Octreotide, in associazione con celecoxib, più efficace contro pancreatite

Gastroenterologia
Uno studio presentato nel corso dell’edizione annuale della Digestive Disease Week (DDW), tenutasi quest’anno ad Orlando, in Florida (USA), ha dimostrato come la somministrazione in combinazione di octreotide e celecoxib nelle prime 48 ore dall’insorgenza di pancreatite acuta severa (SAP) possa essere in grado di prevenire il peggioramento di questa condizione. Non solo: la combinazione dei due farmaci sarebbe più efficace contro la SAP in pazienti a rischio di andare incontro a questa condizione piuttosto che in quelli trattati per la SAP conclamata, a suggerire l’utilità del trattamento precoce.

Come è noto, la patogenesi della SAP vede il contributo essenziale dell’infiammazione sistemica e, durante la  sua insorgenza, è stato osservato come i livelli di somatostatina, un peptide endogeno antiinfiammatori, si riducano in maniera sostanziale. Octreotide, un analogo della somatostatina, è un farmaco in grado di innalzare i livelli di somatostatina in circolo, se somministrato a dosi elevate. Tale azione farmacologica consente la riduzione conseguente dei marker di infiammazione, attenuando in tal modo il processo infiammatorio immuno-mediato.

Gli autori dello studio hanno voluto verificare se la combinazione di octreotide con un altro farmaco anti-infiammatotio avente un meccanismo d’azione differente fosse in grado di agire con maggiore efficacia sul processo infiammatorio associato alla SAP.

Per verificare tale ipotesi, hanno considerato come seconda molecola da abbinare ad octreotide il celecoxib, un inibitore selettivo delle ciclossigenasi-2 (COX-2), riconosciuta come un mediatore cruciale dell’infiammazione associata alla SAP, e hanno vagliato l’efficacia della terapia di combinazione in un trial randomizzato e controllato, condotto su 183 pazienti ospedalizzati entro le prime 48 ore dall’insorgenza dei sintomi di SAP.

I pazienti, in base al punteggio riportato al questionario APACHE II (Patients with Acute Physiology and Chronic Health Evaluation) e allo strumento di valutazione MOF (Multiple Organ Failure) erano classificabili in due categorie:
-    Pazienti con SAP confermata, con punteggio APACHE II >8 e punteggio MOF >2
-    Pazienti considerati a rischio di SAP, con punteggio APACHE II>8 ma punteggio MOF<2

Ciascuno dei due gruppi è stato randomizzato al trattamento con octreotide da solo (50 mcg/ora per 3 giorni, più 25 mcg/ora per 4 giorni) o in associazione con celecoxib (200 mg bis die per 7 giorni). Lo studio prevedeva un gruppo di controllo per i confronti sui livelli di somatostatina e dei markers infiammatori.
Gli outcomes primari dello studio erano rappresentati dall’incidenza di pazienti che passavano dalla condizione a rischio di SAP a quella conclamata e dalla percentuale di pazienti che andavano incontro a miglioramento della SAP. Tra quelli secondari, invece, vi erano le complicanze, i punteggi APACHE II e i livelli plasmatici di somatostatina e di alcuni marker di infiammazione (TNF-alfa, IL-6 e IL-10).

I risultati dello studio hanno documentato il vantaggio dell’aggiunta di celecoxib ad octreotide nella prevenzione della SAP piuttosto che nell’alleviamento della condizione clinica già conclamata. In particolare, dopo trattamento dei pazienti a rischio elevato, è stato osservato che l’incidenza di SAP era approssimativamente pari al 37% nei pazienti trattati con octreotide in monoterapia rispetto al 15% dei pazienti in terapia di combinazione, con una riduzione del rischio stimata del 70% (p=0,001).

Nel gruppo di pazienti a rischio di SAP, celecoxib è stato in grado di ridurre in modo significativo le complicanze sistemiche e metaboliche all’ottavo giorno di trattamento, compresi gli eventi di insufficienza polmonare, di sindrome acuta da distress respiratorio, di insufficienza renale e di encefalopatia. Nei pazienti con SAP conclamata, invece, i risultati non sono stati lusinghieri.

Lo studio, inoltre, non ha rilevato differenze nel gruppo di pazienti a rischio di SAP relative all’incidenza di eventi di insufficienza d’organo, complicanze locali, indici di severità di malattia o durata della degenza ospedaliera.
Nei pazienti con SAP conclamata, quasi l’80% dei pazienti di entrambi i bracci di trattamento farmacologico presentava ancora  la SAP alla conclusione dello studio. Il trattamento di combinazione, comunque, è stato in grado di ridurre in modo significativo in questo gruppo l’incidenza di malattia acuta da distress respiratorio e l’encefalopatia a 8 giorni dall’inizio del trattamento.

Quanto ai livelli di somatostatina e dei marker infiammatori, entrambi i trattamenti si sono rivelati efficace a ridurre i livelli dell’ormone a quelli osservati nei soggetti sani, mentre una riduzione dei livelli di IL-6 e IL-10 a quelli osservati nei soggetti sani è stata riscontrata solo nel gruppo allocato al trattamento di combinazione.

“Questo è il primo trial randomizzato e controllato che abbia messo in combinazione octreotide e celecoxib – ha dichiarato il dr. Wang, autore principale dello studio, a conclusione della presentazione dei dati.  – Grazie a questo studio abbiamo osservato una soppressione dell’infiammazione associata a questo processo dinamico. Ciò potrebbe essere in grado di prevenire la forma più severa di questa malattia – compresa la morte ad essa associata”.

Digestive Disease Week 2013; Abstract Book