Sofosbuvir/ledipasvir, nella "real life" solo 8 settimane per guarire dall'HCV

Gastroenterologia

La maggior parte delle persone affette da virus dell'epatite C (HCV) (94% dei casi) della coorte GECCO German hepatitis C, trattate con sofosbuvir/ledipasvir per 8 settimane in un ambiente "real word" hanno raggiunto la risposta virologica sostenuta. Questo è quanto presentato alla 15 ° European AIDS Conference la scorsa settimana a Barcellona.

La maggior parte delle persone affette da virus dell'epatite C (HCV) (94% dei casi) della coorte GECCO German hepatitis C, trattate con sofosbuvir/ledipasvir per 8 settimane in un ambiente “real word” hanno raggiunto la risposta virologica sostenuta. Questo è quanto presentato alla 15 °  European AIDS Conference la scorsa settimana a Barcellona, in cui è stato mostrato che anche pazienti più problematici, a causa di fattori come la cirrosi epatica, esperienza di un precedente trattamento o carica virale HCV elevata, hanno raggiunto l'SVR in 8 settimane anziché nelle 12 generalmente richieste.
L'avvento degli agenti antivirali ad azione diretta (DAAs) in regimi privi di interferone ha portato a una rivoluzione nel trattamento dell'epatite C, ma c'è ancora spazio per migliorare la terapia, per esempio rendendo il trattamento più breve e offrendo opzioni migliori per i pazienti più difficili da trattare. 
Mentre le percentuali di SVR dopo 12 settimane di trattamento superano il 90% negli studi clinici, l'esperienza del mondo reale non sempre ha mostrato questo genere di risultati.
Patrick İngiliz del Centro di Malattie infettive a Berlino ha riportato i risultati di un'analisi sul trattamento dell'epatite C nella vita reale usando DAAs (antivirali ad azione diretta) nella coorte GECCO, una coorte di uno studio multicentrico che comprende pazienti appartenenti a otto siti in Germania.
Tra l'altro, come hanno precisato i ricercatori, un breve ciclo di terapia con DAAs potrebbe essere un'opzione interessante per ridurre i costi dei trattamenti o ridurre la durata della tossicità del farmaco.
Il foglietto illustrativo per sofosbuvir/ledipasvir, “Harvoni” coformulazione di Gilead Sciences, prevede un trattamento per 12 settimane per i soggetti con HCV di genotipo 1 o 4, non precedentemente trattati, con o senza cirrosi, e per le persone con già esperienza di trattamento senza cirrosi. 
Le indicazioni prevedono anche che le persone già trattate in precedenza e con cirrosi dovrebbero estendere il trattamento fino a 24 settimane, mentre nei soggetti di genotipo 1, naïve alla terapia, senza cirrosi e con bassa carica virale dell'HCV si può considerare di ridurre la terapia a 8 settimane. 
Le persone con co-infezione HIV e HCV dovrebbero ricevere gli stessi regimi dei soggetti con solo HCV.
Lo studio ION-3, fondamentale nello sviluppo di questa associazione di farmaci, ha considerato partecipanti, naive al trattamento e senza cirrosi, e ha ottenuto tassi SVR12  del 94% con un regime di 8 settimane e del 96% con 12 settimane; però gli individui nel braccio a 8 settimane avevano maggiore probabilità di recidiva dopo la fine del trattamento.
Lo studio GECCO è stato avviato nel mese di febbraio 2014 e, a oggi, sono stati trattati più di 1000 pazienti con DAAs. 
L'attuale analisi si è focalizzata su 148 partecipanti (13% del totale) trattati con sofosbuvir/ ledipasvir per 8 settimane.
In questo sottogruppo metà erano uomini, l'età media era di 52 anni e un terzo consumava droghe (rischio aggiuntivo di trasmissione). Quasi tutti (97%) avevano HCV di genotipo 1, tranne il 2% che mostrava genotipo 4.
La carica virale media dell'HCV pre-trattamento era di 810.000 UI/ml, il 18% aveva ricevuto un precedente trattamento dell'epatite C e il 3% mostrava cirrosi.
Il gruppo comprendeva 28 persone con co-infezione HIV e HCV (19% del totale), con una conta CD4 di 531 cellule/mm3. Rispetto al gruppo nel suo insieme, i partecipanti con co-infezione erano per la maggior parte uomini (82%), avevano maggiore probabilità di aver acquisito l'HCV per via sessuale (50%) e maggiore probabilità di avere HCV di genotipo 4 (11%).
Questi soggetti avevano un carico virale di HCV mediano minore (490.000 UI/ml) e due persone (7%) avevano cirrosi.
İngiliz ha commentato anche i tassi di SVR4, cioè relativi a 4 settimane dopo il trattamento per 105 persone che avevano raggiunto questo punto di tempo. Il tasso complessivo SVR4 è stato del 99,0%, con una sola persona che aveva livelli conteggiabili di RNA per l'HCV.
I tassi di SVR4 erano pari al 100% per i sottogruppi con diversi fattori precedentemente associati a una risposta più povera, tra cui co-infezione HIV e HCV, precedenti trattamenti, cirrosi, carica virale elevata per l'HCV genotipo 4, anche se alcuni di questi numeri erano piccoli. 
L'SVR4 non è ancora considerata una cura, perchè una piccola percentuale di persone ancora ha ricadute dopo questo time point.
Guardando le 70 persone che hanno raggiunto le 12 settimane dopo il trattamento, il tasso globale SVR12 era 98,5%, ancora una volta una persona aveva carica virale HCV rilevabile. I tassi di risposta sono rimasti al 100% per i sottogruppi, ma i numeri erano ancora più piccoli.
Sofosbuvir/ledipasvir si è mostrato generalmente sicuro e ben tollerato, e non ha richiesto interruzioni del trattamento. 
Gli effetti collaterali più comuni sono stati: cefalea (10%), affaticamento (7%), nausea (3%) e dolori articolari (2%).
İngiliz ha osservato che i tassi di risposta virologica sostenuta sono stati elevati anche per i partecipanti che sono stati trattati "al di fuori delle raccomandazioni" per questo breve regime, comprese le persone già trattate in precedenza, cirrotici, con alta carica virale e genotipo 4.
Sulla base di questi risultati i ricercatori hanno concluso, "sofosbuvir più ledipasvir per 8 settimane ha prodotto ottimi tassi di risposta in un contesto di “vita reale” tedesca; i pazienti con infezione da HIV hanno risposto nella stessa maniera dei pazienti monoinfetti HCV."
Alla domanda se questi risultati mostrano che questo regime può essere utilizzato al di fuori delle raccomandazioni attuali, İngiliz ha risposto che non è consigliabile farlo: "Forse dal punto di vista dei costi, ma non da un punto di vista virologico. Le persone con alta carica virale hanno ancora bisogno di un trattamento più lungo."
EV
Ingiliz P et al. Sofosbuvir plus ledipasvir for 8 weeks in HCV-mono- and HIV-HCV-coinfected patients – results from the German hepatitis C cohort (GECCO). 15th European AIDS Conference. Barcelona, abstract PS7/5, 2015.