Il pantoprazolo magnesio è un farmaco efficace nel miglioramento dei sintomi del reflusso gastroesofageo (GERD). Risulta, inoltre, sicuro e ben tollerato. Queste le conclusioni di uno studio clinico di fase IV pubblicate sulla rivista Clinical Drug Investigation.

Negli ultimi anni i ricercatori si sono impegnati nella valutazione di modifiche farmacologiche in alcuni farmaci inibitori della pompa protonica (PPI). L’obiettivo è riuscire a migliorare gli effetti di tali farmaci e a tal fine sono stati sviluppati enantiomeri delle molecole già in uso, ma anche formulazioni con l’aggiunta di bicarbonato di sodio (NaHCO3) per un rilascio immediato o di magnesio che consente un assorbimento inferiore per un effetto più sostenuto.

Diversi farmaci PPI sono stati migliorati nel tempo sviluppando enantiomeri come l’S-omeprazolo, l’S-pantoprazolo ma anche sistemi di incapsulamento di granuli del farmaco ottenendo formulazioni con un rilascio più lento, per un effetto farmacologico prolungato.

Recentemente, è stata anche sviluppata una nuova formulazione di pantoprazolo, il pantoprazolo magnesio; le analisi farmacocinetiche indicano che l’emivita di eliminazione di quest’ultimo è il 23% più lunga rispetto al pantoprazolo sodio.

Queste differenze farmacocinetiche sono dovute alla lenta dissoluzione nello stomaco delle compresse contenenti magnesio che risultano in una ridotta solubilità. In uno studio clinico precedente a quello in esame è stato effettuato un confronto tra l’efficacia clinica della formulazione con magnesio e di quella con sodio e non sono state osservate variazioni di rilievo nel trattamento del GERD allo stadio I-III ma con percentuali maggiori di guarigione a 4 settimane e con alti livelli di sollievo sintomatico.

Dal punto di vista farmacodinamico, le due formulazioni sono abbastanza simili ed anche riguardo al profilo di sicurezza.

Gli autori, inoltre, sottolineano che il pantoprazolo non è associato al decremento dell’efficacia antipiastrinica del clopidrogel, cosa invece che succede con altri PPI.

L’obiettivo dello studio in questione è stato quello di valutare l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità della somministrazione orale di pantoprazolo magnesio alla dose di 40 mg una volta al giorno per 4 settimane, nel sollievo dei sintomi in pazienti con GERD. E’ stato anche valutata l’utilità del questionario ReQuest sui sintomi del reflusso nei pazienti messicani.

Lo studio di fase IV, open-label, prospettivo, osservazionale, descrittivo, multicentrico, ha previsto la somministrazione giornaliera orale del pantoprazolo alla dose di 40 mg per 28±2 giorni. Lo studio comprendeva solo due visite: V0 in cui il paziente veniva valutato ed arruolato nello studio e V1 che era la visita finale dello studio. I partecipanti avevano un’età compresa tra i 18 ed i 50 anni con episodi ricorrenti di bruciore di stomaco o rigurgito acido per almeno 3 mesi negli ultimi 12 mesi abbinato ad uno o più dei seguenti sintomi (a): eruttazione, globus (sensazione come un lumo nell'esofago, disfagia, odinofagia, conati di vomito, sazietà precoce, nausea, dolore retrosternale, disfonia o raucedine e (b) nessuna evidenza di disturbo strutturale che potesse spiegare i sintomi, per cui venivano usati i segni di allarme riscontrati nell’esame endoscopico.

Sono state considerate valide per l’analisi i dati di efficacia e tollerabilità ottenuti dai pazienti che avevano completato un minimo di 4 settimane di trattamento.

Nello studio sono stati inclusi 4.343 pazienti di cui il 54% erano donne ed il 46% uomini con un età media di 36.2±7.5 anni. Tali individui sono stati sottoposti a una serie di domande per verificare l’insorgenza dei sintomi tipici legati al GERD che sono stati quantificati utilizzando una scala, la 4-point Likert, da 0=nessun sintomo a 3=disagio elevato che richiede un sollievo immediato. Inoltre, i pazienti registravano giornalmente, dal giorno 1 al 7 e nei giorni 14, 21 e 28, tutti i loro sintomi nel questionario di autovalutazione relativo al reflusso (ReQuest, Reflux Questionnaire); tale questionario serve per valutare l’evoluzione dei sintomi durante il trattamento ed alla fine dello stesso.

I 4.343 pazienti formavano il gruppo denominato ITT, in cui veniva valutata l’efficacia nella popolazione intention-to-treat; da questo gruppo ne sono stati eliminati 678 per l’analisi di efficacia per protocollo (PP). Per l'analisi ITT tutti coloro che hanno cominciato il trattamento sono considerati facenti parte dell'esperimento, a prescindere dal fatto che l'abbiano portato a compimento. Questo è diverso dall'analisi per-protocol, in cui si valuta chi realmente ha ricevuto il trattamento ed ha completato lo studio.

I risultati hanno evidenziato una riduzione dell’80% della severità dei sintomi rispetto all’intensità al basale nella popolazione PP ed un 74% di miglioramento dell’intensità dei sintomi nella popolazione ITT. Alla fine della prima settimana era evidente anche un miglioramento dell’intensità dei sintomi secondo il questionario ReQuest, tra il 51% e il 58% nella popolazione PP e tra il 37% e il 45% nella popolazione ITT. Dalla seconda settimana è stato visto un ulteriore miglioramento del 15-19% per il gruppo PP e 10-12% per il gruppo ITT questo significa che quando un soggetto si attiene al piano terapeutico ottiene una riduzione dell’intensità dei sintomi misurata con il questionario ReQuest del 71.56%, mentre quando non si è sicuri del rispetto del piano terapeutico la riduzione scende al 52%.

Il 3.48% dei pazienti ha sperimentato eventi avversi: 0.57% diarrea; 0.51% nausea; 0.33% vertigini, 0.31% mal di testa e 0.21% costipazione. Di questi l’1.39% erano causalmente correlati al trattamento.

In conclusione, questo studio dimostra la tollerabilità e la sicurezza del pantoprazolo magnesio sui sintomi del GERD, con nessuna reazione avversa inaspettata e con un profilo di sicurezza simile a quello ottenuto negli studi preclinici.

Remes-Troche JM et al. Efficacy, safety and tolerability of pantoprazolo magnesium in the treatment of reflux symptoms in patients with gastroesophageal reflux disease (GERD): a prospective, multicenter, post-marketing observational study. Clin Drug Investig (2014) 34:83-93
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