Meloxicam efficace trattamento adiuvante nell'epatite cronica C di genotipo 1

Gastroenterologia
I risultati di un piccolo trial randomizzato, pubblicati sulla rivista Hepatology Research, hanno dimostrato come l’impiego di meloxicam come adiuvante sia stato in grado di aumentare l’efficacia anti-virale e ridurre il declino della conta di neutrofili associato al trattamento convenzionale dei pazienti con epatite cronica C di genotipo 1 a base di peginterferone e ribavirina.

La ricerca medica ha cercato nel corso degli ultimi anni di migliorare l’efficacia o, quanto meno, di ridurre gli eventi avversi (AEs) legati alla terapia convenzionale a base di peginterferone e ribavirina. A tal riguardo, una delle linee di ricerca si è focalizzata su un possibile ruolo adiuvante dei FANS nel trattamento dell’epatite cronica C.
“Studi in vitro hanno indicato come i FANS non solo siano in grado di potenziare il pathway di traduzione del segnale dell’interferone (un meccanismo biochimico di “escape” dagli effetti antivirali), ma anche di inibire la replicazione dell’RNA virale – si legge nell’introduzione al lavoro. – Quanto alla clinica, invece, i risultati di due trial randomizzati hanno mostrato come la monoterapia con interferone, in combinazione con un FANS, sia in grado aumentare i tassi di SVR rispetto alla sola monoterapia con interferone.”

Meloxicam è un FANS che inibisce preferenzialmente l’enzima COX-2, dotato di un buon indice terapeutico. Studi precedentemente condotti dagli autori dello studio appena pubblicato ne hanno dimostrato l’efficacia come trattamento adiuvante in associazione a peginterferone (da solo) in pazienti con epatite cronica C, documentando, tra l’altro, un incremento del tasso di risposta SVR dal 58% al 70% in quelli di genotipo 2.

Tali risultati preliminari hanno suggerito un ruolo per meloxicam di agente enhancer dell’efficacia antivirale di peginterferone come pure di tool terapeutico in grado di sopprimere la neutropenia indotta da peginterferone.
Di qui la messa a punto di un nuovo trial randomizzato per studiare l’efficacia di meloxicam come adiuvante alla terapia convenzionale a base di peginterferone e ribavirina.

Sono stati reclutati allo scopo 60 pazienti affetti da epatite cronica C di genotipo 1 e randomizzati, secondo uno schema 1:1, al trattamento con meloxicam (10 mg/die) in aggiunta al trattamento settimanale con 180 mcg di peginterferone-α-2a e con ribavirina (dose aggiustata in base al peso corporeo) per 48 settimane. Il trattamento con meloxicam  è stato condotto nelle prime 8 settimane dall’inizio del trattamento con la terapia convenzionale a base di peginterferone-α-2a e ribavirina.

I risultati ottenuti all’analisi intent-to-treat hanno documentato un tasso di risposta SVR più elevato nel gruppo trattato con il FANS rispetto al gruppo di controllo (63,3% vs 36,7%, P<0,05). Il tasso di recidivazione, invece, si è più che raddoppiato (45%) nel gruppo di controllo rispetto al gruppo trattato con meloxicam (19%), anche se la differenza non è risultata statisticamente significativa. Il tasso di decrescita della conta dei neutrofili, calcolato dividendo il valore più basso osservato nel corso delle prime 8 settimane di terapia per la conta pre-trattamento, è risultato significativamente più piccolo nel gruppo trattato con il FANS (55,1 ± 14,3%) rispetto al gruppo di controllo (62,3 ± 9,6%, P<0,05).

“Lo studio – concludono gli autori – ha dunque dimostrato come meloxicam abbia migliorato l’efficacia antivirale e ridotto la decrescita dei neutrofili associata al trattamento con peginterferone e ribavirina in pazienti con epatite cronica C di genotipo 1. E’ dunque prevedibile che la somministrazione regolare del FANS possa migliorare la compliance dei pazienti.”

E’ ipotizzabile, quindi, alla luce di questi risultati e in attesa di conferme ottenute in prossimi studi di dimensioni numeriche appropriate, che l’impiego di meloxicam come adiuvante possa essere particolarmente efficace in presenza di un regime terapeutico basato sulla combinazione di agenti antivirali diretti in associazione alla terapia convenzionale (peginterferone e ribavirina), essendo già noto in letteratura come questo cocktail terapeutico potrebbe essere in grado di aumentare il tasso di risposta virologica sostenuta (SVR) dal 40-50% a circa il 70%.

Kagawa T et al. Meloxicam a san adjuvant to peginterferon-α-2a and ribavirin treatment for genotype 1 chronic hepatitis C: A randomized trial. Hepatology Research 2013; 43:925-932.
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