Gastroenterologia

Pazienti con BMI elevato rispondono meglio a terapia con PPI

I risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Aliment Pharmacol Ther hanno dimostrato come la terapia con PPIs sia in grado di ridurre la frequenza e la severità del sintomo pirosi indipendentemente dal BMI di partenza ma che i pazienti obesi, con una situazione sintomatologica più severa di base, possano trarre maggior giovamento dal trattamento con dexlansoprazolo nella Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE) non erosiva e nell’esofagite erosiva (EO) e, probabilmente, anche dal trattamento con lansoprazolo nell’EO.

La MRGE è una condizione che affligge il 20% delle popolazioni che vivono in Occidente. La prevalenza di questa condizione è in aumento, in parallelo con l’aumento della percentuale di adulti in sovrappeso (BMI compreso tra 25 e 30 kg/m2) e obesi (BMI>30 kg/m2).

“L’aumento del BMI è un forte fattore di rischio indipendente per la frequenza e la severità dei sintomi della MRGE e per l’EO, ed è stato correlato in letteratura a complicanze come l’EO severa, l’esofago di Barrett e l’adenocarcinona esofageo – scrivono gli autori nell’introduzione al lavoro. – (…) Tra la pletora di studi che ha valutato l’impatto del BMI al basale sulla risposta alla terapia con PPIs nei pazienti con MRGE, alcuni di questi hanno identificato nel BMI elevato un predittore favorevole di risposta al trattamento, mentre altri hanno dato risultati opposti o nessun effetto”.

Obiettivo dello studio, pertanto, è stato quello di valutare la presenza di differenze relative alla severità e alla frequenza del sintomo pirosi in pazienti affetti da MRGE non erosiva o da EO in base alla stratificazione per BMI. Inoltre, si è voluto determinare l’effetto del BMI sulla severità e la frequenza del sintomo pirosi in pazienti con MRGE non erosiva trattati con dexlansoprazolo o placebo, e in pazienti con EO trattati con il farmaco in questione o lansoprazolo.

A tal scopo, è stata condotta un’analisi post-hoc degli studi disponibili di Fase III sull’argomento, che ha portato a considerare 621 pazienti con MRGE non erosiva e 2962 pazienti con EO, stratificati in base al BMI (<25, 25 to <30 and ≥30 kg/m2). Mentre i pazienti con MRGE non erosiva erano stati trattati con dexlansoprazole MR 30 mg o placebo giornalmente per 4 settimane, quelli con EO erano stati trattati, invece, con dexlansoprazole MR 60 mg o lansoprazole 30 mg per 8 settimane.

Lo studio prevedeva che la frequenza e la severità dei sintomi venisse controllata sia all’inizio dello studio che, successivamente, mediante un diario quotidiano.

I risultati hanno documentato innanzi tutto che la severità del sintomo pirosi al basale aumentava all’aumentare del BMI sia nei pazienti affetti da MRGE non erosiva che in quelli affetti da EO.
Ciò nonostante, l’impatto della terapia con PPI sulla riduzione  della frequenza e della severità del sintomo pirosi sia in pazienti con MRGE e EO è risultato simile tra le categorie di BMI considerate, con qualche distinguo.

Più in dettaglio, tra i pazienti con MRGE non erosiva, il trattamento con  dexlansoprazolo MR 30 mg ha portato ad un notevole miglioramento (statisticamente significativo) della severità del sintomo pirosi per ciascuna delle tre categorie di BMI considerate rispetto al placebo (P ≤ 0.0001).

Quanto ai pazienti con EO, non sono state documentate differenze statisticamente significative tra i 2 gruppi di trattamento attivo in relazione alla severità dei sintomi tranne che nei pazienti obesi (≥30 kg/m2), con un vantaggio di dexlansoprazolo.

Quanto alla frequenza dei sintomi, invece, i pazienti con MRGE non erosiva o con EO obesi hanno mostrato una percentuale più alta di giorni liberi da pirosi rispetto a quello con BMI inferiore a seguito del trattamento con dexlansoprazolo o lansoprazolo. Nei pazienti con EO obesi, in particolare, il trattamento con dexlansoprazolo è stato statisticamente superiore a quello con lansoprazolo relativamente all’endpoint sopra menzionato, mentre nei pazienti con MRGE, il trattamento con dexlansoprazolo è stato efficace sul gruppo placebo per ognuna delle 3 categorie di BMI considerate.

Infine lo studio ha dimostrato che il tasso di guarigione dell’EO, documentato per via endoscopica nei pazienti trattati con dexlansoprazolo è stato superiore nei pazienti obesi rispetto a quelli con BMI <30 kg/m2

In conclusione, i dati presentati nello studio suggeriscono che:
- i pazienti con MRGE e EO con BMI elevato sperimentano l’insorgenza di attacchi frequenti e più severi di pirosi;
- questi sintomi possono essere trattati efficacemente con dexlansoprazolo MR;
- dal momento che i pazienti con BMI elevato mostrano sintomi più frequenti e severi di pirosi, e una maggiore gravità della condizione di EO, questi ultimi potrebbero trarre un maggior beneficio terapeutico dal trattamento con PPI rispetto ai pazienti più magri
Sono necessari ulteriori studi prospettici disegnati allo scopo di valutare l’impatto dell’aumento del BMI sulla risposta terapeutica ai PPIs sia nei pazienti con MRGE che in quello con EO per confermare questi risultati.

Peura DA et al. The Effects of Increasing Body Mass Index on Heartburn Severity, Frequency and Response to Treatment With Dexlansoprazole or Lansoprazole. Aliment Pharmacol Ther. 2013;37(8):810-818
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