Protezione dal Clostridium difficile, promettenti risultati di fase 2 da un candidato vaccino

Vaccinarsi contro l'infezione da Clostridium difficile? Presto probabilmente potrÓ essere realtÓ. L'azienda farmaceutica Pfizer ha, infatti, annunciato che lo studio di fase 2 di valutazione del vaccino contro il Clostridium difficile (C. difficile-CDI), per ora in sigla PF-06.425.090, ha prodotto dati positivi, sulla base di una analisi ad interim pre-pianificata.

Vaccinarsi contro l’infezione da Clostridium difficile? Presto probabilmente potrà essere realtà. L’azienda farmaceutica Pfizer ha, infatti, annunciato che lo studio di fase 2 di valutazione del vaccino contro il Clostridium difficile (C. difficile-CDI), per ora in sigla PF-06.425.090, ha prodotto dati positivi, sulla base di una analisi ad interim pre-pianificata.
Clostridium difficile è un batterio patogeno per l’uomo, appartenente alla famiglia Clostridiaceae. Come tutti i clostridi è un bastoncello Gram + anaerobio.
Rilascia tossine che possono provocare una serie di manifestazioni della malattia, dalla colonizzazione asintomatica alla diarrea, colite pseudomembranosa, megacolon tossico, perforazione intestinale o, nei casi più gravi, decesso.
E’ un problema che riguarda soprattutto i soggetti ricoverati in ospedale; infatti, nelle persone sane è presente solo per il 4%, percentuale che sale al 20-40% per i pazienti ricoverati.
Dai Centri statunitensi per il controllo delle Malattie e la Prevenzione (CDC) è stato classificato nel 2013 come una minaccia urgente per la salute pubblica.
E’ la causa più comune di diarrea antibiotico-associata nell'ambiente sanitario ed è responsabile di circa 453.000 casi negli Stati Uniti (associati a 29.000 morti) nel 2011.
Colpisce soprattutto gli anziani, con quasi due terzi dei casi in pazienti di età superiore ai 65,9 anni.
Le attuali opzioni di trattamento possono offrire miglioramenti terapeutici temporanei, ma non protezione.
Nel 25% dei casi chi ha avuto un primo episodio infettivo, ha ricaduta dell’infezione e nel 65% sperimenta recidive multiple. 
Il vaccino di Pfizer è stato progettato per aiutare a prevenire l'infezione da CDI, che possono comprendere diarrea pericolosa per la vita e colite pseudomembranosa.
Lo studio randomizzato di fase 2 (NCT02561195) ha esaminato la sicurezza, la tollerabilità e l’immunogenicità del vaccino negli adulti sani tra i 65 e gli 85 anni di età. 
Lo studio in questione, controllato con placebo, ha coinvolto oltre 850 adulti sani randomizzati a ricevere due livelli di dosaggio (100 mcg e 200 mcg) con due diversi schemi di tre dosi di vaccinazione (Giorni 1/8/30 e mesi 0/1/6)
Il vaccino inducendo una risposta anticorpale funzionale in grado di neutralizzare le due principali tossine che causano malattie prodotte da C. difficile ( tossine A e B).
L’azienda ha dichiarato di essere soddisfatta degli incoraggianti risultati considerando che nonostante il miglioramento delle misure di controllo delle infezioni, il numero di infetti da C. difficile continua a salire.
Questa minaccia per la salute pubblica, che è considerata un’urgenza già da anni, sta aumentando con particolare impatto negativo sugli anziani.
I risultati intermedi di immunogenicità e sicurezza dimostrano un aumento elevato degli anticorpi neutralizzanti entrambe le tossine, che l’azienda ritiene possa fornire protezione contro le malattie da C. difficile.
Sulla base dei risultati dell'analisi ad interim pre-pianificata, questo candidato vaccino progredirà in fase 3 nella prima metà del 2017. 
Ricordiamo che nel mese di agosto 2014, PF-06.425.090 ha ottenuto la designazione Fast Track dalla US Food and Drug Administration (FDA) in modo da facilitare il suo sviluppo e accelerare la revisione dei dati a supporto della sua approvazione.
Il candidato-vaccino di Pfizer è uno dei numerosi vaccini in sperimentazione da parte di diverse aziende farmaceutiche e biotech. La Fondazione C. Diff conta una manciata di studi clinici in corso volti a prevenire o trattare l'infezione intestinale in varie popolazioni.
Anche Sanofi Pasteur, per esempio, sta sviluppando un vaccino che stimola il sistema immunitario del corpo a produrre anticorpi contro le tossine del C. diff. E’ attualmente in corso un trial su larga scala negli Stati Uniti e in una dozzina di altri Paesi su tale vaccino sperimentale, chiamato Cdiffense.
Qualche giorno fa è stato anche annunciato da ricercatori britannici che l’aggiunto bezlotoxumab (farmaco di Merck), al trattamento con l’antibiotico standard può ridurre, di quasi il 40%, il rischio di infezioni ricorrenti. Lo studio ha coinvolto 2.655 adulti in oltre 300 ospedali in 30 paesi.

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