Malattia di Crohn, mortalità ridotta dopo anti-TNF rispetto ai corticosteroidi

Gastroenterologia

Ridotto rischio di mortalità, eventi cardiovascolari e di frattura dell'anca. E' quanto osservato in pazienti con malattia di Crohn trattati con farmaci anti-TNF rispetto ai pazienti trattati con corticosteroidi per lungo periodo. La ricerca è stata presentata al Digestive Disease Week. Questi rischi non erano significativamente diversi tra i pazienti con colite ulcerosa trattati con le due terapie.

Ridotto rischio di mortalità, eventi cardiovascolari e di frattura dell’anca. E’ quanto osservato in pazienti con malattia di Crohn trattati con farmaci anti-TNF rispetto ai pazienti trattati con corticosteroidi per lungo periodo. La ricerca è stata presentata al Digestive Disease Week. Questi rischi non erano significativamente diversi tra i pazienti con colite ulcerosa trattati con le due terapie.

"L'uso prolungato di corticosteroidi per le malattie croniche intestinali (IBD) rimane comune. Rispetto ad un ulteriore uso di corticosteroidi, l'inizio della terapia con anti-TNF è stato associato a più bassa mortalità ed eventi cardiaci più gravi e tassi più bassi di frattura dell'anca tra i pazienti con malattia di Crohn. La grandezza di questo beneficio sembrava essere maggiore nei pazienti con maggiori comorbidità " ha dichiarato il dr. James D. Lewis, dell'Università della Pennsylvania di Philadelphia, durante la sua presentazione.

Il dr. Lewis e colleghi hanno utilizzato i dati dei database Medicaid e Medicare dal 2006 al 2013 per individuare i pazienti con IBD che avevano ricevuto corticosteroidi nell'anno precedente e, quindi, avevano iniziato la terapia anti-TNF o avevano ricevuto un totale di almeno 3.000 mg di prednisone o equivalente entro l’anno successivo. 

Questi includevano 7,694 pazienti affetti da Crohn che avevano ricevuto terapia prolungata con corticosteroidi rispetto a 1,879 pazienti con Crohn che avevano iniziato l'anti-TNF.  Tra i pazienti affetti da colite ulcerosa, sono stati inclusi 3,224 utilizzatori di corticosteroidi rispetto a 459 nuovi utilizzatori di anti-TNF.

Sono stati, quindi, confrontati i rischi di mortalità per tutte le cause e per le cause comuni di decesso tra i gruppi di trattamento, considerando ben 57 variabili come potenziali confonditori, incluse caratteristiche demografiche, farmaci, test diagnostici, comorbilità e utilizzo della sanità. I pazienti sono stati anche sottoposti a una serie di analisi di sensibilità.

E’ stato evidenziato che l'incidenza annuale ponderata di decesso era pari a 21,4 per 1.000 pazienti con Crohn trattati con anti-TNF contro 30.1 per 1.000 pazienti con Crohn trattati con corticosteroidi a lungo termine. 

Nei pazienti con colite ulcerosa, l’incidenza annuale era invece pari a 23 per 1.000 pazienti trattati con anti-TNF, contro 30.9 per 1.000 pazienti trattati con corticosteroidi a lungo termine.

Il rischio di mortalità per tutti i casi era significativamente più basso nei pazienti con Crohn trattati con anti-TNF rispetto a quelli trattati con corticosteroidi (OR=0,78; 95% CI, 0,65-0,93), ma il rischio non era significativamente più basso nei pazienti con colite ulcerosa trattati con anti-TNF.

Inoltre, i pazienti con Crohn trattati con anti-TNF hanno mostrato un rischio significativamente più basso per eventi avversi cardiovascolari maggiori (OR=0,68, 95% CI, 0,55-0,85), un rischio significativamente inferiore di frattura dell'anca (OR=0,54, 95% CI, 0,34 -0,83) e un minore rischio di ictus quasi statisticamente significativo.

Viceversa, si è verificato un aumento statisticamente significativo dell'incidenza di cancro nei pazienti affetti da Crohn trattati con anti-TNF (OR=1,27; 95% CI, 0,98-1,65). 

Il dr. Lewis ha riconosciuto che potrebbe essere insufficiente il follow-up per questo risultato, ma che il 25% dei pazienti ha avuto più di 4 anni di follow-up.

I dati mostrano che la riduzione del rischio di mortalità non era statisticamente significativo nei pazienti colite ulcerosa, ma il cambiamento (OR=0,87, 95% CI 0,63-1,22), come ha precisato il dr. Lewis era nella stessa direzione.

In conclusione, il trattamento con farmaci anti-TNF rispetto ai corticosteroidi riduce il rischio di diversi eventi avversi in pazienti con malattia di Crohn. Questo lavoro evidenzia anche una diminuzione della mortalità; per i pazienti con colite ulcerosa la tendenza è la stessa anche se non è stata mostrata una significatività.

Lewis JD, et al. Abstract 247. Presentato al Digestive Disease Week; 6-9 maggio, 2017; Chicago.