Ozanimod, un nuovo modulatore del recettore della sfingosina 1-fosfato, è sicuro ed efficace nel trattamento di pazienti con colite ulcerosa da moderata a grave, secondo i risultati conclusivi dello studio di fase 2 (TOUCHSTONE) che sono stati presentati al Digestive Disease Week 2015.

Ozanimod, conosciuto anche con la sigla RPC1063, è un potente modulatore del pathway del recettore della sfingosina 1-fosfato 1 (S1P1R) ed è candidato per il trattamento di patologie del sistema immunitario, tra cui sclerosi multipla recidivante (RMS) e malattie infiammatorie intestinali (IBD).

“Il farmaco è infatti anche in corso di valutazione nella sclerosi multipla recidivante” ha precisato il dottor William Sandborn, della University of California, San Diego. Tuttavia, ozanimod ha un profilo di sicurezza più favorevole di fingolimod, modulatore del recettore SP1, che è stato utilizzato su più di 100.000 pazienti con sclerosi multipla.

Lo studio TOUCHSTONE è un trial randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha valutato l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di due dosi di ozanimod (0,5 mg e 1 mg) somministrate per via orale in 197 pazienti con colite ulcerosa moderata-severa (definita come un punteggio Mayo 6 a 12 e un punteggio parziale di endoscopia di almeno 2) provenienti da 57 centri in 13 Paesi.
"Ozanimod 1 mg ha indotto la remissione clinica alla settimana 8, l'endpoint primario, e ha incontrato i tre endpoint secondari," ha sottolineato Sandborn "e il profilo rischio-beneficio favorevole sostiene gli studi di fase 3 e lo studio di fase 2 nella malattia di Crohn".
I pazienti sono stati randomizzati a ozanimod 0,5 mg, 1,0 mg o placebo.

L'end point primario era la remissione alla settimana 8, definita come un punteggio Mayo di 2 o inferiore e nessun subscore maggiore di 1.
L’endpoint secondario della risposta è stato definito come una riduzione del punteggio Mayo di almeno 3 e almeno il 30%, e una diminuzione nel punteggio sanguinamento rettale di almeno 1 o un punteggio sanguinamento rettale di 1 o inferiore. Gli altri endpoint secondari erano il miglioramento della mucosa, definita come un punteggio parziale di endoscopia di 1 o inferiore, e il cambiamento nel punteggio Mayo.
La porzione di induzione dello studio è stata completata dal 95% dei pazienti.

"Una relazione dose-risposta è stata osservata per tutti gli endpoint chiave di efficacia primari e secondari ", ha proseguito il dr. Sandborn.
Le differenze tra ozanimod ad alte dosi e placebo sono risultate significative per la risposta clinica (p=0,0207), remissione clinica (p=0,0482), il miglioramento delle mucose (p=0,0023), e miglioramento del punteggio Mayo (p= 0,0035) .

Le differenze tra ozanimod a basse dosi e placebo sono risultate significative per il miglioramento delle mucose (p=0,0348).
La valutazione della sicurezza ha incluso elettrocardiogramma, monitoraggio Holter, test di funzionalità polmonare, tomografia a coerenza ottica e la valutazione degli eventi avversi.
I profili degli eventi avversi sono stati paragonabili nei tre gruppi, con circa il 31% dei pazienti che hanno avuto un evento avverso trattamento-correlato in ciascun gruppo.

Tre pazienti che avevano ricevuto ozanimod hanno avuto un aumento transitorio dell’ alanina aminotransferasi. Non ci sono stati significativi problemi cardiaci, oftalmologici, o infettivi.
Nel corso di una conferenza plenaria, Maria Abreu, dell'Università di Miami Health System, ha espresso ottimismo circa l'uso di modulatori dei recettori SP1 nella colite ulcerosa.

“Tali modulatori  sequestrano le cellule T in modo che non possano uscire dall'intestino", ha spiegato. "Ozanimod interferisce sostanzialmente con la capacità delle cellule di riconoscere la via del ritorno al linfonodo. Presumibilmente si tratta di una nuova e migliorata versione di molecole che sono state utilizzate in modo efficace nella sclerosi multipla”.

"Si tratta di una nuova classe di farmaci che potrebbe funzionare in modo diverso dai farmaci attuali per la malattia infiammatoria intestinale", ha aggiunto il dr. Charles Bernstein, dell'Università di Manitoba a Winnipeg, in Canada.

In conclusione, come ha evidenziato il dr. Bernstein: "Questi nuovi farmaci sono stati di successo nella sclerosi multipla, ed entrambi IBD e MS sono malattie mediate dalle cellule T. C'è molto entusiasmo, quindi, perché questa potrebbe essere una classe di farmaci molto utile. Inoltre, i dati di sicurezza in TOUCHSTONE sembrano buoni. Non vediamo l'ora di vedere di più su questo farmaco".

Emilia Vaccaro
Digestive Disease Week (DDW) 2015: Abstract 445. Presented May 17, 2015.