Il caffè: un aiuto anche contro la steatosi epatica, ma servono più di tre tazze al giorno

Una recente metanalisi pubblicata su Clinical Nutrition ha approfondito la relazione tra il consumo moderato di caffè e la comparsa di steatosi epatica non alcolica (NAFLD - non alcoholic fatty liver disease), evidenziando che un livello di assunzione di caffè superiore a tre tazze al giorno è associato a un rischio inferiore di NAFLD rispetto a chi consuma meno di due tazze.

Una recente metanalisi pubblicata su Clinical Nutrition ha approfondito la relazione tra il consumo moderato di caffè e la comparsa di steatosi epatica non alcolica (NAFLD – non alcoholic fatty liver disease), evidenziando che un livello di assunzione di caffè superiore a tre tazze al giorno è associato a un rischio inferiore di NAFLD rispetto a chi consuma meno di due tazze.

L’obiettivo dello studio è stato quello di analizzare l’effetto del caffè e i potenziali pattern di risposta alla dose assunta in relazione al rischio di NAFLD.

A tal fine è stata eseguita un’analisi bibliografica attraverso PubMed, Web of Science, MEDLINE, Cochrane e Embase e sono stati cercati articoli in tema fino al 10 aprile 2018.

Gli autori hanno dunque eseguito una meta-analisi selezionando dati sulla steatosi epatica collegati al consumo di caffè (meno di 1 tazza al giorno contro 1-2 tazze al giorno o rispetto a un quantitativo superiore alle 2 tazze al giorno).

E’ stato calcolato il rischio relativo (RR) e i corrispondenti intervalli di confidenza al 95% (IC).

L'analisi dose-risposta è stata utilizzata per stimare la relazione tra la comparsa di NAFLD e l'assunzione di caffè.

La meta-analisi dose-risposta ha presentato una relazione di curva non lineare del caffè e la presenza di NAFLD mentre l’analisi del campione (4.825 casi e 49.616 non-casi) ha evidenziato che il consumo di due tazze di caffè al giorno non era significativamente associato con la comparsa di NAFLD (RR pari a 0.97 (IC 95%: 0.85-1.11) e 0.88 (IC 95%: 0.72-1.06)), mentre il consumo di una dose di caffè superiore a tre tazze al giorno ha ridotto significativamente la steatosi epatica non alcolica (RR di 0,94 (IC 95%: 0,92-0,97)).


La NAFLD rappresenta la principale causa di insufficienza cronica del fegato e comprende un ampio gruppo di malattie epatiche, che va dal fegato grasso (steatosi epatica) alla NASH (steatoepatite non alcolica), fino alla cirrosi. Gli esperti considerano questa patologia come la manifestazione della sindrome metabolica a livello del fegato e si stima che circa un quarto degli italiani tra i 18 e i 65 anni sarebbe portatore di NAFLD.


L’effetto protettivo del caffè sulla salute del fegato è noto da tempo ed è stato ampiamente indagato dalla letteratura scientifica. Ricerche precedenti, infatti, hanno suggerito che l’assunzione di caffè è associata a un ridotto rischio di cirrosi , fibrosi , malattia epatica cronica e di sviluppo di steatosi epatica non alcolica.


E’ importante ricordare che, come indicato anche dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) nel suo parere sulla sicurezza della caffeina, un’assunzione moderata di caffè, tipicamente 3-5 tazzine al giorno, viene associata nella letteratura scientifica a una serie di benefici fisiologici e può far parte di una dieta sana ed equilibrata e di uno stile di vita attivo.


In conclusione, in questa metanalisi è stato osservato che un livello di assunzione di caffè superiore a 3 tazze è associato a un rischio inferiore di NAFLD rispetto a chi assume meno di 2 tazze al giorno. Gli autori precisano nel lavoro che sebbene il rischio di NAFLD fosse inversamente associato al consumo di caffè, la rilevanza potrebbe non essere molto vicina e, pertanto, sono necessari ulteriori studi di osservazione per verificare l’associazione tra caffè e NAFLD.


Y.P. Chen et al. (2018), “A systematic review and a dose-response meta-analysis of coffee dose and non-alcoholic fatty liver disease”, Clinical Nutrition, published online.

leggi