Ledipasvir/Sofosbuvir, il virus dell'epatite C è sconfitto anche nei coinfetti HCV/HIV

Gastroenterologia
Il trattamento con la combinazione ledipasvir/sofosbuvir consente il raggiungimento di alti tassi di risposta virologica sostenuta in pazienti naive al trattamento co-infetti con virus dell'epatite C (HCV) e con il virus dell’immunodeficienza umana (HIV). Questi dati derivano da uno studio pilota di fase 2b e sono stati pubblicati sulla rivista JAMA.
A livello mondiale 5 milioni di persone hanno coinfezione HCV/HIV.

Fino al 2013 il trattamento dei pazienti coinfetti veniva effettuato con un inibitore delle proteasi (boceprevir o telaprevir) abbinati a interferone e ribavirina; questo regime è associato a pesanti effetti collaterali e elevate percentuali di pazienti che interrompono il trattamento.

L’arrivo di due agenti antivirali ad azione diretta, sofosbuvir e simeprevir ha cambiato notevolmente l’approccio al trattamento anche se il sofosbuvir abbinato alla ribavirina comporta ancora effetti collaterali rilevanti come diminuzione dell’emoglobina.

Recenti studi hanno valutato la combinazione di ledipasvir, un inibitore HCV NS5A, insieme a sofosbuvir, in una combinazione a dose fissa con o senza ribavirina per 8 a 24 settimane. Questi trial hanno dimostrato tassi di risposta virologica sostenuta dal 91% al 100% in pazienti monoinfetti da HCV di genotipo 1 che avevano o meno ricevuto in precedenza trattamenti per l’HCV.

In questo studio, sono stati valutati i tassi di risposta virologica sostenuta (Svr) a seguito di un regime di trattamento di 12 settimane di una combinazione a dose fissa di ledipasvir e sofosbuvir (Harvoni, Gilead Sciences) in pazienti co-infetti da HCV di genotipo 1 e HIV che non sono stati precedentemente trattati per l’HCV.
Cinquanta pazienti non cirrotici sono stati arruolati nello studio dopo essere stati reclutati dalle cliniche dedicate all’HCV nel Distretto della Columbia.

Tutti i pazienti hanno ricevuto una pillola (combinazione di ledipasvir 90 mg /sofosbuvir 400 mg) per 12 settimane presso il Centro Clinico NIH da giugno 2013 al settembre 2014. Trentasette pazienti stavano ricevendo terapia antiretrovirale per l'HIV al momento dello studio.

L'outcome primario dello studio era la percentuale di pazienti con risposta virologica sostenuta (livelli plasmatici di HCV RNA
Nel complesso, 49 pazienti (98%; 95% CI, 89-100) hanno raggiunto l’SVR a 12 settimane. Un paziente ha presentato recidiva a 4 settimane e mostrava resistenza agli inibitori NS5A (ledipasvir).

Tutti i pazienti hanno raggiunto soppressione virologica inferiore al limite inferiore di quantificazione dopo 4 settimane di trattamento. Entrambi i gruppi di pazienti hanno mostrato declino dell’RNA dell’HCV e l'effetto mediano del trattamento globale era simile (99,98% per entrambi).

Non ci sono stati decessi o interruzione dello studio a causa del trattamento.
Gli eventi avversi più comuni sperimentati dai pazienti sono stati di grado 1 come gravità, inclusi congestione nasale (16%), mialgia (14%) e in alcuni casi stanchezza e mal di testa.

I ricercatori hanno dichiarato: "In questo studio in aperto, non controllato, non randomizzato di prova, la combinazione di ledipasvir e sofosbuvir è stata associata ad alti tassi di risposta virologica sostenuta nei partecipanti co-infetti da HCV di genotipo 1 e HIV, simili a quelli osservati nei pazienti monoinfetti da HCV di genotipo 1. Questi risultati mostrano per la prima volta, a nostra conoscenza, che una terapia senza interferone e senza ribavirina è associata ad alti tassi di risposta virologica sostenuta nei pazienti co-infetti con HCV e HIV."

Sono necessari studi più ampi che comprendono anche pazienti con cirrosi e conta inferiore delle cellule T CD4, alcuni già on-going, per capire se i risultati di questo studio possano essere generalizzati a tutti i pazienti co-infettati con HCV e HIV.

Emilia Vaccaro
Osinusi A. et al. Virologic Response Following Combined Ledipasvir and Sofosbuvir Administration in Patients With HCV Genotype 1 and HIV Co-infection.
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