HCV, le manifestazioni extraepatiche migliorano al raggiungimento della SVR

Le manifestazioni extraepatiche dell' infezione da virus dell'epatite C cronica (HCV) migliorano o si risolvono dopo che i pazienti hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta (SVR). E' quanto riportato in un lavoro apparso sulla rivista Gut.

Le manifestazioni extraepatiche dell’ infezione da virus dell'epatite C cronica (HCV) migliorano o si risolvono dopo che i pazienti hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta (SVR). E’ quanto riportato in un lavoro apparso sulla rivista Gut.

"La terapia antivirale può ridurre non solo le manifestazioni epatiche dell'HCV, ma anche molte manifestazioni extraepatiche correlate all'HCV quando si raggiunge la SVR", ha affermato Patrice Cacoub dell'Hopital La Pitie-Salpetriere a Parigi autore del lavoro.

"Questi risultati rafforzano l'importanza (della diagnosi e del trattamento) precoce di tutti i pazienti con infezione da HCV per evitare complicanze epatiche ed extraepatiche", ha aggiunto Cacoub.

Circa due terzi dei pazienti con infezione da HCV cronica sviluppano manifestazioni extraepatiche, che hanno dimostrato di avere un ruolo nella mortalità da HCV.
Cacoub e colleghi hanno effettuato una revisione sistematica e una meta-analisi di 48 studi per valutare l'impatto del raggiungimento della SVR dopo trattamento antivirale sulla morbilità e mortalità extraepatica in pazienti con la malattia.

Il raggiungimento della SVR è stato associato ad una riduzione del 56% delle probabilità di mortalità extraepatica (odds ratio, 0,44, intervallo di confidenza del 95%, da 0,28 a 0,67).

La risposta virologica sostenuta è stata anche associata ad un aumento di 20,76 volte delle probabilità di remissione completa e ad un aumento di 27,24 volte delle probabilità di miglioramento della vasculite crioglobulinemica, un aumento di 6,49 volte delle probabilità di risposta obiettiva delle malattie linfoproliferative, nonché una riduzione del 58% delle probabilità di insulino-resistenza nei pazienti senza diabete e una riduzione del 66% delle probabilità di diabete al follow-up.
Tutti questi risultati erano statisticamente significativi.

Le probabilità di eventi avversi cardiovascolari maggiori sono diminuite del 63% dopo il raggiungimento della SVR, le probabilità di eventi ischemici sono diminuite del 30% e le probabilità di sperimentare eventi renali sono diminuite dell'85%. Anche queste differenze erano significative.

I punteggi di affaticamento sono diminuiti dopo aver raggiunto l'SVR, ma non vi è stata una riduzione significativa della presenza di depressione.
"Saranno necessari dati di qualità più elevata e analisi su periodi di follow-up più lunghi per esplorare a fondo le strategie di trattamento dell'HCV", hanno precisato i ricercatori.

Commentando questi risultati alcuni esperti hanno sottolineato che ci sono molteplici condizioni di salute (inclusa mortalità per tutte le cause) collegate all'HCV. L'eradicazione virale può avere, dunque, un forte impatto nel ridurre un'ampia gamma di complicanze.
Anche le lineeguida americane ed europee, dell'American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD) e dell'Associazione europea per lo studio del fegato (EASL), supportano il concetto di prioritizzare la terapia nei pazienti con manifestazioni extraepatiche considerando che il raggiungimento della SVR può prevenire complicazioni non associate al fegato.