Smentita associazione tra antivirali ad azione diretta e recidive di cancro epatico in pazienti con Hcv

In una grande coorte di pazienti nordamericani con risposta completa al trattamento per il carcinoma epatocellulare (HCC), la terapia con DAA non Ŕ stata associata ad una maggiore recidiva generale o precoce dell'HCC. E' quanto emerge da uno studio pubblicato su Gastroenterology e che va a confutare alcuni precedenti studi secondo i quali i farmaci antivirali per il trattamento dell'epatite C potessero portare a una maggiore recidiva del cancro del fegato.

In una grande coorte di pazienti nordamericani con risposta completa al trattamento per il carcinoma epatocellulare (HCC), la terapia con DAA non è stata associata ad una maggiore recidiva generale o precoce dell'HCC. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Gastroenterology e che va a confutare alcuni precedenti studi secondo i quali i farmaci antivirali per il trattamento dell'epatite C potessero portare a una maggiore recidiva del cancro del fegato.

Circa 3,2 milioni di individui negli Stati Uniti hanno un'infezione da epatite C cronica. Molti di questi individui soffrono di infiammazione del fegato e compromissione della funzionalità epatica, nonché di cirrosi o cicatrizzazione del tessuto epatico. Dal 2013 sono disponibili farmaci antivirali efficaci per il trattamento dell'infezione da epatite C.

L'infezione cronica da epatite C è anche una delle principali cause di cancro al fegato. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, la metà di tutti gli individui con tumore epatico ha una sottostante infezione da epatite C cronica.
Il tasso di nuovi casi di epatocarcinoma è aumentato costantemente negli ultimi decenni e lo stato del Texas ha uno dei più alti tassi di HCC nel paese.

Quando il cancro del fegato viene diagnosticato precocemente, può essere efficacemente trattato con chirurgia, ablazione o radioterapia. Può succedere che dopo rimozione del cancro l'infezione epatica cronica sottostante rimanga e continui a compromettere ulteriormente la funzionalità epatica.

Per tale motivo diventa importante eliminare l’infezione da HCV anche se da alcuni anni vi è polemica sugli effetti delle terapie a base di antivirali ad azione diretta (DAA) per l'infezione da epatite C (HCV), sulle recidive del carcinoma epatocellulare (HCC) e sull’aggressività del tumore.
In questo studio sono stati confrontati i pattern di ricorrenza dell'HCC tra i pazienti trattati con DAA e pazienti infetti da HCV non trattati che avevano raggiunto una risposta completa al trattamento HCC in una coorte nordamericana.

"Il nostro studio è stato ispirato da uno studio monocentrico condotto da ricercatori spagnoli nel 2016. Tale studio ha scatenato la paura di trattare pazienti affetti da cancro al fegato per l’epatite C", ha sottolineato Amit Singal, professore associato di medicina interna e Direttore medico del programma sul tumore epatico.

Lo studio di coorte, retrospettivo, su pazienti con carcinoma epatocellulare correlato a HCV con una risposta completa alla resezione, ablazione locale, chemio o radioembolizzazione trans-arteriosa, o radioterapia, è stato condotto da gennaio 2013 a dicembre 2017 coinvolgendo 31 sistemi sanitari tra Stati Uniti e Canada.
La regressione di Cox è stata utilizzata per esaminare l'associazione tra terapia a base di DAA e tempo di recidiva dopo una risposta completa, con la terapia DAA analizzata come a esposizione variabile nel tempo.

E’ stata anche stimata l'associazione tra terapia DAA e rischio di ricorrenza dell’HCC precoce (definita come 365 giorni dopo la risposta completa).
I risultati hanno mostrato che su 793 pazienti con carcinoma epatico associato a HCV, 304 (38,3%) hanno ricevuto terapia con DAA e 489 (61,7%) non sono stati trattati.

HCC risultava recidivato in 128 pazienti trattati con DAA (42,1%; recidiva precoce in 52 pazienti) e 288 pazienti non trattati (58,9%, recidiva precoce in 227 pazienti).
La terapia con DAA non era associata a recidiva di HCC (hazard ratio, 0,90; IC 95%, 0,70-1,16) o recidiva precoce di HCC (hazard ratio, 0,96, IC 95%, 0,70-1,34), dopo adeguamento per sito, età, sesso, punteggio Child Pugh, livello di alfa-fetoproteina, carico tumorale e modalità di trattamento dell’HCC.

Nei pazienti trattati e non trattati con DAA, la maggior parte delle recidive rientrava nei criteri di Milano (74,2% vs 78,8%; p=0.23). Una percentuale maggiore di pazienti trattati con DAA rispetto ai pazienti non trattati ha ricevuto una terapia HCC potenzialmente curativa per la forma recidivante di questo carcinoma (32,0% vs 24,6%) e ha raggiunto una risposta completa o parziale (45,3% vs 41,0%) ma nessuno dei due ha raggiunto significatività statistica.

"Sulla base di questi nuovi dati, i medici possono sentirsi rassicurati sul fatto che trattare l'epatite C in questi pazienti è sicuro e consente loro di ricevere i noti benefici della terapia per l'epatite C” ha precisato Singal.

In conclusione, in una grande coorte di pazienti nordamericani con risposta completa al trattamento del carcinoma epatocellulare, la terapia con DAA non è stata associata ad una maggiore recidiva generale o precoce dell'HCC. I pattern di recidiva dell'HCC, inclusa la risposta al trattamento, erano simili nei pazienti trattati con DAA e pazienti non trattati.

Singal AG et al., Direct-Acting Antiviral Therapy not Associated with Recurrence of Hepatocellular Carcinoma in a Multicenter North American Cohort Study. Gastroenterology. 2019 Jan 17. pii: S0016-5085(19)30057-5. doi: 10.1053/j.gastro.2019.01.027.

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