Ledipasvir/sofosbuvir, efficacia e sicurezza anche in pazienti con HCV sottoposti a trapianto di rene

Gastroenterologia

I pazienti sottoposti a trapianto di rene e infetti da virus dell'epatite C di genotipo 1 o 4 sono stati trattati in modo sicuro ed efficace con la combinazione di ledipasvir pi¨ sofosbuvir, per un massimo di 24 settimane. Questo Ŕ quanto riportato in uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

I pazienti sottoposti a trapianto di rene e infetti da virus dell'epatite C di genotipo 1 o 4 sono stati trattati in modo sicuro ed efficace con la combinazione di ledipasvir più sofosbuvir, per un massimo di 24 settimane. Questo è quanto riportato in uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.
"Quasi il 10% dei pazienti trapiantati di reni nei paesi occidentali ha infezione cronica da virus dell'epatite C (HCV)," hanno precisato nel lavoro il prof. Massimo Colombo, della Fondazione IRCCS Ca 'Ganda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, e i suoi colleghi.
L'uso di interferone e ribavirina per il trattamento dell'infezione da HCV in pazienti sottoposti a trapianto di rene è limitato a causa del rischio di rigetto del trapianto e scarsa tollerabilità.
Il prof. Colombo e i suoi colleghi hanno eseguito uno studio di fase 2, in aperto, condotto in cinque sedi in Europa per valutare la sicurezza e l'efficacia della combinazione di ledipasvir-sofosbuvir, un regime senza interferone e ribavirina, in soggetti destinatari di trapianto di rene con HCV cronica di genotipo 1 o 4. 
Lo studio ha incluso 114 pazienti (età media, 53 anni; 53% maschi), il 69% dei quali erano naïve al trattamento, che erano stati sottoposti a trapianto di rene almeno 6 mesi prima dell'inizio dello studio.
La maggior parte dei pazienti (91%) avevano HCV di genotipo 1, e il 15% avevano cirrosi compensata. Tutti i pazienti avevano un tasso stimato di filtrazione glomerulare (eGFR) di 40 ml/min o superiore (eGFR mediana, 56 mL/min). 
I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere la combinazione LED/SOF a dose fissa per 12 (n=57) o 24 settimane (n=57).
I risultati hanno indicato che tutti i pazienti trattati con questo farmaco sia per 12 che per 24 settimane hanno raggiunto l'endpoint primario, la risposta virologica sostenuta 12 settimane dopo la fine del trattamento (SVR12).
Tredici partecipanti (11%) hanno riportato eventi avversi gravi, di cui tre sono stati correlati al trattamento (sincope, embolia polmonare e aumento della creatinina sierica). Il paziente con sincope ha terminato il trattamento. In generale, mal di testa (19%), astenia (14%) e affaticamento (10%) sono stati i più comuni eventi avversi.
"Nonostante i pazienti fossero in trattamento con una terapia immunosoppressiva da una media di 10 anni, i livelli mediani dell’RNA per l’HCV pre-trattamento, che variavano nel range 4,45-7,62 log IU/mL, non sono risultati significativamente più alti di quelli riportati in pazienti immunocompetenti," hanno scritto i ricercatori.
In conclusione, come precisato dai ricercatori: "Questi livelli di RNA per l’HCV, così come lo stadio generalmente lieve di epatite nei partecipanti, possono aver indotto il raggiungimento degli alti tassi di SVR assoluti ottenuti in questo studio. Anche l'esclusione della ribavirina può aver contribuito ad aumentare la sicurezza e l'aderenza senza compromettere l'efficacia del trattamento, anche in pazienti in cui era fallito un precedente trattamento a base di interferone.
Colombo M. et al. Treatment With Ledipasvir-Sofosbuvir for 12 or 24 Weeks in Kidney Transplant Recipients With Chronic Hepatitis C Virus Genotype 1 or 4 Infection: A Randomized Trial. Ann Intern Med. 2016 Nov 15. doi: 10.7326/M16-1205.
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