I pazienti con sensibilità al glutine non celiaca o malattia celiaca hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie autoimmuni, sono positivi per gli anticorpi antinucleo e mostrano aplotipi DQ2/DQ8 rispetto ai pazienti con sindrome dell'intestino irritabile. Questo è quanto riportato in un lavoro di un gruppo di ricerca italiano e pubblicato su Gastroenterology.
C’è molto interesse, soprattutto nel mondo scientifico, nei riguardi della sensibilità al glutine per le persone non celiache, ma sappiamo poco sui rischi associate a questa condizione.
Questo studio è stato condotto con l'obiettivo di confrontare il rischio di malattie autoimmuni in pazienti con sensibilità al glutine non celiaci (SGNC) e indagare lo sviluppo di anticorpi antinucleari (ANA).
Gli anticorpi anti nucleo (ANA) sono una categoria molto ampia di autoanticorpi, ovvero anticorpi che l'organismo produce contro se stesso. Sono correlati a numerose malattie autoimmuni, tra le quali soprattutto il lupus eritematoso sistemico, ma anche in altre malattie infiammatorie croniche, quali epatopatie e malattie polmonari.
Numerosi studi riportano che la malattia celiaca si associa frequentemente alla presenza di specifici geni del Sistema HLA, codificanti gli eterodimeri DQ2 e DQ8.
Nel sistema HLA classe II dei celiaci è presente l’aplotipo DQ2 nel 90% dei casi mentre i celiaci non DQ2 sono per la maggior parte DQ8.
In particolare l’aplotipo HLA-DQ2 e DQ8 codificato dalla combinazione allelica DQA1*0201, DQA1*03 e DQB1*02  è presente nel 98% dei celiaci Nord Europei
Chi possiede tali geni ha una elevata probabilità di andare incontro alla malattia.
Lo studio in questione è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Palermo ed è stato diviso in due parti.
Nella prima parte, per identificare eventuali malattie autoimmuni, sono state riviste retrospettivamente le cartelle cliniche di 131 pazienti con diagnosi di sensibilità al glutine non celiaca (121 femmine; età media, 29.1 anni) afferenti a due ospedali, da gennaio 2001 a giugno 2011, e 151 controlli con la malattia celiaca o IBS.
La seconda parte del lavoro è stato uno studio prospettico su 42 pazienti (38 di sesso femminile, di età media 34 anni) che sono stati diagnosticati con sensibilità al glutine non celiaca in tre ospedali dal luglio 2011 al marzo 2014.
Cento pazienti con celiachia o IBS sono serviti come controllo.
I livelli di anticorpi antinucleo in campioni di siero sono stati misurati utilizzando l'analisi di immunofluorescenza e le cartelle cliniche dei pazienti sono stati esaminati per identificare le malattie autoimmuni in entrambe le parti dello studio. HLA-DQ è stato effettuato anche in tutti i pazienti. Questionari strutturati sono stati completati anche per identificare malattie autoimmuni nella componente prospettica dello studio.
I risultati hanno mostrato che nello studio retrospettivo, il 29% dei pazienti con sensibilità al glutine non celiaca e il 29% dei pazienti con malattia celiaca sviluppano malattie autoimmuni (principalmente la tiroidite di Hashimoto) rispetto al 4% dei pazienti con IBS (p<0.001).
Campioni di siero del 46% dei pazienti con SGNC sono risultati positivi per gli anticorpi antinucleo rispetto al 24% dei pazienti con malattia celiaca (titolo mediana per entrambi, 1:80) e il 2% dei pazienti con IBS (entrambi i confronti p<0.001) .
Il 24% dei pazienti con SGNC e il 20% dei pazienti con malattia celiaca hanno sviluppato malattie autoimmuni rispetto al 2% dei pazienti con IBS (p<0.001).
Campioni di siero del 28% dei pazienti con SGNC sono risultati positivi per gli anticorpi antinucleo rispetto al 7,5% dei pazienti con malattia celiaca (p=0,02) e il 6% dei pazienti con IBS (p= 0,005).
L'analisi multivariata ha mostrato che la positività per HLA DQ2 / DQ8 è stata associata con test positivo per gli anticorpi antinucleo (OR=3.5; 95% CI, 1,6-5,8 nello studio retrospettivo; p=0.04).
In conclusione, come hanno dichiarato i ricercatori: “i nostri dati hanno mostrato una forte tendenza verso l’autoimmunità nei pazienti con sensibilità al glutine non celiaca, caratterizzata dalla tendenza a sviluppare malattie autoimmuni e la presenza di positività nel siero per gli anticorpi antinucleo, che, a sua volta, è stata correlata con aplotipi dell’HLA DQ2 / DQ8.
Emilia Vaccaro
Carroccio A et al. High Proportions of People With Nonceliac Wheat Sensitivity Have Autoimmune Disease or Antinuclear Antibodies. Gastroenterology. 2015 Sep;149(3):596-603.e1. 

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