Ledipasvir/sofosbuvir più GS-9451, 6 settimane di trattamento non bastano per una buona risposta

Gastroenterologia

La somministrazione di ledipasvir/sofosbuvir e GS-9451 induce una risposta virologica sostenuta moderata in pazienti con malattia epatica avanzata. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato su Clinical Infectious Diseases, in cui gli autori sottolineano la breve durata del trattamento (6 settimane).

In uno studio di fase 2a, una combinazione di antivirali ad azione diretta, composta da ledipasvir/sofosbuvir e GS-9451, ha indotto una risposta virologica sostenuta moderata in pazienti con malattia epatica avanzata. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato su Clinical Infectious Diseases, in cui gli autori sottolineano la breve durata del trattamento (6 settimane). Tuttavia, questi moderati tassi di risposta virologica sostenuta erano più bassi dei tassi in genere riscontrati nei pazienti senza cirrosi.
"Il nostro studio dimostra la modesta efficacia di una terapia di combinazione a base di antivirali ad azione diretta (DAA) per sei settimane in una coorte di pazienti prevalentemente afro-americani con fibrosi epatica avanzata, compresi quelli già precedentemente trattati e con cirrosi," ha dichiarato Sarah Kattakuzhy, della University of Maryland.
"Questo studio-hanno aggiunto i ricercatori- sostiene il principio scientifico che migliorare la potenza dei regimi DAA permette di ridurre la durata del trattamento, eliminando tutti gli epatociti con infezione da HCV. Tuttavia, i tassi di risposta in questo studio sono stati inferiori a quelli osservati in precedenza in pazienti senza cirrosi. Come tale, i nostri risultati suggeriscono che in un quadro di fibrosi avanzata, la terapia di breve durata con farmaci attuali non raggiungerà gli alti tassi di risposta virologica sostenuta osservati in studi clinici con durata standard. "
Tra aprile 2014 e giugno 2015 il dr. Kattakuzhy e i suoi colleghi del Centro di Ricerca Clinica dell’ NIH, hanno arruolato una cinquantina di pazienti adulti, con infezione cronica da HCV di genotipo 1 e stadio 3-4 di fibrosi epatica. 
Dei pazienti arruolati, il 60% erano neri e il 66% erano uomini.
I cinquanta pazienti sono stati equamente divisi nei seguenti gruppi: pazienti naive al trattamento e pazienti che erano già stati trattati in precedenza.
L'età media di ogni gruppo era di 57,3 anni e 58,8 anni, rispettivamente. Per 6 settimane, i pazienti hanno ricevuto una dose giornaliera di ledipasvir 90 mg/400 mg sofosbuvir e GS-9451 80 mg. I pazienti sono stati monitorati giornalmente per l’SVR fino alle 12 settimane dopo il trattamento.
L'endpoint primario di efficacia era la percentuale di pazienti con HCV-RNA nel plasma al di sotto del limite inferiore di quantificazione, 12 settimane dopo il trattamento. "L'endpoint primario di sicurezza era la frequenza e la gravità degli eventi avversi", hanno scritto i ricercatori.
I ricercatori hanno scoperto che il 76% dei pazienti (95% CI, 60% -85%) che avevano ricevuto la terapia anti-HCV avevano raggiunto l’SVR 12. 
Non c'era alcuna differenza statisticamente significativa in termini di efficacia, in termini di risposta virologica tra i gruppi naïve al trattamento (72%) e con esperienza di trattamento (80%) (p=0.51).
Tutti i pazienti hanno sperimentato un evento avverso, la maggior parte dei quali sono stati mal di testa, stanchezza, nausea o diarrea. Solo tre pazienti hanno avuto un evento avverso grave non legati al farmaco. 
Il primo paziente, con grado 4  per le piastrine prima dell'inizio dello studio ha ricevuto solo una dose di farmaco, in ultima analisi, ha smesso di ricevere il farmaco in studio e si è ritirato dallo studio. 
Il secondo paziente ha avuto angina pectoris, dopo aver completato il trattamento. 
Il terzo paziente ha sviluppato colite infettiva anche dopo aver completato il trattamento. Inoltre, il 22% dei pazienti ha avuto recidiva.
In conclusione, come hanno sottolineato gli autori: "L'aggiunta di un terzo antivirale ad azione diretta alla terapia con ledispasvir e sofosbuvir consente il raggiungimento di un tasso moderato di SVR, ma inferiore a quella osservata nei pazienti senza cirrosi trattati per il tempo standard di terapia. La fibrosi epatica è un ostacolo nel raggiungimento della SVR considerando la terapia di breve durata con DAA."
Emilia Vaccaro

Kattakuzhy S.et al. Clin Infect Dis. 2015 Oct 26. pii: civ897. [Epub ahead of print]
Moderate Sustained Virologic Response Rates With 6-Week Combination Directly Acting Anti-Hepatitis C Virus Therapy in Patients With Advanced Liver Disease.

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