Teduglutide efficace e sicuro ad un anno nella sindrome dell'intestino corto

Gastroenterologia
Nei pazienti con sindrome dell’intestino corto, il trattamento con teduglutide si è rivelato efficace fino ad un anno e il profilo di sicurezza sufficiente per essere considerato un ausilio terapeutico a lungo termine nel trattamento di questa condizione.
Queste le conclusioni principali di uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology da un’equipe di ricercatori USA.

La sindrome dell'intestino corto, o SIC, è una malattia altamente disabilitante che può danneggiare la qualità di vita di un paziente e portare a gravi complicazioni potenzialmente fatali. La SIC si sviluppa tipicamente in seguito alla resezione estesa dell'intestino dovuta alla malattia di Crohn, ad ischemia o ad altre malattie. I pazienti affetti da SIC spesso soffrono di denutrizione, diarrea acuta, disidratazione, affaticamento, osteopenia e perdita di peso dovuti alla riduzione della capacità intestinale di assorbire nutrienti, acqua ed elettroliti. Il trattamento normale della sindrome dell'intestino corto è il supporto nutrizionale, compresi la nutrizione parenterale (NP) e l'alimentazione per via endovenosa a supplemento e per la stabilizzazione dei fabbisogni nutrizionali.

Sebbene fornisca un supporto nutrizionale per i pazienti affetti da sindrome dell'intestino corto, la NP non migliora la capacità propria del corpo di assorbire nutrienti. Inoltre, è associata a complicazioni gravi, quali le infezioni, i coaguli di sangue o i danni al fegato e i rischi aumentano con l'aumentare del periodo di trattamento. I pazienti soggetti a NP spesso hanno una qualità di vita scarsa con difficoltà nel sonno, minzione frequente e perdita di indipendenza.
Si stima l'esistenza di 10.000-15.000 pazienti affetti da SIC negli Stati Uniti, dipendenti da NP, il cui costo diretto può superare i 100.000 dollari l'anno per paziente.

Teduglutide è un analogo ricombinante della peptide glucagone-simile 2 umano (GLP-2), una proteina coinvolta nell’adattamento del rivestimento intestinale. Il farmaco è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da sindrome dell’intestino corto. La sindrome dell’intestino corto è un’affezione in cui l’intestino non assorbe adeguatamente le sostanze nutritive e i liquidi, solitamente dopo la rimozione chirurgica di una grossa porzione di intestino tenue.

Teduglutide è usato dopo che si è verificato “l’adattamento intestinale”, ossia dopo una serie di cambiamenti della funzione intestinale intervenuti per compensare la riduzione delle dimensioni intestinali dopo l’intervento chirurgico. Poiché il numero di pazienti affetti da sindrome dell’intestino corto è basso, la malattia è considerata “rara” e il farmaco è stato qualificato come “medicinale orfano” (medicinale utilizzato nelle malattie rare) l’11 dicembre 2001. Il farmaco è stato approvato dall’Ema e dall’Fda l’anno scorso.

Nel trial appena pubblicato, gli autori della pubblicazione hanno esaminato la tollerabilità e l’efficacia del farmaco a 12 mesi per ridurre la dipendenza dalla NP.
A tal scopo, pazienti in trattamento pregresso con il farmaco (0,05 o 0,1 mg/kg/die) per 24 settimane sono stati considerate eleggibili per una fase di estensione dello studio della durata di 28 settimane. In questa fase di estensione, 52 pazienti hanno continuato il trattamento pregresso con teduglutide fino ad un anno con le stesse dosi. Oltre alla sicurezza e alla tollerabilità, il trial ha valutato l’efficacia clinica del farmaco, definita come riduzione clinicamente significativa (<20%) del volume settimanale di NP somministrato dalla cinquantaduesima settimana di trattamento rispetto al basale.

I risultati hanno mostrato tra i più comuni AEs riportati la presenza di cefalea (35%), nausea (31%) e dolore addominale (25%). Sette pazienti hanno abbandonato il trattamento a causa di AEs (disturbi a carico del tratto gastrointestinale in 4 pazienti su 7). Lo studio ha documentato, inoltre, una riduzione progressivo del ricorso a NP in entrambi i gruppi trattati. Ad un anno, il 68% dei pazienti trattati con teduglutide alla dose di 0,05 mg/kg/d e il 52% di quelli allocati al trattamento con 0,1 mg/kg/d hanno raggiunto l’endpoint della riduzione >20% del ricorso alla NP, con una riduzione di uno o più giorni di dipendenza dalla NP rispettivamente nel 68% e nel 37% dei casi. Quattro pazienti, inoltre, hanno raggiunto la completa indipendenza dalla NP.

La giapponese Takeda ha venduto a NPS Pharmaceuticals i diritti di teduglutide. Il farmaco è stato sviluppato da NPS che, nel 2004, aveva concesso a Nycomed, successivamente acquisita da Takeda, i diritti per lo sviluppo e la commercializzazione di teduglutide al di fuori dell’America settentrionale.

O’Keefe SJ et al. Safety and efficacy of teduglutide after 52 weeks of treatment in patients with short bowel intestinal failure. Clin Gastroenterol Hepatol. 2013 Jul;11(7):815-823.e3. doi: 10.1016/j.cgh.2012.12.029. Epub 2013 Jan 17.
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