I bambini con malattia infiammatoria intestinale (IBD) che assumono con buoni risultati farmaci biologici specifici, non devono passare ai prodotti "biosimilari" di recente autorizzazione.

E’ quanto conclude una dichiarazione di consenso degli esperti della Società Europea di Gastroenterologia Pediatrica, Epatologia e Nutrizione (ESPGHAN) di cui fanno parte anche due esperti italiani, la dr.ssa Caterina Strisciuglio, della Seconda Università di Napoli e  il prof. Paolo Lionetti dell’Università di Firenze. La dichiarazione è apparsa sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, la rivista americana ufficiale di tale società.

Farmaci biologici diretti contro il fattore di necrosi tumorale (TNF) possono indurre e mantenere la remissione in bambini e adulti con malattia infiammatoria intestinale. La terapia anti-TNF è diventata sempre più importante nei pazienti con esordio infantile di IBD, vista la necessità di guarire il loro intestino in modo tempestivo in modo che possa essere ripristinata la crescita normale.
La dr.ssa Caterina Strisciuglio, della Seconda Università di Napoli, ha dichiarato ai microfoni di Pharmastar:«I biologici vengono correntemente usati anche in età pediatrica, soprattutto l’infliximab, sia per la malattia di Chron che per la rettocolite ulcerosa e con una certa efficacia nei nostri pazienti. Molti biologici approvati per gli adulti sono anche approvati per l’età pediatrica sia nell’ambito delle patologie reumatiche che in quelle gastrointestinali.»
L’ IBD Porto Group pediatrico, è stato incaricato di elaborare raccomandazioni consenso per gastroenterologi pediatrici per il trattamento di bambini con IBD: malattia di Crohn e colite ulcerosa.
A tal fine sono stati presi in considerazione anche i farmaci biosimilari che potrebbero ridurre i costi e aumentare l'accesso ai farmaci biologici.
“Sono necessari studi a lungo termine per confermare la loro sicurezza ed efficacia in particolare nei bambini con IBD”-questo è quanto espresso dall’ESPGHAN Pediatric IBD Porto Group. La dichiarazione sottolinea, inoltre, l'importanza di programmi di sorveglianza post-marketing per confermare l'efficacia, la sicurezza e l'immunogenicità di nuovi prodotti biosimilari.
«Il gruppo di studiosi ha espresso delle perplessità-ha proseguito la dr.ssa Strisciuglio- sull’uso dei biosimilari. Non è esattamente un “no” assoluto e riguarda il fatto che per i biosimilari siano stati eseguiti solo alcuni trial nell’ambito delle malattie reumatologiche e poi traslati i risultati alle patologie gastrointestinali. Inoltre, i suddetti studi sono stati condotti solo negli adulti e non in ambito pediatrico. Bisogna considerare che ci sono delle differenze importanti tra i due tipi di patologia (gastrointestinali e reumatiche) anche perché in ambito reumatologico questi farmaci sono stati associati ad altri farmaci e quindi non si sa la reale efficacia del singolo farmaco. » ha evidenziato la dr.ssa Strisciuglio.
Farmaci anti-TNF sono complessi farmaci a base di proteine derivate da una fonte biologica. Le nuove versioni sono molto simili ma non esattamente identiche al farmaco “copia” a causa della struttura complessa di queste molecole biologiche nonché per causa dei segreti commerciali delle aziende produttrici dei prodotti originali; per tale motivo sono chiamati biosimilari.
Poiché i brevetti per i farmaci anti-TNF sono in scadenza, i prodotti biosimilari stanno arrivando sul mercato. Questo porterà a ridurre i costi dei farmaci, e, quindi, a un maggiore accesso a questi agenti molto costosi.
«Rispetto ai farmaci generici-ha sottolineato la dr.ssa Strisciuglio- questi farmaci, proprio per la complessità della loro struttura, non sono completamente uguali alle molecole iniziali. Questo potrebbe generare dei problemi soprattutto per quanto riguarda l’immunogenicità. Personalmente ritengo che pazienti in cui viene già utilizzato l’infliximab non sia opportuno usare un biosimilare, invece, nei naive si può valutare eventualmente l’opportunità di iniziare subito con il biosimilare. Servono comunque degli studi post-marketing per andare a valutare a lungo termine eventuali effetti collaterali».
Sulla base degli studi su altre malattie (come l'artrite reumatoide), l'Agenzia europea per i medicinali ha approvato l'uso dei biosimilari per l'infliximab, prodotto anti-TNF per tutte le condizioni, tra cui IBD.
Infliximab biosimilare non è ancora approvato dall’Fda, ma gli esperti dell’IBD Porto Group sottolineano che anche piccole modifiche nel processo di produzione di farmaci biologici possono portare a cambiamenti nel comportamento delle cellule, causando differenze nella struttura, stabilità o altri aspetti qualitativi del prodotto finale. Ognuna di queste differenze può influenzare la sicurezza del trattamento, l'efficacia e, soprattutto con i farmaci biologici, l’immunogenicità.
Quest’ultima riguarda lo sviluppo di una reazione allergica al farmaco perché si sono formati anticorpi, limitandone così l'uso futuro. Nei bambini, il rischio di sviluppare anticorpi alla terapia anti-TNF è ancora più preoccupante che negli adulti, dato che i bambini hanno forme più gravi di IBD e potrebbe essere necessario un trattamento anti-TNF per un periodo più lungo.
Data la mancanza di dati sull'uso dei biosimilari anti-TNF, la IBD Porto Group pediatrico ha sollevato preoccupazioni circa l'introduzione di questi agenti, in particolare nei bambini con IBD. Nella dichiarazione, puntano l’attenzione sul dare la massima priorità all'esecuzione di studi su pazienti pediatrici con un lungo periodo di follow-up per sostenere l'approvazione dei nuovi prodotti biosimilari.
Fino a quando questi risultati non saranno disponibili, gli esperti concordano sul fatto che i bambini con una buona risposta a una specifico agente biologico non devono passare a un biosimilare. Dichiarano, inoltre, che i programmi di sorveglianza post-marketing, monitoraggio dell'efficacia e dei possibili problemi di sicurezza dopo l'approvazione, dovrebbe essere un "requisito obbligatorio" per la commercializzazione dei farmaci biologici e biosimilari con le relative indicazioni .
Emilia Vaccaro
Lissy de Ridder et al. Use of Biosimilars in Paediatric Inflammatory Bowel Disease. Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, 2015 Jul 6
leggi
leggi
leggi