Malattia di Crohn, ustekinumab efficace nel mantenere la remissione clinica sino a 3 anni

Ustekinumab si Ŕ dimostrato efficace nel mantenimento fino a tre anni dei tassi di remissione clinica nei pazienti con malattia di Crohn, da moderata a grave, con un buon profilo di tollerabilitÓ anche nei pazienti na´ve o intolleranti o refrattari agli anti-TNF . Questo Ŕ quanto emerge dai risultati dello studio IM-UNITI presentati ieri al 26░ congresso United European Gastroenterology Week (UEGW) a Vienna.

Ustekinumab si è dimostrato efficace nel mantenimento fino a tre anni dei tassi di remissione clinica nei pazienti con malattia di Crohn, da moderata a grave, con un buon profilo di tollerabilità anche nei pazienti naïve o intolleranti o refrattari agli anti-TNF . Questo è quanto emerge dai risultati dello studio IM-UNITI presentati ieri al 26° congresso United European Gastroenterology Week (UEGW) a Vienna.

Più di un milione di persone in Europa vive con la malattia di Crohn e sono circa 33.000 i nuovi casi diagnosticati ogni anno. In Italia sono circa 70.000 le persone che ne soffrono. Si tratta di una malattia infiammatoria del tratto gastrointestinale, dalle cause sconosciute, associata a disfunzioni del sistema immunitario che possono essere innescate da predisposizione genetica, alimentazione o altri fattori ambientali. I sintomi possono variare, ma spesso includono dolore addominale, diarrea frequente, sanguinamento del retto, perdita di peso e febbre. Attualmente non esiste una cura.

IM-UNITI è uno studio di fase 3, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli con controllo verso placebo, di valutazione dell’efficacia e della sicurezza della terapia di mantenimento con ustekinumab in adulti con malattia di Crohn da moderata a severa. I pazienti che hanno risposto a ustekinumab in somministrazione singola, negli studi di induzione UNITI-1 o UNITI-2, sono stati randomizzati in pari misura per ricevere come terapia di mantenimento con somministrazione sottocutanea ustekinumab 90mg ogni 8 settimane o ogni 12 settimane, o placebo.

Nei pazienti dove si è verificata una perdita di risposta tra le settimane 8 e 32, è stato permesso un aggiustamento una tantum di 90 mg, somministrato ogni 8 settimane. Dopo la settimana 44, tutti i partecipanti sono stati candidabili per far parte della seconda parte del trial, un prolungamento di lungo termine dello studio, continuando la terapia fino alla settimana 152. I pazienti proseguiranno nello studio fino alla 252esima settimana.
“I risultati a tre anni di IM-UNITI sono incoraggianti perché mostrano il ruolo importante che il trattamento con ustekinumab può avere nell’aiutare i pazienti con malattia di Crohn a raggiungere la remissione della malattia nel lungo termine”, ha detto William Sandborn, Direttore Centro per le malattie infiammatorie intestinali, Università della California, San Diego.

“La remissione clinica è un obiettivo importante da raggiungere durante il trattamento. I pazienti, non dovendosi preoccupare della riacutizzazione della malattia, possono avere in questo modo una migliore qualità di vita”.
Nello studio IM-UNITI la somministrazione sottocutanea (SC) di ustekinumab alla dose di 90 mg in pazienti con malattia di Crohn moderata severa è stata valutata per 3 anni e lo studio continuerà ancora per altri due.

I dati di IM-UNITI dimostrano che alla 152esima settimana il 60,3% di tutti i pazienti randomizzati trattati con ustekinumab, entrati nella fase di prolungamento di lungo termine dello studio, erano in remissione clinica e il 68,8% aveva manifestato una risposta clinica.

Per quanto riguarda, invece, la valutazione dei diversi regimi di somministrazione, è emerso che il 61,9% dei pazienti randomizzati che ha ricevuto 90 mg di ustekinumab SC ogni 12 settimane (q12w), era in remissione clinica, percentuale che saliva al 69,5% nei pazienti trattati ogni otto settimane (q8w).
Lo studio ha rivelato inoltre che, tra i pazienti naïve ai trattamenti con anti-TNF, la classe di farmaci biologici più comunemente prescritti nella malattia di Crohn, il 67,6% di quelli che hanno ricevuto ustekinumab ha mantenuto la remissione clinica alla 156 settimana, a dimostrazione del fatto che anche coloro che non hanno mai ricevuto queste cure, possono beneficiare di ustekinumab. In aggiunta, nei pazienti nei quali gli anti-TNF hanno fallito oppure manifestino intolleranza, il 48,4% era in remissione clinica.

Gli eventi avversi (per cento anni paziente) si sono mantenuti ai medesimi livelli di quelli rilevati alla settimana 44 e non ne sono stati osservati di aggiuntivi.
Tra la 96 e la 156 settimana sono state riportate 3 morti (rispettivamente per infarto miocardico acuto, insufficienza renale e sepsi). Inoltre, sono stati riscontrati 2 casi di tumore non melanoma della pelle (adenocarcinoma dell’intestino tenue e leucemia mieloide cronica).

Le reazioni avverse più comuni (≥1 / 100) riportate nel corso degli studi clinici sulla psoriasi negli adulti, sull’artrite psoriasica e sulla malattia di Crohn e nel periodo post commercializzazione sono: artralgia (dolore articolare), dolore alla schiena, diarrea, vertigini, affaticamento, cefalea, dolore e arrossamento nel punto di iniezione, mialgia (dolore muscolare), nasofaringite, nausea, dolore orofaringeo, prurito, infezione del tratto respiratorio superiore e vomito.

Sandborn W, Rutgeerts P, et al. Efficacy and safety of ustekinumab for Crohn’s disease: Results from IM-UNITI long-term extension through 3 years. United European Gastroenterology Week (UEGW 2018) 20–24 October, 2018;Vienna, Austria.

Crohn’s & Colitis UK. Biological drugs: Information sheet.
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European Medicines Agency. (2018) Ustekinumab Summary of Product Characteristics
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Sands B, Sandborn W, et al. Safety and efficacy of ustekinumab induction therapy in patients with moderate to severe ulcerative colitis: results from the Phase 3 UNIFI study. United Europe Gastroenterology Week (UEGW) 2018 20–24 Oct 2018;Vienna, Austria:LB01.

Janssen Disease Lens. Ulcerative colitis
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Crohn’s and Colitis UK. Crohn’s disease.
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