti-TNF puo’ essere continuato senza rischi addizionali per il feto.

A. de Lima et. al. Tailored anti-TNF therapy during pregnancy in patients with IBD: maternal and fetal safety Gut doi:10.1136/gutjnl-2015-309321
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