Sofosbuvir/velpatasvir con o senza voxilaprevir, terapia efficace e ben accettata dai pazienti

Il regime pan-genotipico composto da sofosbuvir e velpatasvir (SOF/VEL) con o senza voxilaprevir (VOX) Ŕ efficace e sicuro e la sua assunzione Ŕ valutata in maniera estremamente positiva dai pazienti. E' quanto emerge dagli studi POLARIS 2 e 3 che hanno valutato anche gli outcome riportati dai pazienti. I dati sono stati pubblicati su Alimentary Pharmacology and Therapeutics.

Il regime pan-genotipico composto da sofosbuvir e velpatasvir (SOF/VEL) con o senza voxilaprevir (VOX) è efficace e sicuro e la sua assunzione è valutata in maniera estremamente positiva dai pazienti. E’ quanto emerge dagli studi POLARIS 2 e 3 che hanno valutato anche gli outcome riportati dai pazienti. I dati sono stati pubblicati su Alimentary Pharmacology and Therapeutics. 

L'infezione cronica da epatite C impatta sulla vita dei pazienti, sulle loro attività quotidiane che si riflettono nel punteggio PRO cioè la valutazione degli outcome riportati dal paziente.
Il trattamento con regimi antivirali ad azione diretta determina un miglioramento a breve e a lungo termine di questi outcome.

Per valutare l’impatto sul paziente di una specifica terapia antivirale ad azione diretta, una combinazione a dose fissa di sofosbuvir /velpatasvir con/senza voxilaprevir ,sono stati analizzati i dati provenienti da due studi clinici.

Infatti, i dati PRO sono stati raccolti dai partecipanti agli studi clinici POLARIS-2 e POLARIS-3 (naïve DAA, tutti i genotipi HCV).
I partecipanti hanno risposto a dei questionari SF-36v2, FACIT-F, CLDQ-HCV e WPAI: al basale, durante il trattamento e nel follow-up.

I risultati hanno mostrato che dei 1160 pazienti, 611 hanno ricevuto SOF/VEL/VOX e 549 hanno ricevuto SOF/VEL (52,8 ± 11,0 anni, 55,9% di sesso maschile, 75,4% di naïve al trattamento, 33,9% di cirrosi).

La risposta virale sostenuta a 12 settimane (SVR12) è stata del 95% -98%.
Durante il trattamento, i miglioramenti nella maggior parte dei punteggi PRO erano significativi (tutti tranne uno p<0.01) e andavano, in media, da +2,3 a +15,0 punti (su una scala 0-100) entro la fine del trattamento.

Questi miglioramenti erano simili tra i bracci SOF/VEL/VOX e SOF/VEL (tutti p>0 .05).
Dopo l'interruzione del trattamento, i pazienti trattati con entrambi i regimi hanno ottenuto miglioramenti nei PRO significativi anche clinicamente (da +2,7 a +16,7 nella settimana 12 di post-trattamento, da +3,9 a +20,1 nella settimana 24 post-trattamento, tutti tranne uno p<0.001).

L'analisi multivariata ha mostrato che la depressione, l'ansia e la cirrosi erano i predittori indipendenti più consistenti di compromissione PRO, mentre non è stata trovata alcuna associazione dei PRO con la scelta del regime di trattamento (tutti p>0.05).

In conclusione, i regimi pan-genotipici a base di sofosbuvir e velpatasvir con o senza voxilaprevir non solo hanno un'eccellente efficacia e sicurezza, ma hanno anche un impatto significativamente positivo sull'esperienza dei pazienti sia durante il trattamento che dopo aver ottenuto una risposta virologica sostenuta in pazienti con epatite C naïve ai DAA.

Younossi ZM et al., Sofosbuvir and velpatasvir with or without voxilaprevir in direct-acting antiviral-naïve chronic hepatitis C: patient-reported outcomes from POLARIS 2 and 3. Aliment Pharmacol Ther. 2018 Jan;47(2):259-267. doi: 10.1111/apt.14423. Epub 2017 Nov 27.

leggi