Liste trapianti di fegato, riduzione del 20% grazie alla potente azione degli antivirali ad azione diretta

Le liste trapianti di fegato si riducono. E' questo il dato importante che emerge da un'analisi effettuata da ricercatori italiani dell'Ospedale Niguarda di Milano che hanno evidenziato come il 35% dei pazienti con epatite C, trattato con terapia antivirale di seconda generazione, migliora la sua condizione di malattia epatica al punto da non essere pi considerato urgente per un trapianto. Lo studio stato presentato a Barcellona in occasione dell'International Liver Congress. I ricercatori hanno evidenziato che questo dato si traduce in un 20% in meno di lunghezza delle liste trapianti.

Le liste trapianti di fegato si riducono. E’ questo il dato importante che emerge da un’analisi effettuata da ricercatori italiani dell’Ospedale Niguarda di Milano che hanno evidenziato come il 35% dei pazienti con epatite C, trattato con terapia antivirale di seconda generazione, migliora la sua condizione di malattia epatica al punto da non essere più considerato urgente per un trapianto. Lo studio è stato presentato a Barcellona in occasione dell’International Liver Congress. I ricercatori hanno evidenziato che questo dato si traduce in un 20% in meno di lunghezza delle liste trapianti.
Il danno epatico severo, quello che tutti conosciamo come cirrosi scompensata è una situazione che può portare al decesso del paziente se non si ricorre in tempi brevi al trapianto (per errato funzionamento del fegato).
I pazienti con cirrosi scompensata rappresentano il 30% degli adulti in lista per un trapianto epatico; per dare due numeri del problema, in Europa si parla di 8.500 pazienti e in US di 15.000 persone e ci si aspetta un aumento di questo numero in futuro.
In US il 16% dei pazienti muore prima di arrivare al trapianto.
«Questa esperienza è stata proposta dall’ELITA , la società europea sul trapianto di fegato. L’obiettivo di questo studio è stato quello di verificare se gli antivirali ad azione diretta (DAA) potessero favorire il miglioramento clinico tale da consentire il de-listaggio almeno in un sotto-gruppo di pazienti» ha dichiarato, ai microfoni di pharmastar, il dr. Luca Belli, dell’Unità di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Ospedale Niguarda di Milano e autore principale dello studio.
Lo studio ha, quindi, valutato se e quali pazienti potevano essere inattivati grazie al miglioramento delle condizioni cliniche e successivamente delistato nella real life e, quindi, dalle liste di attesa per trapianto.
Lo studio europeo retrospettivo, di coorte ha coinvolto 11 centri (6 in Italia, 3 in Francia, 1 in Spagna e 1 in Austria) è stato condotto in un anno su 134 candidati a trapianto epatico con cirrosi da HCV scompensata e senza carcinoma epatocellulare, il tipo più comune di cancro epatico.
Questi pazienti sono stati trattati con diverse combinazioni di antivirali ad azione diretta (DAA-sofosbuvir/ribavirina oppure sofosbuvir associato a un altro inibitore di NS5A) utilizzate per la cura della maggior parte dei pazienti con HCV.
L’incidenza cumulativa di pazienti inattivati e delistati è stata del 16% e 0% dopo 24 settimane e del 35% e 20% dopo 48 settimane dall’inizio dei DAA.
I pazienti inattivati, e che quindi avevano meno urgenza di ricorso al trapianto (n=25), hanno dimostrato una media di 11% (o 4 punti) di decremento nella severità della malattia basandosi sul punteggio MELD (modello di valutazione della fase finale di malattia epatica), che è la scala più comune di valutazione della severità della malattia e dell’urgenza di ricorso al trapianto.
Questi pazienti sono anche migliorati di un 20% (o di tre punti) nel punteggio Child-Pugh, altra scala comunemente usata per valutare la prognosi di malattia epatica cronica, inclusa la cirrosi.
«A fronte di un elevatissima risposta virologica-ha aggiunto il dr. Belli- abbiamo osservato anche un significativo miglioramento clinico che ha consentito il de-listaggio in circa il 20% dei pazienti dopo circa un anno dall’inizio della terapia. I pazienti avevano un regressione dei sintomi della cirrosi scompensata e quindi non più ascite, non più encefalopatia e un significativo miglioramento dei parametri biochimici. Abbiamo valutato anche sei possibili predittori di de listing e certamente il valore del MELD, al baseline è molto importante»
Il punteggio MELD è una misura numerica, realistica, del rischio di mortalità nei pazienti nella fase terminale della malattia epatica e può aiutare a prioritizzare l’allocazione dei fegati per i trapianti. Il punteggio va da 6, per i pazienti con malattia meno severa, a 40 per quelli che hanno malattia critica e determina l’urgenza di trapianto per un determinato paziente. «Tanto più basso è il MELD tanto più alta è la probabilità che un paziente possa essere de-listato; risulta particolarmente importante la variazione del MELD, e anche dell’albumina, nelle prime 12 settimane di trattamento» ha precisato il dr. Belli.
Il punteggio Child Pugh misura la severità della malattia epatica cronica tenendo in considerazione bilirubina, INR, albumina sierica, ascite e la presenza di encefalopatia epatica; può variare da un punteggio di 5 , per i soggetti con malattia meno avanzata, a 15 per quelli con malattia critica.
In conclusione, nei pazienti cirrotici in lista d’attesa per trapianto epatico, i DAA di seconda generazione favoriscono l’inattivazione e il delistaggio in circa un paziente su tre e di un paziente su quattro in un anno, rispettivamente. I pazienti con un punteggio MELD più basso hanno più alte possibilità di essere delistati. I punteggi di cui tener conto sono il MELD e la variazione del MELD e dell’albumina nelle prime 12 settimane dall’inizio del trattamento. “Questi risultati mostrano notevoli miglioramenti nella prospettiva per alcuni di questi pazienti con HCV e cirrosi scompensata” ha commentato il prof. Laurent Castera , segretario generale dell’EASL. “ Trattare questi pazienti con antivirali ad azione diretta potrebbe aiutare i soggetti con un bisogno più urgente di un trapianto di fegato a riceverlo prima, e a diminuire i decessi che si verificano in pazienti in lista di attesa.”
Emilia Vaccaro


PS036 Belli L.S. et al. Impact of direct anti-viral agents on inactivation/de-listing of liver transplant candidates listed for decompensed C cirrhosis: a european study. ILC2016