I pazienti con infezioni intra-addominali complicate che coinvolgono la farmaco-resistenza a Pseudomonas aeruginosa hanno risposto bene al trattamento con il nuovo antimicrobico ceftolozane/tazobactam. Questo dato deriva da uno studio di fase III presentato all’ ID Week 2014.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’antibiotico-resistenza uno dei maggiori pericoli per la salute umana. Secondo le stime OMS, le infezioni da antibiotico–resistenza uccidono ogni anno circa 50.000 persone negli Stati Uniti e in Europa, e si tratta di un trend crescente

Ceftolozane /tazobactam è una nuova combinazione antibiotica in fase di sviluppo per il trattamento di alcune infezioni da Gram-negativi; si compone di ceftolozane, una nuova cefalosporina che ha dimostrato potente attività in vitro contro Pseudomonas aeruginosa, e di tazobactam, un inibitore della beta-lattamasi. L'aggiunta di tazobactam amplia la copertura per includere un più esteso spettro verso le beta-lattamasi (ESBL) prodotte da Escherichia coli (E. coli), Klebsiella pneumoniae, e altre Enterobacteriaceae.

Il dr. Ben Miller e i suoi colleghi hanno valutato la sicurezza e l'efficacia di ceftolozane/tazobactam (C /T) + metronidazolo (MTZ) rispetto al meropenem (MEM) in uno studio in doppio cieco su pazienti ospedalizzati con infezioni intra-addominali complicate (cIAI).

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere C/T (1.5 g) somministrato IV insieme a MTZ (500 mg) o MEM (1 g) ogni 8 ore da 4 a 14 giorni. Culture intra-addominali sono state ottenute al basale e i pazienti sono stati valutati per la risposta clinica dopo 26-30 giorni.

Il batterio P. aeruginosa è stato isolato nell’ 8.9% degli 806 pazienti appartenenti alla popolazione microbiologica intent-to-treat (38 C/T più MTZ; 34 MEM). L’incidenza nordamericana di P. aeruginosa è stata del 18%, e questo batterio è stato più spesso visto come una parte di una infezione polimicrobica che come l'unico agente patogeno (94.4% vs 5.6%).

La maggior parte delle infezioni si è verificato nel colon (14%) o nell’appendice (11%) e con meno probabilità di essere acquisita in ospedale. L’infezione si è verificata più frequentemente in pazienti che avevano ricevuto la terapia antibiotica preventiva. Sia C/T che MEM avevano alta attività in vitro contro P. aeruginosa e i tassi di guarigione clinica, in pazienti microbiologicamente valutabili, sono stati del 100% per C/T più MTZ e del 96% per MEM.

Nel commentare i dati presentati al congresso, il dr. Ben Miller ha evidenziato: «L’attività contro Pseudomonas era paragonabile a meropenem. I tassi di risposta complessiva per i pazienti con Pseudomonas sembravano molto simili a quelli senza Pseudomonas, il che dimostra che l'attività di ceftolozane/tazobactam si sviluppa verso tutti gli agenti patogeni».

I ricercatori hanno concluso: «Un precedente uso di MTZ e di cefalosporine di terza generazione può aver predisposto i pazienti alle infezioni da P. aeruginosa. In generale, i pazienti con P. aeruginosa hanno risposto bene alle terapie in questo studio, come dimostrano gli elevati tassi di guarigione clinica. Sulla base di questi risultati, quando le infezioni riguardano Pseudomonas nello spazio intra-addominale, è possibile utilizzare in modo affidabile il trattamento con ceftolozane/tazobactam.»

Emilia Vaccaro