Regime 3D, conferme di efficacia e sicurezza in diverse tipologie di pazienti con epatite C

L'edizione 2017 dell'International Liver Meeting di Amsterdam stata anche l'occasione per presentare dati che confermano la potente azione di alcune molecole nel trattamento dell'epatite C.

L’edizione 2017 dell’International Liver Meeting di Amsterdam è stata anche l’occasione per presentare dati che confermano la potente azione di alcune molecole nel trattamento dell’epatite C.

E’ il caso del regime 3D, ombitasvir/paritaprevir/ritonavir più dasabuvir con e senza ribavirina, che ha mostrato efficacia e sicurezza in pazienti anziani di genotipo 1, adolescenti con genotipo 1 o 4, pazienti in emodialisi. Questa associazione ha anche evidenziato un effetto positivo sulle manifestazioni extraepatiche dell’HCV.

L’età avanzata è una delle limitazioni più importanti al trattamento con i regimi contenenti interferone a causa della bassa risposta e povera tollerabilità.
E’ stato mostrato come gli antivirali ad azione diretta siano efficaci e sicuri, assicurando il trattamento anche ai pazienti più anziani. Gli studi iniziali con i DAA hanno incluso pochi pazienti anziani con cirrosi compensata.

Questo studio ha analizzato, nel real word, l’efficacia e la sicurezza del regime 3D con o senza ribavirina nei pazienti anziani di genotipo 1b con cirrosi compensata.
Sono stati reclutati 856 pazienti con HCV GT1b e cirrosi compensata e trattati con ombitasvir/paritaprevir /ritonavir più dasabuvir e ribavirina (OBV/PTV/r ± DSV ± RBV) per 12 settimane in 10 centri accademici in Romania da dicembre 2015 a maggio 2016.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi, quelli di età pari o superiore a 70 anni e quelli di età inferiore ai 70.

Sono state valutate efficacia e sicurezza e confrontate tra i due gruppi.

Centoquattro pazienti (12.1%) avevano età superiore o pari ai 70 anni e nel 33.7% dei casi era stati sottoposti ad altri trattamenti.

Le percentuali di SVR12 in base all’analisi “intention-to-treat” e “per-protocol”, sono state del 97.1% e del 100%, rispettivamente nei pazienti con età ≥70 anni, rispetto a 98.1% e 98.8%, nei pazienti
Solo 1 paziente ha manifestato eventi avversi severi che hanno determinato l’interruzione del trattamento nel gruppo dei pazienti più anziani (0,9%, 1 infarto del miocardio) rispetto a 6 pazienti del gruppo “più giovane” (0.8%).

Quattro pazienti sono deceduti nel gruppo “più giovane” rispetto a 1 nel gruppo “più anziani”

Lo studio ZIRCON., sempre presentato all’EASL2017 , ha invece analizzato questo regime nei bambini e negli adolescenti.

Lo studio è ancora ongoing, in aperto, di fase 2/3; ha considerato pazienti adolescenti, nella parte 1 con genotipo GT1 e nella parte 2 con genotipo GT1 o GT4 con o senza cirrosi.
I pazienti considerati avevano un’età tra i 12 e i 17 anni ed erano in parte naive al trattamento e in parte già trattati con interferone peghilato/ribavirina con livello di RNA dell’HCV al basale superiori alle 1000 IU/mL.

I risultati farmacocinetici della prima parte dello studio hanno evidenziato che tutti i soggetti avevano livelli di RNA dell’HCV non dosabili all’ultima visita: 11 pazienti alla SVR12, 17 alla SVR4, 8 alla fine del trattamento, e 1 each alla settimana 4 e 16.

Non sono stati registrati gravi EA e nessuno di questi ha portato all’interruzione del trattamento.

Gli EA principali sono stati mal di testa (21%), affaticamento (18%), prurito (13%).

Altro focus del congresso sono state le manifestazioni extraepatiche del virus HCV. Infatti, i pazienti con HCV possono avere manifestazioni extraepatiche del virus a diversi livelli tra cui il sistema cardiocircolarorio.

Uno studio ha mostrato che un’elevata percentuale di pazienti ha mostrato miglioramenti o comunque non avanzamento di queste manifestazioni in seguito al trattamento con OBV/PTV/r ± DSV ± RBV. Precisamente per le manifestazioni cardiovascolari (CV,55% vs. 44%; p=0.02), metaboliche (MET, 58% V. 48%; p=0.04) e renali (RNL, 70% vs. 60%; p=0.09) rispetto ai pazienti del gruppo placebo (PB) durante un periodo di 12 settimane in doppio cieco.

Sono stati evidenziati miglioramenti anche nel diabete e nella filtrazione glomerulare
Ricordiamo che pochi giorni prima del congresso di Amsterdam sono stati pubblicati degli importanti risultati dello studio Abacus sull’utilizzo di questo regime nella real life. Come ha sottolineato il dr. Salvatore Petta, Università di Palermo: “I risultati ottenuti parlano del 95% di SVR quindi la guarigione della malattia per un alto numero di pazienti”.

In conclusione, il trattamento col regime 3D con ribavirina in pazienti di età pari o superiore ai 70 anni con HCV GT1b e cirrosi compensata è altamente efficace e sicuro, similmente a quanto accade nei pazienti più giovani. Questa associazione ha mostrato risultati entusiasmanti anche negli adolescenti con infezione da epatite C di genotipo GT1 o GT4 HCV, con un profilo farmacocinetico simile agli studi sull’adulto. Infine, ulteriori dati presentati hanno mostrato come questo regime per 12 settimane di trattamento è altamente efficace e ha un favorevole profilo di sicurezza nei pazienti in emodialisi di genotipo GT1 e GT4.


Trifan et al. Efficacy and safety of paritaprevir/ritonavir, ombitasvir and dasabuvir plus/minus ribavirin for treatment of hepatitis C virus genotype 1b compensated cirrhosis in patients aged 70 years or older. (abstract THU-219) EASL2017

Leung D. H. et al. ZIRCON: pharmacokinetics, safety, and efficacy of ombitasvir/paritaprevir/ritonavir ± dasabuvir ± ribavirin in adolescents with genotype 1 or 4 hepatitis C virus infection (abstract THU-251) EASL2017

Tran T. et al. Potential effect of hepatitis C treatment on renal, cardiovascular and metabolic extrahepatic manifestations: results from clinical trials of ombitasvir/paritaprevir/ritonavir and dasabuvir ±ribavirin. (abstract THU-254) EASL2017

Sanai F. M. et al. 100% efficacy to ombitasvir/paritaprevir/ritonavir ( ± dasabuvir) with or without ribavirin in hepatitis C virus genotypes 1 and 4-infected hemodialysis patients. (abstract THU-277) EASL2017