Gastroenterologia

Regime sofosbuvir/ledipasvir, quanto incide la ribavirina su efficacia e sicurezza?

L'aggiunta di ribavirina (RBV) al regime di trattamento ledipasvir/sofosbuvir (LDV/SOF) aumenta la tossicità senza fornire ulteriore efficacia. E’ quanto emerge da un’analisi degli studi di fase III, ION e pubblicata su Hepatology. Gli autori sottolineano che un regime senza RBV è un'opzione attraente per molti pazienti, che probabilmente potrebbe far aumentare l'aderenza al trattamento a causa di una migliore qualità della vita derivante da un minor numero di eventi avversi, meno monitoraggi di laboratorio, eliminazione del rischio di teratogenicità e un regime a singola compressa una volta al giorno. 

Mentre l'interferone è stato ormai eliminato dalle nuove combinazioni di farmaci con l’arrivo degli antivirali ad azione diretta, la ribavirina continua ad essere utilizzata in diversi regimi e con effetti collaterali ad essa collegabili (anemia emolitica, fatica, prurito, eruzioni cutanee).
Nonostante l'aumento del tasso di effetti collaterali lievi e moderati con RBV, la possibilità di durata del trattamento più breve e costi di trattamento ridotto possono giustificare l'uso continuato di RBV in popolazioni specifiche.
Gli studi ION hanno valutato la combinazione LED/SOF con e senza ribavirina considerando sia la sicurezza che la tollerabilità.
In studi di fase III, il trattamento della combinazione a dose fissa a singola compressa una volta al giorno di LDV/SOF con e senza RBV ha determinato alti tassi di risposta virologica sostenuta (SVR) in pazienti con infezione cronica da virus dell’epatite C di genotipo 1, compresi quelli con cirrosi compensata.
RBV è controindicato nei pazienti con una storia di significativa o instabile malattia cardiaca a causa del rischio di infarto miocardico, dall’ anemia emolitica acuta nei pazienti con ridotta funzione renale e in donne in stato di gravidanza o uomini partner di donne incinte a causa del significativo effetto teratogeno e embriocida.
In questo contesto, l'uso di RBV non è raccomandato nei pazienti con malattia cardiopolmonare instabile e in coloro che non sono disposti o in grado di impedire una gravidanza durante e per un periodo di almeno 6 mesi dopo aver completato le terapie contenenti RBV.
I ricercatori hanno condotto un'analisi dei dati da questi studi per confrontare il profilo di sicurezza e la tollerabilità di LDV-SOF con e senza RBV.
“Abbiamo analizzato gli eventi avversi legati al trattamento (EA)-hanno evidenziato gli autori- e le anomalie di laboratorio nei pazienti randomizzati a 8, 12 e 24 settimane di LDV/SOF con o senza RBV. In totale, sono stati analizzati i dati su 1.952 pazienti (di cui 872 avevano ricevuto LDV/SOF con RBV e 1.080 avevano ricevuto solo LDV/SOF).
Complessivamente, 308 pazienti (16%) erano afro-americani, 224 (11%) aveva cirrosi compensata, 501 (26%) avevano un indice di massa corporea 30 kg/m2, e 440 (23%) avevano esperienza di questo trattamento.
Eventi avversi correlati al trattamento si sono verificati nel 71% e nel 45% dei pazienti trattati con e senza RBV, rispettivamente, tra cui stanchezza, insonnia, irritabilità e rash/prurito. tuttavia, questi eventi avversi sono stati prevalentemente di intensità da lieve a moderata.
L’AE più comune attraverso è stato la stanchezza, che era significativamente più frequente nei pazienti che avevano ricevuto RBV. L’eruzione cutanea è risultata significativamente più alta in pazienti che avevano ricevuto RBV. Altri effetti indesiderati associati all’ RBV sono stati irritabilità, insonnia, tosse e prurito.
I pazienti trattati con RBV LDV/SOF avevano più probabilità di richiedere modifiche della dose, interruzioni del trattamento derivante da eventi avversi, o di richiedere l'impiego di farmaci concomitanti rispetto a quelli trattati con la sola LDV/SOF.
Tra i pazienti che hanno ricevuto RBV, il 14% ha dovuto modificare o interrompere il ciclo di trattamento a causa di effetti collaterali, rispetto a meno dell’ 1% di coloro che non avevano ricevuto RBV; tuttavia, nessun paziente in entrambi i gruppi ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi.
I tassi di eventi avversi gravi correlati al trattamento e interruzioni derivanti da eventi avversi sono stati altrettanto bassi (<1%) in entrambi i gruppi. Il tasso di SVR nei pazienti trattati con ribavirina e quelli che non l’avevano ricevuta era lo stesso (97%).
Come hanno precisato gli autori: “La nostra analisi suggerisce anche che il consumo di medicinali over-the-counter, tra cui i corticosteroidi topici, antistaminici e sonniferi, per alleviare gli effetti collaterali della terapia erano più prevalenti in pazienti che avevano ricevuto RBV.
In conclusione, la combinazione LDV/SOF più RBV è associata a una maggiore incidenza di eventi avversi, così come l'uso di farmaci concomitanti rispetto al solo uso di LDV/SOF. L'uso di RBV non impatta l'efficacia dei regimi LDV/SOF negli studi ION di fase III.
Emilia Vaccaro


Alqahtani SA et al. Safety and tolerability of ledipasvir/sofosbuvir with and without ribavirin in patients with chronic hepatitis C virus genotype 1 infection: Analysis of phase III ION trials. Hepatology. 2015 Jul;62(1):25-30. doi: 10.1002/hep.27890. Epub 2015 Jun 1.
leggi