Malattie infiammatorie intestinali, etrolizumab efficace su sintomi e infiammazione con buona tollerabilitÓ

Arrivano nuovi importanti risultati per il trattamento dei pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD). I dati derivanti dai trial BERGAMOT e HICKORY, due studi in corso di fase III su etrolizumab hanno evidenziato un miglioramento sia nei sintomi riportati dai pazienti che nell'infiammazione valutata tramite endoscopia. I risultati sono stati presentati al 25 ░ settimana europea di gastroenterologia (UEGW) che si Ŕ tenuto a Barcellona dal 28 ottobre al 1 novembre 2017.

Arrivano nuovi importanti risultati per il trattamento dei pazienti con malattia infiammatoria intestinale (IBD). I dati derivanti dai trial BERGAMOT e HICKORY, due studi in corso di fase III su etrolizumab hanno evidenziato un miglioramento sia nei sintomi riportati dai pazienti che nell’infiammazione valutata tramite endoscopia. I risultati sono stati presentati al 25 ° settimana europea di gastroenterologia (UEGW) che si è tenuto a Barcellona dal 28 ottobre al 1 novembre 2017.

Le malattie infiammatorie intestinali colpiscono circa 3,6 milioni di persone negli Stati Uniti e in Europa.
Etrolizumab è la prima terapia anti-integrina con somministrazione per via sottocutanea; il suo programma di studi registrerà più di 3.400 pazienti in otto studi di fase III, per la colite ulcerosa (UC) e la malattia di Crohn.

BERGAMOT e HICKORY fanno parte di un programma globale di sviluppo clinico di fase III per etrolizumab nei pazienti con UC e la malattia di Crohn, che mira a valutare importanti questioni cliniche nel campo delle IBD, tra cui valutare il miglioramento endoscopico della malattia di Crohn; confrontare il farmaco con adalimumab e infliximab in studi randomizzati e controllati nella UC; valutare il potenziale di biomarcatori predittivi nella ​​UC e nella malattia di Crohn.

La coorte esplorativa (coorte 1) dello studio di fase III BERGAMOT ha come obiettivo la sicurezza e l'efficacia di etrolizumab (105 mg sottocutaneo [sc] ogni 4 settimane [q4w]) o un’ alta dose di etrolizumab (210 mg sc alle settimane 0, 2, 4, 8 e 12) rispetto al placebo in pazienti precedentemente trattati con malattia di Crohn da moderata a grave. I risultati di questa coorte suggeriscono una remissione sintomatica precoce e persistente.

In particolare, la remissione sintomatica, definita come dolore addominale non ponderato (AP) ≤ 1 e frequenza delle feci (SF) ≤ 3, è stata ottenuta con etrolizumab già alla settimana 6 e si è mantenuta fino alla settimana 14.

Il miglioramento del 50% dell'infiammazione e dell'ulcerazione endoscopica è stato misurato utilizzando il punteggio Simple Endoscopic Score for Crohn’s Disease (SES-CD) nel 21,0% e nel 17,4% dei pazienti trattati con etrolizumab 105 mg e 210 mg rispettivamente, verso il 3,4% trattati con placebo sempre alla settimana 14.

Questo studio ha utilizzato la valutazione delle registrazioni endoscopiche da parte di un gruppo indipendente di esperti accecati rispetto all'assegnazione del trattamento.
Il 75%, circa, dei pazienti in questa coorte ha avuto un precedente fallimento della terapia con anti-TNF. Secondo i ricercatori, questi risultati consentiranno di perfezionare e finalizzare gli endpoint usati per la coorte pilota (coorte 3) della studio BERGAMOT.

In pazienti con insufficienza cardiaca da moderata a grave e che avevano fallito precedenti trattamenti con anti-TNF sono stati presentati risultati aggiornati della coorte di induzione in aperto (130 pazienti trattati con etrolizumab 105 mg q4w per 14 settimane) nello studio di fase III HICKORY, suggerendo che il trattamento con etrolizumab ha portato ad un miglioramento clinicamente significativo come osservato nel miglioramento endoscopico, nonché nella risposta clinica e nella remissione.

Alla settimana 14, etrolizumab è stato associato con una risposta clinica nel 50,8% dei pazienti.
Un totale di 43,9% dei pazienti ha avuto un miglioramento ≥ 1 punto rispetto al basale nel punteggio endoscopico, associato a un aumento dei tassi di remissione per quanto riguarda il sanguinamento rettale e la frequenza delle feci.

In conclusione, entrambi gli studi BERGAMOT e HICKORY hanno evidenziato che l'etrolizumab è efficace sull’infiammazione e sui sintomi riferiti dal paziente ed è ben tollerato, con una frequenza di eventi avversi paragonabili al placebo.

William J, et al. BERGAMOT trial. Presented at: United European Gastroenterology Week; 2017 Oct 28 – Nov 1; Barcelona, Spain. Abstract #LB03.
Peyrin-Biroulet L, et al. HICKORY trial. Presented at: United European Gastroenterology Week; 2017 Oct 28 – Nov 1; Barcelona, Spain. Abstract #LB03