Malattie infiammatorie croniche intestinali, anche i medici hanno bisogni insoddisfatti

Le esigenze e le carenze percepite dai pazienti sono sempre più tenute in considerazione in molte patologie, tra cui le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD). E i bisogni insoddisfatti dei medici? Un lavoro italiano, dell'Italian Group for Inflammatory Bowel Disease (IG-IBD), pubblicato su Digestive and Liver Disease ha evidenziato, attraverso un sondaggio, le difficoltà quotidiane di questi professionisti sanitari che limitano la qualità di cura dei pazienti.

Le esigenze e le carenze percepite dai pazienti sono sempre più tenute in considerazione in molte patologie, tra cui le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD). E i bisogni insoddisfatti dei medici? Un lavoro italiano, dell’Italian Group for Inflammatory Bowel Disease (IG-IBD), pubblicato su Digestive and Liver Disease ha evidenziato, attraverso un sondaggio, le difficoltà quotidiane di questi professionisti sanitari che limitano la qualità di cura dei pazienti.

Negli ultimi anni sono decisamente aumentate le conoscenze sulle malattie infiammatorie croniche intestinali e sono migliorati sia i test diagnostici che le terapie farmacologiche.

Oggi si cerca di migliorare i sintomi agendo sulla prevenzione del danno intestinale. Su questa base sono state pensate e sperimentate nuove strategie terapeutiche e strutturati percorsi per i medici che si occupano di questi pazienti anche in team multidisciplinari.

Nonostante questi progressi l'IBD rimane una condizione di disabilità che si associa a risultati mediocri e a una compromissione psicologica importante che si ripercuote sull’aderenza al trattamento e su maggiori costi relativi all’assistenza sanitaria.

In questi anno si è molto lavorato sui bisogni insoddisfatti dei pazienti, sia dal punto di vista terapeutico che gestionale e sono state, invece, trascurate le esigenze dei medici che si prendono cura di queste persone.
Per questi professionisti sanitari l'aggiornamento professionale a 360^ è molto rilevante per raggiungere il concetto, in rapida evoluzione, della "migliore gestione complessiva".

Perché se da una parte abbiamo il mondo ideale costruito secondo le linee guida e gli algoritmi, dall'altro, c'è la realtà del mondo reale con i suoi limiti e le sue carenze.

“La gestione delle IBD rimane a tutt’oggi una materia complessa per i medici che vi si dedicano. In un mondo pieno di eventi volti a fornire elementi di educazione continua in Medicina (con i famigerati Crediti formativi che i Medici devono per Legge dimostrare di maturare dopo la loro specializzazione) si è pensato di ridurre la questione della programmazione alla domanda più ovvia: “Ma di che cosa hanno davvero bisogno i medici che si occupano della gestione delle IBD?” ha dichiarato. per Pharmastar. Marco Daperno, SC Gastroenterologia AO Ordine Mauriziano di Torino.


Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare le esigenze insoddisfatte dei medici italiani che gestiscono i pazienti con IBD, esaminando le loro difficoltà nella pratica clinica quotidiana ed esaltandone le esigenze di aggiornamento professionale.

A tal fine, da marzo a dicembre 2016, è stato diffuso un sondaggio ai 600 medici partecipanti a corsi e congressi dell’IG-IBD (Italian Group for Inflammatory Bowel Disease) attraverso il quale sono stati raccolti dati demografici, caratteristiche lavorative e, appunto necessità professionali.

Il questionario è stato compilato da 280 professionisti di cui il 44.2% uomini e 55.8% donne, con un’età media di 44.4 anni. La maggior parte (84.3%) erano gastroenterologi che dovevano rispondere a 6 potenziali problemi assegnando un punteggio crescente a seconda della gravità, da 1 a 5.

Le questioni più problematiche sottolineate sono state "l'accresciuta burocrazia" (3.9), "la mancanza di esperienza extra-gastroenterologica con le IBD" (3.4) e "la mancanza di tecniche diagnostiche" (3.1).

Molti hanno evidenziato la mancanza nel team di un chirurgo seguito da psicologo, nutrizionista e reumatologo. Tra i test diagnostici mancanti è stata precisata più spesso la carenza degli anticorpi anti-farmaco e di analisi di livello minimo (2.7), enteroscopia assistita dal dispositivo (3.1), esplorazione sotto anestesia (3.2), risonanza magnetica dell’addome (3.2) ed ecografia intestinale (3.3).

Non sono state osservate differenze nelle risposte tra medici provenienti da strutture ospedaliere con differente posizione geografica sul territorio nazionale, e neppure nel numero di pazienti in cura, età dei medici, tipologia dell’ospedale (se accademico o meno).

Per quanto riguarda l’aggiornamento professionale i medici hanno indicato tra i temi più utili: la medicina pratica (4.3), la gestione dei pazienti difficili (4.1) e le linee guida (4.0); tra le modalità di aggiornamento educativo sono preferiti corsi di pratica clinica, corsi di gruppo e corsi con casi reali rispetto ai corsi sul web o l'apprendimento a distanza.

“L’intento è quindi quello di riuscire a programmare corsi pratici (i più graditi agli intervistati, e percepiti come più utili per le loro esigenze assistenziali), interdisciplinari, che siano davvero utili a cambiare in meglio la pratica clinica. IGIBD, come società scientifica di riferimento per i clinici che si occupano di queste patologie, proverà a orientare la propria offerta formativa proprio alla luce delle richieste ricevute, cercando di far coincidere anche in questo ambito “domanda” ed “offerta formativa” ha evidenziato Daperno.

Secondo la maggior parte dei partecipanti al sondaggio la loro partecipazione ai congressi era limitata da problematiche relative all'assenza dal lavoro, ma anche alla mancanza di uno sponsor e a problemi familiari. Per gli incontri internazionali, solo l'8% indicava che la lingua ufficiale del congresso poteva influire in maniera negativa.

Solo il 51% ha indicato di partecipare spesso a congressi nazionali, percentuale che invece variava notevolmente considerando i congressi internazionali (da chi partecipava molto spesso (9%) a chi non partecipava mai (11%)). La maggior parte degli intervistati ha indicato di frequentare corsi nazionali (il 55% ha barrato la casella relativa a “molto spesso” o “spesso”) e l'evento scientifico ideale per i medici è un incontro internazionale di 2 giorni, venerdì e sabato.

In conclusione, questo studio suggerisce che, in Italia, sussistono diverse esigenze insoddisfatte di medici che si occupano IBD. Tali carenze limitano la qualità della cura dei pazienti con IBD e complicano la capacità dei medici di accedere all'aggiornamento professionale.

Bezzio C. et al., Unmet needs of Italian physicians managing patients with inflammatory bowel disease. Dig Liver Dis. 2019 Feb;51(2):212-217. doi: 10.1016/j.dld.2018.07.041. Epub 2018 Aug 9.

leggi