La colite ulcerosa (UC) in età pediatrica potrebbe essere efficacemente controllata attraverso l’assunzione della talidomide anche nei casi refrattari o intolleranti ad altri farmaci immunosoppressivi. Questo è quanto mostrato da uno studio pilota, controllato randomizzato pubblicato sulla rivista Inflammatory Bowel Disease.

Una recente revisione sistematica della letteratura, i cui dati sono stati pubblicati nel mese di aprile su PharmaStar era giunta alla conclusione che la talidomide poteva essere considerato un agente terapeutico efficace per l'induzione della remissione nella malattia di Crohn pediatrica. Tuttavia, gli autori sottolineavano che non vi era alcuna prova per sostenere la sua efficacia nell'induzione della remissione nella UC o nel mantenimento della remissione nelle IBD.

Un nuovo studio, in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo (RCT) ha cercato di colmare questo gap.

Lo studio, coordinato dall’Istituto Materno-Infantile IRCCS "Burlo Garofolo" di Trieste, ha coinvolto diversi centri italiani come il dipartimento di Scienze Pediatriche dell’Università di Messina, l’Unità di Gastroenterologia Pediatrica dell’Istituto Gaslini di Genova, il Dipartimento di Scienze per la Salute della Donna e del Bambino dell’Ospedale Meyer di Firenze, l’Università di Firenze, il Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale Pediatrico "V. Buzzi" di Milano; il Dipartimento di Gastroenterologia Pediatrica dell’Università di Pisa, l’Università di Trieste e il Dipartimento di Patologia, Spedali Civili di Brescia.

Lo studio ha arruolato 26 bambini e adolescenti di età compresa tra i 2 e i 18 anni.
La talidomide è stata somministrata alla dose di 1,5-2,5 mg / kg /die nei bambini con UC attiva nonostante molteplici trattamenti immunosoppressivi effettuati nel tempo.
In una estensione in aperto, i soggetti non responsivi a placebo hanno ricevuto talidomide per ulteriori 8 settimane; tutti i pazienti sono stati seguiti per un minimo di 52 settimane.

I pazienti sono stati randomizzati a talidomide o placebo. La remissione clinica alla settimana 8 ( come definita dal Pediatric Ulcerative Colitis Activity Index) è stata raggiunta da un numero significativamente maggiore di bambini trattati con talidomide {10/12 (83,3%) rispetto a 2/11 (18,8%); risk ratio, 4,5 (95% intervallo di confidenza [IC], 1,2-16,4); p= 0,005; NNT (number needed to treat), 1.5}.

Tra i non responder al placebo che sono passati a talidomide, 8 di 11 (72,7%) in seguito hanno raggiunto la remissione alla settimana 8 (risk ratio, 4.0 [95% CI, 1,1-14,7]; NNT, 2.45; p=0.01) . La remissione clinica nel gruppo talidomide aveva una durata di 135 settimane (95% CI, 32-238), a fronte di 8 settimane (95% CI, 2,4-13,6) del gruppo placebo (p<0,0001).
L’incidenza cumulativa di eventi avversi gravi è stata del 3,1 per 1000 pazienti- a settimana.

Gli eventi avversi più frequenti sono stati la neuropatia periferica e l’amenorrea.

"In questo RCT sui casi estremamente gravi refrattari alla terapia immunosoppressiva, l'uso della talidomide rispetto al placebo nei bambini e negli adolescenti ha portato un miglioramento della remissione clinica a 8 settimane di trattamento e del mantenimento a lungo termine della remissione " hanno concluso i ricercatori. " Andrebbero condotti ulteriori studi sulla talidomide in pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali per determinare definitivamente l’efficacia e la sicurezza di questo trattamento."

In un editoriale di accompagnamento, il prof. Athos Bousvaros, dell’ Harvard Medical School e del Centro per le malattie infiammatorie intestinali dell’Ospedale dei bambini di Boston, ha sottolineato che la sua impressione iniziale dei risultati di questo studio, come anche i risultati del lavoro precedente condotto dallo stesso gruppo sulla malattia di Crohn, è stata: "troppo bello per essere vero", ma è giusto confermare questi dati in grandi studi clinici anche se estremamente difficili da fare su un vecchio farmaco, in particolare per lo stigma sulla talidomide.

In una risposta alla editoriale di Bousvaros, Lazzerini e colleghi hanno concordato la necessità di ulteriori ricerche per identificare nuove terapie per il trattamento a lungo termine di IBD con buoni profili di sicurezza e costi sostenibili. Tuttavia, essi sostengono che "il profilo di sicurezza, anche se sono necessari ulteriori studi per confermare ulteriormente le prove esistenti, sembra essere accettabile se si considera che i casi trattati erano refrattari/intolleranti ad altre droghe.

"Nell'interesse dei pazienti, la decisione se utilizzare talidomide (come per qualsiasi altro farmaco) dovrebbe essere basata sulle nuove conoscenze piuttosto che sui vecchi stigmi", hanno aggiunto gli autori.


Emilia Vaccaro


Lazzerini M. et al. Effect of Thalidomide on Clinical Remission in Children and Adolescents with Ulcerative Colitis Refractory to Other Immunosuppressives: Pilot Randomized Clinical Trial. Inflamm Bowel Dis. 2015 Aug;21(8):1739-49. doi: 10.1097/MIB.0000000000000437.
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