Steatoepatite non alcolica, collaborazione tra Novartis e Pfizer nella lotta al grasso epatico

L'obesità e il diabete sono mali dei nostri anni, delle vere e proprie epidemie collegate anche a patologie epatiche quali accumulo di grasso a livello del fegato che a lungo andare porta ad infiammazione del tessuto circostante con sviluppo della steatoepatite non alcolica (NASH). Diverse aziende si stanno muovendo in questo campo anche con collaborazioni, come annunciato da Novartis e Pfizer che svilupperanno insieme potenziali farmaci contro la Steatosi epatica e la NASH.

L’obesità e il diabete sono mali dei nostri anni, delle vere e proprie epidemie collegate anche a patologie epatiche quali accumulo di grasso a livello del fegato che a lungo andare porta ad infiammazione del tessuto circostante con sviluppo della steatoepatite non alcolica (NASH). Diverse aziende si stanno muovendo in questo campo anche con collaborazioni, come annunciato da Novartis e Pfizer che svilupperanno insieme potenziali farmaci contro la Steatosi epatica e la NASH.

Epidemia chiamata NASH
La NASH, che è strettamente associata all'obesità e al diabete, sta emergendo come uno dei principali problemi di salute globale, specialmente tra le popolazioni con diete sempre più grasse.

Ad oggi il paziente è gestito attraverso modifiche dello stile di vita, dall’alimentazione all’attività fisica ma, questa malattia se non controllata può portare a cirrosi avanzata e insufficienza epatica.

Il mercato della malattia del fegato grasso e soprattutto della sua forma più avanzata, la NASH, diventerà nel prossimo futuro uno tra i più redditizi a livello farmaceutico, considerando che negli US coinvolge 38 milioni di persone e che purtroppo le stime sull’obesità soprattutto nei bambini non sono rassicuranti.
Diverse sono le molecole in sviluppo tra cui alcune in fase 2 e 3 di sperimentazione clinica.

Chi sta lavorando sulla NASH?
Pfizer, Novartis, Gilead Sciences e Allergan vedono un potenziale valore di mercato da 20 a 35 miliardi di dollari, secondo alcune stime, come fonte di crescita futura.

Altre aziende più piccole lavorano da alcuni anni sui trattamenti per la NASH e sono abbastanza avanti rispetto a Pfizer e Novartis; tra queste ci sono Intercept Pharmaceuticals e France's Genfit.

L’accordo tra Novartis e Pfizer
L’unione fa la forza, anche nella ricerca, per cui farmaci che finora sono stati sviluppati in maniera autonoma da due big pharma adesso verranno uniti per cercare la terapia contro la NASH.

Questo è l’accordo siglato da Novartis e Pfizer per andare contro quella che per il 2020 è prevista essere la causa principale di trapianti di fegato.
Le aziende valuteranno il tropifexor di Novartis in varie combinazioni con tre farmaci sperimentali Pfizer, con l'idea di attaccare diversi aspetti della NASH.

La NASH infatti inizia come accumulo di grasso nel fegato che provoca una reazione infiammatoria con degradazione della matrice epatica che evolve in fibrosi e cicatrici tissutali. La terapia di combinazione mira tutte le fasi della malattia.

Nello specifico, i farmaci di Pfizer mirano alla steatosi o all'accumulo di grasso nel fegato. La molecola di Novartis combatte l'infiammazione e le cicatrici fibrotiche.

La collaborazione non è esclusiva in quanto la partnership di Novartis con Allergan per valutare il tropifexor con un farmaco Allergan continuerà.

Per ora è presto per fare previsioni su quando i pazienti con NASH potranno utilizzare una terapia mirata ma il panorama si fa sempre più ricco e la competizione tra aziende più agguerrita.