Le donne in postmenopausa con una popolazione di batteri intestinali molto diversificata possono essere “più efficienti” nel degradare gli estrogeni. Questo risultato deriva da uno studio clinico appena pubblicato su Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism e che risulta di grande interesse in quanto questo meccanismo potrebbe essere collegato alla riduzione del rischio di cancro.

La terapia ormonale sostitutiva solo a base di estrogeni potrebbe aumentare il rischio di cancro all’utero e quella combinata di estrogeni e progestinici aumenterebbe il rischio di cancro al seno. Questo rischio sembri aumentare progressivamente per ogni anno di terapia. I medici monitorano le loro pazienti puntualmente perché anche se i dati degli studi sul tema non sono tutti concordi, l’attenzione rimane alta.

L'estrogeno è metabolizzato nel fegato e in altri tessuti, come il seno, producendo frammenti che sono escreti nelle urine e, attraverso la bile, nell'intestino. I microbi intestinali possono degradare questi metaboliti, permettendo loro di essere riassorbiti nel flusso sanguigno e in seguito riciclati nel fegato. Gli autori del lavoro hanno suggerito che le donne i cui batteri nell'intestino elaborano in modo più efficiente gli estrogeni possono avere un rischio ridotto di cancro al seno.

L’ipotesi di partenza di questo nuovo studio è stata proprio questa: una popolazione batterica sana potrebbe ridurre il rischio di cancro.
Lo studio ha coinvolto 60 donne in post-menopausa che erano membri del Kaiser Permanente in Colorado. La loro età variava tra i 55 e i 70 anni; 91% erano bianchi e l’ indice di massa corporea mediano dei soggetti era di 27 kg/m2. Tutte avevano una mammografia normale nelle precedenti 8 settimane. Sono stati analizzati anche campioni di feci con piro-sequenziamento per la diversità batterica, così come campioni di urina per esaminare il rapporto tra estrogeni e metaboliti degli estrogeni.

Il rapporto dei metaboliti degli estrogeni rispetto all’estrogeno progenitore è stato predittivo del rischio di carcinoma della mammella in donne in post-menopausa (come dimostrato da studi precedenti).
I pazienti con una maggiore diversità microbica nei loro campioni di feci avevano rapporti più elevati di metaboliti di estrogeni rispetto all’estrogeno di partenza (p per trend=0.004). Tuttavia, l'associazione ha tenuto conto solo di 1 delle 3 misure di diversità, chiamato albero filogenetico intero di diversità, e non degli altri 2 modi comuni per misurare la diversità batterica, gli indici di Simpson e Shannon.

Il rapporto dei metaboliti rispetto ai progenitori è stato direttamente associato con tutto l’albero filogenetico di diversità (r=0.35, p=0.01).
I batteri della classe clostridi, e in particolare del genere Ruminococcus, sono risultati significativamente associati con elevati rapporti di metaboliti (p=0.04), e quelli del genere Bacteroides sono risultati inversamente correlati (p=0.03), anche se questi valori di “p” non sono risultati adeguati per confronti multipli. Per tale motivo gli autori scrivono che queste associazioni "devono essere considerate esplorative."

Le associazioni erano indipendenti da età, indice di massa corporea, e altri fattori considerati nello studio.
Poiché lo studio si basava sul sequenziamento  dell’RNA ribosomiale 16S, piuttosto che sul sequenziamento di tutto il genoma o su test funzionali, i ricercatori non potevano determinare come e se i microbi fossero responsabili delle differenze viste nei metaboliti degli estrogeni.

Come gli stessi autori scrivono: "i risultati forniscono un primo passo verso l'obiettivo finale di comprendere come il microbiota intestinale può influenzare l'omeostasi di estrogeni e il suo impatto sulla salute umana."

In conclusione, La Dr.ssa Barbara J. Fuhrman, del Dipartimento di Epidemiologia, Fay W. Boozman Collegio di sanità Pubblica, Università di Arkansas per le scienze mediche, Little Rock, autore del lavoro e i suoi colleghi hanno dichiarato: "La composizione e la diversità del microbiota intestinale sono stati associati con un elevato metabolismo degli estrogeni che sono predittivi del rischio di cancro al seno nelle donne in postmenopausa.” Studi futuri confermeranno e approfondiranno questi risultati.

Emilia Vaccaro
Barbara J. Fuhrman. Associations of the Fecal Microbiome With Urinary Estrogens and Estrogen Metabolites in Postmenopausal Women. J. Clin. Endocrinol. Metab. 2014 Sep 11:jc2014222
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