Stando ai risultati di uno studio condotto da ricercatori del Massachusetts negli USA e recentemente pubblicato sulla rivista Gastroenterology (1), organo ufficiale dell’AGA (American Gastroenterological Association), il trattamento con eluxadoline, un agonista dei recettori μ degli oppioidi e contemporaneamente un antagonista dei recettore oppiacei δ, sarebbe in grado di assicurare una migliore risposta clinica e un miglioramento della sintomatologia della sindrome dell’intestino irritabile associata prevalentemente a diarrea (IBS-D) più pronunciati rispetto al placebo.

Come è noto, oltre il 10% della popolazione europea è affetto da colon irritabile (IBS), un disturbo gastrointestinale funzionale, cronico e recidivante. L’IBS si presenta in due forme, una caratterizzata da diarrea predominante (IBS-D), l’altra da costipazione (IBS-C) e non va confusa con le malattie croniche infiammatorie (IBD), quali la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn.

Eluxadoline è un farmaco attualmente in fase III di sviluppo (la fase di reclutamento dei due studi pivotal si è conclusa il mese scorso) per il trattamento dell’IBS-D. Studi in vivo hanno indicato come l’attività del farmaco nei confronti dei recettori per gli oppiacei sopra citati sia in grado di controllare la funzione gastrointestinale (GI) e al contempo di ridurre il dolore e mitigare l’effetto di costipazione. Il farmaco è attivo localmente nell’intestino e si caratterizza per una biodisponibilità sistemica molto ridotta. Per queste ragioni, eluxadoline è in grado di ridurre gli eventi avversi (AEs) a carico del SNC e gli AEs sistemici associati alla terapie attualmente in uso per il trattamento dell’IBS-D.

Scopo dello studio di Fase II appena pubblicato è stato quello di valutare l’efficacia e la sicurezza del farmaco in pazienti affetti da IBS-D. A tal scopo 807 pazienti sono stati randomizzati al trattamento con due somministrazioni giornaliere orali di placebo o di eluxadoline ai dosaggi di 5, 25, 100 o 200 mg per 12 settimane. L’endpoint primario dello studio era costituito dalla risposta clinica registrata a 4 settimane. Questa era definita in base alla riduzione media del punteggio giornaliero relativo del dolore percepito superiore al 30% rispetto al basale e di almeno due unità su una scala empirica per la valutazione del dolore (da 0 a 10), nonché dal raggiungimento di un punteggio compreso tra 3 e 4 relativo alla consistenza delle feci (scala Bristol Stool Scale graduata da 1 a 7) in almeno il 66% delle registrazioni quotidiane effettuate dai pazienti nel corso della settimana di trattamento considerata.

I risultati hanno documentato che i pazienti in trattamento con 25 o 200 mg di farmaco (rispettivamente il 12% e il 13,8% del campione in toto) avevano raggiunto l’endpoint della risposta clinica in proporzioni significativamente maggiori rispetto al gruppo trattato con placebo (5,7%; p<0,05). Lo studio, inoltre, ha documentato anche come i pazienti in trattamento con 100 e 200 mg di eluxadoline presentassero un miglioramento più sensibile della peristalsi, nonché della sintomatologia globale e della qualità della vita .

Il farmaco ha dimostrato di possedere un’efficacia durevole nel migliorare l’IBS-D e la sintomatologia dolorosa durante l’intero periodo di trattamento di 12 settimane. In particolare i pazienti in trattamento con 100 o 200 mg di farmaco (rispettivamente il 28% e il 28,5% del campione totale) avevano una probabilità maggiore rispetto al gruppo trattato con placebo (il 13,8% del campione) di raggiungere l’endpoint di risposta definito dalla FDA (riduzione giornaliera del 30% del dolore addominale rispetto al basale e punteggio BSS inferiore a 5 per almeno il 50% dei giorni di trattamento).

Il farmaco, infine, è risultato ben tollerato a associato ad una ridotta incidenza di eventi di costipazione.

Lo studio in questione è stato sponsorizzato da Furiex Pharmaceuticals, che sta conducendo il programma di sviluppo clinico del farmaco (dopo aver acquisito da Janssen nel 2011 la licenza esclusiva di sviluppo e commercializzazione del farmaco). La FDA ha autorizzato per la registrazione di eluxadoline  una procedura accelerata - detta “Fast Track”- per facilitare e completare i dossier di nuovi farmaci per il trattamento di particolare patologie che condizionano pesantemente la qualità di vita dei pazienti e che non trovano disponibili altri interventi farmacologici utili (2).

1.    http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S001650851300499X
2.    http://www.furiex.com/pipeline/discoverydevelopment-pipeline/mu-delta/