Malattia di Crohn, quali sono le preoccupazioni dei pazienti? Le ha analizzate un ampio studio italiano

I pazienti con malattia di Crohn hanno diverse preoccupazioni soprattutto quando la malattia è in fase moderatamente grave. E' quanto evidenziato da uno studio multicentrico italiano, pubblicato su Digestive and Liver Disease, in cui gli autori sottolineano che le preoccupazioni maggiori per i pazienti sono l'aggravamento della malattia fino al ricorso alla stomia o alla chirurgia. Il trattamento farmacologico nel contempo migliora le attività quotidiane e quelle in ambito lavorativo.

I pazienti con malattia di Crohn hanno diverse preoccupazioni soprattutto quando la malattia è in fase moderatamente grave. E’ quanto evidenziato da uno studio multicentrico italiano, pubblicato su Digestive and Liver Disease, in cui gli autori sottolineano che le preoccupazioni maggiori per i pazienti sono l’aggravamento della malattia fino al ricorso alla stomia o alla chirurgia. Il trattamento farmacologico nel contempo migliora le attività quotidiane e quelle in ambito lavorativo.

La valutazione di quanto prova il paziente e le preoccupazioni relative alla malattia e alla sua gestione possono consentire ai clinici di identificare le principali aree di disagio e angoscia e le strategie terapeutiche migliori, tenendo conto dell’aderenza del paziente.

Lo studio SOLE, “Survey on Quality Of Life in Crohn’s PatiEnts”, è stato condotto su un'ampia coorte di pazienti italiani con malattia di Crohn moderatamente grave (CD) per valutare le caratteristiche epidemiologiche e patologiche e la loro correlazione con le preoccupazioni legate alla malattia, la soddisfazione del trattamento e l'aderenza.

Nell’arco di tempo di 12 mesi sono stati utilizzati una serie di strumenti per valutare: preoccupazioni legate alla malattia con un sondaggio di valutazione delle malattie infiammatorie croniche intestinali; preoccupazioni dei pazienti, impatto sul lavoro attraverso la valutazione della produttività lavorativa e la facilità nello svolgere le attività; soddisfazione, misurata attraverso un questionario sull’appagamento generato dal trattamento farmacologico; aderenza, misurata attraverso la scala di valutazione della costanza nell’assunzione del farmaco.

I risultati, attraverso modelli di regressione lineare, sono stati correlati con variabili demografiche e cliniche.
Sono stati reclutati 552 pazienti con CD attivo (51% uomini).

Dall’analisi dei questionari è emerso che le preoccupazioni più importanti erano avere una stomia (un’apertura sulla parete addominale per poter mettere in comunicazione un viscere (apparato intestinale o urinario) con l’esterno ed essere sottoposti a chirurgia. Le variabili associate a un punteggio sul questionario RFIPC (Rating Form of IBD Patient Concerns) più alto includevano il sesso femminile, un’attività della malattia più elevata, minore aderenza al trattamento (p<0,001), precedenti trattamenti chirurgici (p=0,003).

Il 60% dei pazienti ha affermato di avere difficoltà nelle attività della vita quotidiana.
I punteggi VAS più bassi sono stati riportati dai pazienti con durata della malattia superiore a 6 anni; la soddisfazione/aderenza al trattamento era maggiore con la terapia a base di farmaci anti-TNF.

In seguito all’utilizzo di adalimumab, infliximab, azatioprina è stata evidenziata una diminuzione dei ricoveri durante il follow-up e il miglioramento dell’attività lavorativa e delle attività quotidiane (p <0,001).

In conclusione, come hanno evidenziato i ricercatori, le principali preoccupazioni dei pazienti comprendevano l’ avere una sacca per stomia, l’essere sottoposti a un intervento chirurgico, e lo sviluppo di cancro; tutte queste condizioni erano significativamente associate con l'attività della malattia aggravata e la bassa aderenza al trattamento, oltre che col sesso femminile e all’essere stati sottoposti a precedenti trattamenti chirurgici. Nei pazienti in trattamento con farmaci anti-TNF sono stati evidenziati migliori punteggi relativi all’aderenza alla terapia e all’attività lavorativa.

Armuzzi A. et al., Epidemiological features and disease-related concerns of a large cohort of Italian patients with active Crohn’s disease. Dig Liver Dis. 2019 Jan 3. pii: S1590-8658(18)31447-6. doi: 10.1016/j.dld.2018.12.019.

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