Sindrome dell'intestino irritabile, microbiota intestinale associato alla gravitÓ dei sintomi

Gastroenterologia

Lo studio del microbiota intestinale e dell'insorgenza di patologie collegate al suo disequilibrio continuano a fornire novitÓ. Ricercatori francesi e svedesi hanno identificato una firma identificativa del microbiota intestinale associata alla gravitÓ dei sintomi nei soggetti con sindrome dell'intestino irritabile. E' quanto riportato su Gastroenterology.

Lo studio del microbiota intestinale e dell’insorgenza di patologie collegate al suo disequilibrio continuano a fornire novità.  Ricercatori francesi e svedesi hanno identificato una firma identificativa del microbiota intestinale associata alla gravità dei sintomi nei soggetti con sindrome dell'intestino irritabile. E’ quanto riportato su Gastroenterology.
Che ci sia un’alternazione del microbiota intestinale (IBS) nei soggetti con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una cosa nota da tempo.
Gli approcci con cui è stato analizzato il microbiota nei pazienti con IBS sono stati svariati e hanno portato a conclusioni non esaustive e discordanti. 
Ad oggi, non si è riusciti a trovare un valido markers del microbiota collegato all’attività IBS, inoltre come hanno sottolineato gli autori del presente studio, è importante analizzare sia il microbiota fecale di questi soggetti, sia quello a livello di mucosa intestinale.
E’ quanto è stato effettuato nel presente studio su pazienti e, come confronto, su soggetti sani.
A tal fine è stato usato il pirosequenziamento del 16S RNA ribosomiale mirato ad analizzare 232 campioni di feci e 59 campioni bioptici della mucosa provenienti da 110 pazienti con IBS e 39 controlli sani in un set iniziale di soggetti (campioni esplorativi iniziali).
Successivamente sono stati analizzati 46 campioni di feci provenienti da 29 pazienti con IBS e 17 controlli sani in un set di validazione.
I ricercatori hanno anche misurato l'idrogeno espirato (H2) e il metano (CH4), il tempo di transito oro-anale, e la gravità dei sintomi sia psicologici che gastrointestinali di tutti i partecipanti, usando la reazione a catena della polimerasi (quantitativa) per misurare batteri metanogeni fecali, e sono state usate analisi approfondite per analizzare la diversità dei batteri (machine learning procedure) e analisi statistiche computazionali per valutare i dati.
E’ stato così possibile l'identificazione di un firma intestinale del microbica a seconda della gravità dell’IBS, che potrebbe anche essere riprodotta in una coorte di validazione, hanno evidenziato i ricercatori nel lavoro. 
Un punto molto importante precisato nel lavoro è che a causa della sua relativamente bassa sensibilità, questa firma microbiotica non può essere utilizzata come predittore clinico della gravità dell’IBS, ma come un modo per esplorare le caratteristiche rilevanti.
In primo luogo, dall’analisi risulta che microbiota strutturalmente distinti, fecali e della mucosa sono fortemente correlati tra loro (p<0.001).
Classici approcci descrittivi non hanno mostrato differenze nella ricchezza microbica o variabilità tra i controlli, i pazienti con IBS, i sottotipi di IBS e i pazienti stratificati per gravità dei sintomi.
Tuttavia, altre procedura adottate nello studio hanno permesso ai ricercatori di diminuire la complessità dell’ unità tassonomica operativa (OTU) combinandoli in una firma di consenso microbica formata da un insieme di classificatori che discriminano i pazienti con grave IBS da quelli con IBS moderata o lieve e soggetti sani.  La firma include 90 di 2.911 OTU batteriche totali.

Lo studio ha confermato che questa firma microbica è associata alla gravità dell’IBS nel set di validazione, con una AUC di 0,64, che conferma la robustezza dell’associazione.
Infine, i ricercatori hanno determinato che la gravità dei sintomi di IBS è associata negativamente con la ricchezza microbica, CH4 esalato, presenza di batteri metanogeni e Clostridiali o enterotipi arricchiti in Prevotella.
E’ stata osservata una significativa associazione tra il CH4 espirato e la presenza di metanogeni fecali (p<0.05). 
La proporzione di pazienti con IBS-D (variante con diarrea)con metanobatteri non rilevabili era superiore (circa il 40%) rispetto ai pazienti con IBS-C (circa 10%, variante con costipazione).
L'IBS-SSS (Irritable Bowel Syndrome Severity Scoring System) non è stato associato con la presenza di metanobatteri (p>0.05).
I pazienti con IBS-D espirano meno CH4 rispetto agli IBS-M (pazienti con sindrome mista),e soggetti sani espirano meno CH4 degli IBS con sintomi lievi.
E’ stato anche notato che dieta e farmaci non sembrano influenzare in modo significativo la firma microbica.
In conclusione, questo studio mette in evidenza l'eterogeneità dei pazienti con IBS, e la difficoltà di stratificazione dei pazienti sulla base di un profilo microbiotico quando si utilizza solo approcci classici. L'uso di apparecchiature più sofisticate come il “machine learning” ha permesso ai ricercatori di aggirare le questioni relative ai grandi insiemi di dati microbici e di esplorare meglio questi dati. Questo ha permesso di  identificare diversi collegamenti interessanti tra flora intestinale e il profilo clinico.

Tap J. et al. Identification of an Intestinal Microbiota Signature Associated With Severity of Irritable Bowel Syndrome. Gastroenterology. 2017 Jan;152(1):111-123.e8. doi: 10.1053/j.gastro.2016.09.049. Epub 2016 Oct 7.
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