Sindrome dell'intestino irritabile, un test sul sangue per identificarla velocemente

Gastroenterologia
Identificare la sindrome dell’intestino irritabile con diarrea prevalente (IBS-D)? Da oggi questa diagnosi diventa ancora più semplice e veloce grazie all’ identificazione di biomarcatori per distinguere soggetti con IBS-D da soggetti senza IBS. E’ quanto sviluppato dai ricercatori americani che hanno validato questi marker (anticorpi anti-CdtB e  anti-vinculina) e pubblicato l’articolo sulla rivista PLOSone.

Si tratta di un semplice test che si effettua sul sangue del soggetto; vengono ricercati questi specifici anticorpi che riescono a far discriminare bene soprattutto tra IBS e malattia infiammatoria intestinale (IBD).
La diarrea è un sintomo comune in diverse malattie del tratto gastro-intestinale. Ad oggi non sono stati identificati marcatori specifici per distinguere tra IBS-D e IBD.
Molti casi di IBS hanno inizio dopo un attacco di gastroenterite acuta; diversi  studi suggeriscono che nel corso della malattia si realizza una sovracrescita batterica nel tenue; il fenomeno sarebbe favorito a causa della produzione di una tossina, cytolethal distending toxin B (CdtB), prodotta dai batteri che hanno originato la gastroenterite.
Contro tale tossina verrebbero prodotti degli anticorpi che avrebbero una reazione crociata contro la vinculina, presente sulle cellule neuronali e su quelle epiteliali, generando l'IBS.
Considerando questi meccanismi i ricercatori americani hanno valutato gli anticorpi circolanti anti-CdtB e gli anticorpi anti-vinculina come biomarcatori per l’IBS-D in soggetti umani.
I soggetti con IBS-D (n=2375) sono stati reclutati da un grande studio multicentrico clinico condotto su pazienti con D-IBS (TARGET 3). Il reclutamento è avvenuto in base ai criteri Roma.
Come confronto sono stati considerati soggetti con IBD (n=142), soggetti affetti da celiachia (n=121), e controlli sani (n=43. I soggetti con IBD e celiachia sono stati reclutati in base alla presenza di disturbi intestinali e la conferma istologica di variazioni nell’ infiammazione cronica nel colon o nell'intestino tenue. I soggetti con malattia celiaca avevano elevati livelli di anticorpi anti-transglutaminasi (Anti-TG) e la diagnosi era confermata da biopsia.
Tutti i soggetti erano di età compresa tra i 18 ei 65 anni. I livelli plasmatici di anti-CdtB ed anticorpi anti-vinculina sono stati determinati mediante ELISA, e confrontati tra i gruppi.
I titoli anti-CdtB erano significativamente più alti nei soggetti IBS-D rispetto a soggetti con IBD, a controlli sani e con malattia celiaca (p <0.001). 
I titoli anti-vinculina erano significativamente superiori nell’IBS (p <0,001) rispetto agli altri gruppi.
Entrambi i test sono stati meno specifici nel differenziare l’ IBS dalla malattia celiachia. 
L’ottimizzazione ha dimostrato che, per gli anti-CdtB (densità ottica ≥2,80) la specificità, la sensibilità e il rapporto di probabilità erano 91,6%, 43,7% e 5,2%, rispettivamente, e per gli anti-vinculina (OD≥ 1.68) erano 83,8%, 32,6 e 2,0, rispettivamente.
Questi risultati confermano che gli anticorpi anti-CdtB e gli anticorpi anti-vinculina sono elevati in pazienti con IBS-D rispetto ai soggetti non-IBS. 
In conclusione, come hanno sottolineato gli autori del lavoro: “Questi biomarcatori possono essere particolarmente utili per distinguere l’IBS-D dall’ IBD e sembrano parte della patofisiologia post infezione dell’IBS e permettono l’identificazione del gruppo con diarrea prevalente e delle relative terapie da adottare. Inoltre, questi anticorpi sono utili all’identificazione delle basi organiche dell’IBS.

Emilia Vaccaro


Pimentel M. et al.  Development and Validation of a Biomarker for Diarrhea-Predominant Irritable Bowel Syndrome in Human Subjects. PLOS ONE | DOI:10.1371/journal.pone.0126438 May 13, 2015.
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