Un’analisi post-hoc, condotta su più di 2.500 pazienti affetti da Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE) con sintomatologia lieve (pirosi e rigurgito) e pubblicata online ahead-of-print sulla rivista Alimentary Pharmacology and Therapeutics, suggerisce come la soppressione acida ottenuta con dexlansoprazolo nella MRGE non erosiva (NERD) e nella esofagite erosiva (EE) sia in grado di migliorare in modo significativo per tutta la durata del trattamento i sintomi associati sia con le componenti chimiche e meccaniche della MRGE.

La MRGE è una condizione che affligge il 20% delle popolazioni che vivono in Occidente. Due sono le manifestazioni sintomatiche caratteristiche alla base del disturbo: la pirosi, che ha un’eziologia chimica, e il rigurgito, che ha una causa meccanica.
Gli inibitori di pompa protonica (PPIs) rappresentano l’opzione terapeutica più efficace e di ampio utilizzo nel gestire la sintomatologia da MRGE e guarire le erosioni causate dal reflusso acido.

“Mentre i PPIs aumentano il pH e riducono il volume delle secrezioni gastriche, migliorando in tal modo il sintomo “pirosi”, non sono ancora molto chiari gli effetti di questa classe di farmaci sul sintomo “rigurgito” – si legge nell’introduzione del lavoro – Una percentuale di pazienti che arriva fino al 60% mostra la persistenza dei sintomi in terapia con PPIs, con una prevalenza del rigurgito sul sintomo “pirosi”.”

In letteratura sono presenti dati ottenuti da pazienti con NERD ed EE che mostrano come il trattamento per 4 e 8  settimane con dexlansoprazolo a rilascio modificato (MR) sia in grado di migliorare in modo significativo la severità dei sintomi “pirosi” e “rigurgito” quando considerati in combinazione. Tuttavia, mentre sono stati considerati gli effetti del trattamento solo sul sintomo “pirosi”, non altrettanto è stato fatto per il sintomo “rigurgito”.

Di qui la messa a punto di questo studio avente l’obiettivo di valutare l’impatto della terapia con un PPI sui sintomi “pirosi” e “rigurgito” in pazienti con NERD ed EE. In questa analisi post-hoc, sono stati presi in considerazione pazienti con pirosi e rigurgito al basale, reclutati:
- in un trial di Fase 3  che doveva valutare l’efficacia e la sicurezza di dexlansoprazolo MR 30 mg o 60 mg vs placebo nell’alleviare il sintomo “pirosi” in 24 ore in presenza di NERD
-    in un trial che metteva a confronto pazienti trattati con dexlansoprazolo ai dosaggi sopra menzionati con pazienti trattati con lansoprazolo 30 mg per la guarigione della EE.

In entrambi gli studi considerati per l’analisi post-hoc si è fatto ricorso ad un questionario validato (PAGI-SYM – Patient Assessment of Upper Gastrointestinal Symptom Severity) per accertare la severità della sintomatologia. Il questionario PAGI-SYM è uno strumento validato costituito da 20 domande sulla gravità della sintomatologia alle quali i pazienti devono rispondere con un punteggio da 0 a 5 (assenza di sintomi, sintomi molto lievi,  lievi, moderati, severi, molto severi).

Il questionario è stato dato ai pazienti all’inizio dello studio e al compimento della seconda e della quarta settimana di trattamento nei pazienti con NERD, mentre è stato consegnato al compimento della quarta e dell’ottava settimana di trattamento nei pazienti con EE. Nel corso dell’analisi post-hoc sono state messe a punto delle sottoscale separate (non validate) per valutare singolarmente la severità del sintomo “pirosi” e del sintomo “rigurgito”. Inoltre, nei pazienti che presentavano entrambi i sintomi all’inizio dello studio, è stato valutato il miglioramento della severità della sintomatologia sia separatamente che in combinazione.

All’inizio dei due studi, 661 pazienti con NERD e 1.909 pazienti con EE, rispettivamente, presentavano sia il sintomo “pirosi” che quello “rigurgito”.

I risultati dell’analisi post-hoc hanno mostrato che i pazienti con NERD in trattamento con dexlansoprazolo MR sperimentavano un miglioramento della severità sia del sintomo “pirosi” che di quello “rigurgito” significativamente superiore a quello osservato nel gruppo placebo. I pazienti con EE in trattamento con dexlansoprazolo al dosaggio più alto, invece, hanno sperimentato a 4 settimane miglioramenti nel punteggio riportato sulle sottoscale “pirosi/rigurgito” e “solo rigurgito” significativamente superiori a quanto osservato nel gruppo trattato con lansoprazolo.

Lo studio, per ammissione degli stessi autori, presenta limiti legati alla sua natura post-hoc e all’impiego di sottoscale per la valutazione della severità del sintomo non validate. Sarà pertanto necessaria la messa a punto di uno trial prospettico per confermare quanto osservato.

Peura DA et al. Distinguishing the impact of dexlansoprazole on heartburn vs. regurgitation in patients with gastro-oesophageal reflux disease. Alimentary Pharmacology & Therapeutics. (2013) doi: 10.1111/apt.12504
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