Il trattamento ripetuto con 550 mg di rifaximina TID (tre volte al giorno) per 14 giorni conferisce miglioramenti significativi durante i periodi di follow-up senza trattamento tra i pazienti con sindrome dell'intestino irritabile con diarrea prevalente (IBS-D). Questo è quanto riportato in uno studio presentato al Digestive Disease Week (DDW) 2015 .

La sindrome dell'intestino irritabile (IBS dall'inglese irritable bowel syndrome) è un disordine della funzione intestinale caratterizzato da dolore addominale in relazione a cambiamenti dell'alvo (o in senso stitico o in senso diarroico) e con segni di alterata defecazione e meteorismo.

Nella IBS-D, l'alvo è caratterizzato da feci molli, non formate, in una percentuale superiore al 25% delle defecazioni e di feci dure o caprine in una percentuale inferiore al 25%. Questi pazienti riferiscono spesso più di tre evacuazioni al giorno, accompagnate da stimolo imperioso, incontinenza e presenza di muco nelle feci. La diarrea, tuttavia, non interrompe il sonno e non provoca né squilibri idroelettrolitici né sindrome da malassorbimento.

Lo studio in questione, denominato TARGET 3,  ha esaminato l'effetto di successivi trattamenti con rifaximina sui sintomi principali della IBS-D tra i pazienti che avevano risposto a un trattamento iniziale con rifaximina e che avevano avuto una recidiva entro 18 settimane.
I partecipanti sono stati randomizzati a trattamenti ripetuti per 2 settimane con rifaximina 550 mg TID (n=328) o placebo (n=308) separati da 10 settimane in uno studio in doppio-cieco.

L'endpoint primario, valutato dopo il primo trattamento ripetuto durante il periodo di follow-up di 4 settimane, era la percentuale di pazienti responder.
I pazienti sono stati considerati responder settimanali se in un dato mese avevano risposta positiva al gonfiore (0 o 1 su una scala 0-6 nella metà o più dei giorni di una data settimana o 0-2 nel 100% dei giorni in una settimana) o all’urgenza (30% o più di miglioramento rispetto al basale nella percentuale di giorni con urgenza) durante 2 settimane o più.

L'endpoint primario, percentuale di responder per il dolore addominale IBS-correlato e la consistenza delle feci, nella prima fase di ripetizione del trattamento è stato riportato nel 32,6% dei pazienti con rifaximina e nel 25,0% con placebo (p=0,0232), nella peggiore analisi del caso e nel 35,4% rispetto al 25,6% nell’ ultima osservazione condotta (LOCF; p=0,0051). Con la seconda ripetizione del trattamento, differenze nella LOCF erano simili, 36,9% per rifaximina e 29,3% per il placebo (p=0,0375).

Tra responder, l'analisi per tutti i parametri ha rivelato vantaggi significativi per rifaximina rispetto al placebo (dolore addominale IBS-correlato, p=0,0212; gonfiore IBS-correlato, p=0,0345;, consistenza delle feci, p=0,0241 e urgenza, p=0.0251).
I tassi di eventi avversi erano simili tra i due gruppi (42,7% vs 45,5% per il placebo). I tassi di eventi avversi gravi sono stati bassi in entrambi i gruppi (1,2% vs 1,3%).

In conclusione, come ha dichiarato William D. Chey, University of Michigan, Ann Arbor: "La ripetizione del trattamento con rifaximina ha portato maggiore probabilità di miglioramenti significativi dei sintomi IBS-correlati rispetto al placebo per il dolore addominale e la consistenza delle feci, gonfiore, e urgenza".

Emilia Vaccaro
Effects of Rifaximin on Urgency, Bloating, and Abdominal Pain in Patients With IBS-D: A Randomized, Controlled, Repeat Treatment Study. Abstract 313