Secondo i risultati di uno studio osservazionale associato ad una metanalisi, recentemente pubblicati sulla rivista Alimentary Pharmacology and Therapeutics, due pazienti su tre intolleranti ad azatioprina (AZA) possono effettuare in sicurezza uno switch terapeutico a mercaptopurina (MP), favorendo l’ottimizzazione della terapia con immunomodulatore in presenza di malattia infiammatoria intestinale (IBD).  

“Ciò – scrivono gli autori - è quanto è stato osservato, in particolare, quando la causa dell’intolleranza all’AZA è rappresentata da un disturbo a carico del tratto gastrointestinale (GI) o da epatossicità, due delle cause più comuni di sospensione del trattamento con AZA.
Lo switch terapeutico a MP ha meno probabilità di successo quando, invece, la causa di intolleranza ad AZA è dovuta a malattia simil-influenzale o a pancreatite. In tutti i casi di switch terapeutico, comunque, è richiesta la continuazione di un attento monitoraggio dei pazienti”.

Come è noto, le tiopurine (AZA e MP) restano, a tutt’oggi, un caposaldo nella gestione dell’IBD, essendo efficaci nel mantenere la remissione clinica sia in presenza di colite ulcerosa (UC) che di malattia di Crohn (CD).

“Il loro impiego, tuttavia – scrivono gli autori nell’introduzione al lavoro – è sempre stato limitato dallo sviluppo di reazioni di intolleranza.”
“Nello specifico – continuano gli autori – i tassi di abbandono del trattamento con AZA per lo sviluppo di reazioni avverse (AEs) al trattamento è stato quantificato in una percentuale del 17% dei pazienti trattati in un ampio studio retrospettivo. Inoltre, i rischi di pancreatite e di mielotossicità potenzialmente letale rappresentano un problema di cui i clinici devono tener conto”

Nonostante negli ultimi 15 anni l’approccio al trattamento dell’IBD sia stato positivamente rivoluzionato dall’avvento, anche in gastroenterologia, dei farmaci anti-TNF, lo sforzo della ricerca in questo settore si è concentrato, in parallelo, sull’ottimizzazione dei trattamenti convenzionali, ove ancora efficaci.
“Nel caso delle tiopurine – argomentano gli autori - alcune documentazioni di letteratura hanno mostrato come, in pazienti intolleranti ad AZA, lo switch terapeutico a MP rappresentasse una strategia di trattamento alternativa efficace, con percentuali di tollerabilità comprese tra il 50% e l’87%.”

Obiettivo principale di questa metanalisi, pertanto, è stato quello di determinare il tasso di successo derivante dall’impiego sperimentale di MP in pazienti intolleranti ad AZA, e di determinare i fattori predittivi di tale successo, sulla base di tutti dati di letteratura pubblicati sull’argomento.

A tal scopo, sono stati presi in considerazione i dati di uno studio osservazionale retrospettivo, condotto su 149 pazienti affetti da IBD (82 con CD e 67 con UC), con intolleranza pregressa ad AZA e successivamente trattati con MP. Per la metanalisi, invece, sono stati presi in considerazione 11 studi, per un totale di 455 pazienti, sull’impiego di MP in pazienti intolleranti ad AZA.

I risultati dello studio osservazionale hanno mostrato che MP era tollerata dal 58% dei pazienti intolleranti ad AZA, mentre nella metanalisi la percentuale di pazienti che tolleravano il trattamento con MP è stata del 68%.  

La metanalisi ha mostrato anche che i pazienti affetti da tossicità GI o epatossicità mostravano una tollerabilità al trattamento con MP superiore a quella osservata nei pazienti affetti da simil-influenza (62% e 81% vs 36%, rispettivamente).  

Inoltre, tra i pazienti che abbandonavano il trattamento con MP per l’insorgenza di AEs, il 59% di questi ha sperimentato il manifestarsi dello stesso AE documentato prima dello switch terapeutico (trattamento con AZA), a suffragare la sicurezza dello switch terapeutico a MP.

Kennedy NA et al. A trial of mercaptopurine is a safe strategy in patients with inflammatory bowel disease intolerant to azathioprine: an observational study, systematic review and meta-analysis. Aliment Pharmacol Ther. 2013 Nov;38(10):1255-66. doi: 10.1111/apt.12511. Epub 2013 Oct 5.
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