Lassativi, uso eccessivo anche quando non strettamente necessario

I farmaci lassativi vengono utilizzati nei giusti modi e tempi? Secondo un articolo apparso su JAMA Internal Medicine l'uso di questi farmaci è spesso eccessivo o, come lo definiscono gli stessi autori, uno "spreco".

I farmaci lassativi vengono utilizzati nei giusti modi e tempi? Secondo un articolo apparso su  JAMA Internal Medicine l’uso di questi farmaci è spesso eccessivo o, come lo definiscono gli stessi autori, uno “spreco”.
I lassativi sono farmaci che aiutano la motilità intestinale e sono usati per contrastare la stitichezza. 
Spesso, anche nel nostro Paese, si ricorre all’uso di lassativi (spesso quelli da banco) per una costipazione occasionale senza valutare che questi farmaci, se abusati, possono portare anche a diarrea frequente con disidratazione. Alcuni lassativi possono dare anche assuefazione e il loro utilizzo può essere accompagnato da dolore addominale , nausea e vomito.
Quindi perché farne un uso scorretto?
Il dr. Todd C. Lee, del McGill University Health Centre, Montreal, e colleghi hanno precisato, nel lavoro pubblicato su JAMA Internal Medicine, che i pazienti continuano spesso l’uso di lassativi, cominciato in ospedale, nonostante il beneficio incerto.
"La costipazione è un problema comune: è, infatti, presente in circa il 15% degli adulti sani, nel 39% dei pazienti in fase di ricovero in ospedale, e si sviluppa nel corso dell’ ospedalizzazione nel 43% dei casi" hanno evidenziato il dr. Lee e colleghi.
L’ uso di lassativi in ospedale è comune data la frequenza dei sintomi intestinali e l’immediatezza nel trattamento della costipazione da parte del personale sanitario. Mentre è relativamente poco costoso se si pensa ai costi diretti,  i costi indiretti dei lassativi includono: gestione del magazzino, della farmacia e della distribuzione; i tempi di somministrazione della cura, un’attenzione maggiore ad eventuale politerapia e costi relativi ad analisi a valle (ad esempio, test del Clostridium difficile) nel caso di diarrea lassativo indotta ".
Nel lavoro gli autori hanno specificato che per alcuni lassativi mancano prove che supportino l'efficacia, in particolare per il docusato di sodio/calcio.
Per ottenere queste informazioni i ricercatori hanno usato i dati di distribuzione in farmacia estratti dal McGill University Health Centre, e dal database del Quebec sullo stipendio per infermieri, oltre a dati del trial clinico Destra Rx per valutare modelli di uso di lassativi e costi connessi per il 2015.
I risultati hanno mostrato che ci sono voluti una stima di 3.233 ore di cura per erogare più di 258.000 dosi di lassativi. Tra i farmaci più utilizzati ritroviamo i docusati, registrando 2.065 ore di cura e più di 165.000 dosi.
I ricercatori hanno anche riferito che dei 1.480 pazienti che sono stati dimessi, 142 (9,6%) avevano prescrizioni per lattulosio, 163 (11%) per sennosidi e 738 (49,9%) per docusati.
Il dr. Lee e colleghi hanno notato che queste pillole possono creare un onere per i pazienti e il sistema sanitario.
Da questa analisi emerge che l’uso di lassativi in ospedale è comune e frequente e persiste dopo la dimissione. Mentre apparentemente sembrerebbe banale, l'uso di routine di prodotti a base di docusati in un sistema sanitario vincolato è uno spreco. Come hanno precisato gli autori: “Forse è giunto il momento di uno studio per approfondire l'efficacia e il beneficio clinico dell’ uso di lassativi in pazienti ricoverati in modo che si possano evitare sprechi.”
EV


Lee TC et al. Pattern of Inpatient Laxative Use: Waste Not, Want Not. JAMA Intern Med. 2016 Jun 20. doi: 10.1001/jamainternmed.2016.2775.
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