Steatoepatite non alcolica, farmaco di Novartis non centra obiettivi in fase 2

Fallisce un altro studio su un farmaco in sviluppo per i pazienti con steatoepatite non alcolica (NASH). Parliamo di un trial di fase 2b su emricasan che non ha dato i risultati sperati. L'azienda Conatus Pharmaceuticals sta sviluppando il farmaco in partnership con Novartis.

Fallisce un altro studio su un farmaco in sviluppo per i pazienti con steatoepatite non alcolica (NASH). Parliamo di un trial di fase 2b su emricasan che non ha dato i risultati sperati.

Nello specifico il farmaco non si è mostrato superiore al placebo e ciò ha implicato uno scivolamento del prezzo delle azioni dell’azienda, dimezzandole. L’azienda Conatus Pharmaceuticals sta sviluppando il farmaco in partnership con Novartis.

Poche settimane fa aveva fallito in fase III il selonsetib di Gilead e anche l'acido obeticolico, pur raggiugendo l'end point, non aveva certo entusiasmato per i suoi risultati.

Emricasan era entrato nella fase 2b nella speranza di riprendersi dai due flop dello scorso anno, ma invece le cose sono peggiorate. In quest’ultimo studio, denominato ENCORE-NF  erano stati arruolati 318 pazienti affetti da NASH e fibrosi epatica che sono stati randomizzati a ricevere una delle due dosi di emricasan, inibitore della pan-caspasi, o placebo.

I pazienti nel braccio placebo sono andati meglio dei loro corrispondenti nelle coorti di trattamento.

Dopo 72 settimane, il 19% dei pazienti che avevano ricevuto il placebo hanno avuto un miglioramento di un punto o più nello stadio di fibrosi senza un peggioramento della steatoepatite. Quello era il gradino che emricasan doveva superare per centrare l'endpoint primario.

Invece, nei due bracci di trattamento a 5 mg e 50 mg è stato visto un aumento dei tassi di risposta rispettivamente solo dell'11,2% e del 12,3%.

Sono state evidenziate riduzioni statisticamente significative dell'ALT e delle caspasi 3/7 nei bracci di trattamento, come punti a favore.

Questo farmaco si basa sul presupposto eziopatogentico per il quale l'inattivazione della caspasi riduce la morte delle cellule epatiche, ma emricasan deve ancora dimostrare che il suo eventuale effetto sugli enzimi si traduce in risultati migliori nella NASH.

L'anno scorso, Conatus ha indicato miglioramenti "clinicamente significativi" in un sottogruppo di pazienti con NASH compensata per sostenere che il farmaco ha prestazioni migliori in pazienti con forme di cirrosi meno avanzate. Questa volta, il fallimento di emricasan nei pazienti che non hanno ancora sviluppato cirrosi ha portato Conatus a sostenere che il farmaco è più efficace nei pazienti più avanzati.

Potrebbe esserci un punto debole nella progressione della NASH in cui l'emricasan è efficace, ma l’azienda deve ancora progettare uno studio in grado di convalidare quest’idea.

Al momento i trial hanno fallito e si aspettano i dati dalla terza fase 2b nei prossimi mesi e un'estensione al primo studio verso la metà dell'anno. Solo dopo questi risultati le aziende decideranno se proseguire o meno con lo sviluppo del farmaco.