Le malattie infiammatorie intestinali (IBD) e l’ictus sono risultati associati, soprattutto nelle donne e nei giovani e con colite ulcerosa. E’ quanto mostrato da una revisione sistematica della letteratura e una metanalisi pubblicate sulla rivista Journal of Stroke and Cerebrovascular Diseases.

Studi osservazionali, ad oggi, hanno fornito risultati contrastanti sull’eventuale associazione tra malattia infiammatoria intestinale (IBD) e aumento del rischio di ictus.
E’ noto che altri disordini infiammatori quale l’artrite reumatoide, la psoriasi, il lupus eritrematoso sistemico sono associati ad aumento del rischio cardiovascolare, indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio.

Negli ultimi anni sono aumentate le evidenze un ruolo dell’infiammazione cronica sistemica sulla patogenesi dell’aterosclerosi e ciò porta all’ipotesi dell’associazione tra IBD e ictus.
Diversi studi osservazionali hanno analizzato questa associazione ma i risultati sono alquanto controversi

Ricercatori cinesi hanno, quindi, effettuato una meta-analisi per valutare l’eventuale collegamento tra IBD e suoi sottotipi specifici con il rischio di ictus.
I ricercatori hanno cercato in banche dati gli studi fino al 13 maggio 2015 per la valutazione del rischio di ictus nei pazienti con IBD. Sono stati inclusi studi di coorte e caso-controllo che hanno riportato casi incidenti di ictus nei pazienti con malattia infiammatoria intestinale e nella popolazione di controllo non IBD.
E’ stato calcolato l’hazard ratio pooled (HR) con intervalli di confidenza al 95% (IC).

In totale sono stati inclusi in questo meta-analisi 8 articoli (126,493 IBD pazienti e 4748 casi di ictus).

La presenza di IBD ha evidenziato una tendenza ad un aumento modesto del rischio di incidenza di ictus (HR=1,29; 95% CI, 1,16-1,43).
Nelle analisi per sottogruppi, la malattia di Crohn ha mostrato un aumento del rischio di incidenza di ictus (7 studi: HR=1,32; 95% CI, 1,13-1,56), ma è stata individuata una significativa associazione nella colite ulcerosa (6 studi: HR=1,18; IC 95%, 1,06-1,31).

Inoltre, questo rischio è risultato più alto nelle donne (6 studi: HR=1,49; 95% CI, 1,24-1,79) rispetto agli uomini (HR=1,22; 95% CI, 1,12-1,32). Nell'analisi è stata trovata una notevole eterogeneità.
Come hanno precisato i ricercatori: “Nella nostra analisi, il rischio di ictus era maggiore nei giovani pazienti (HR=1,48; IC 95%, 0,77-2,85) rispetto ai pazienti più anziani (HR=1,35; IC 95%, 1,04-1,77).”

Lo studio ha anche evidenziato che entrambi, pazienti maschi e femmine, hanno un aumentato rischio di ictus, nelle femmine (HR=1,5; 95% CI, 1,04-2,17) è superiore ai maschi (HR=1,24; 95% CI, 1,05-1,47).
L’analisi in base alla razza ha trovato che i pazienti asiatici con IBD (HR=1,6; 95% CI, 1,04-2,48) avevano un più alto rischio di ictus rispetto ai pazienti caucasici con IBD (HR=1,23; 95% CI, 1,12-1,34)

In conclusione, questa meta-analisi ha dimostrato una modesto aumento del rischio di ictus nei pazienti con IBD, che era più alto soprattutto nelle donne e nei pazienti asiatici più giovani, anche se l’analisi ha mostrato un notevole eterogeneità, in conformità con meta-analisi precedenti.
I medici dovrebbero prestare maggiore attenzione a quest’associazione e dovrebbe attuare il miglior piano di trattamento individualizzato. Studi futuri dovrebbero esplorare i meccanismi sottesi al collegamento tra ictus e IBD.

Emilia Vaccaro
Xiao Z. et al. Risk of Stroke in Patients with Inflammatory Bowel Disease: A Systematic Review and Meta-analysis. J Stroke Cerebrovasc Dis. 2015 Sep 7. pii: S1052-3057(15)00438-3. doi: 10.1016/j.jstrokecerebrovasdis.2015.08.008.
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