Bastano 4 settimane per sconfiggere l'epatite C, conferme da Lancet

Gastroenterologia

Una somministrazione di 2 mg/kg o 4 mg/kg di RG-101, oligonucleotide in studio per il trattamento dell'epatite C, è risultato ben tollerato e ha portato a una sostanziale riduzione della carica virale in tutti i pazienti trattati per 4 settimane, e alla risposta virologica sostenuta in tre pazienti per 76 settimane. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet.

Una somministrazione di 2 mg/kg o 4 mg/kg di RG-101, oligonucleotide in studio per il trattamento dell’epatite C, è risultato ben tollerato e ha portato a una sostanziale riduzione della carica virale in tutti i pazienti trattati per 4 settimane, e alla risposta virologica sostenuta in tre pazienti per 76 settimane. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet.
Dall’HCV si può guarire. Questo ce lo hanno insegnato numerosi farmaci che sono stati sviluppati nel corso degli ultimi anni. Ad oggi però i trattamenti hanno ancora durata lunga, tendenzialmente 12 settimane e in alcuni casi, nella vita reale, anche 24 settimane.
Le aziende farmaceutiche stanno lavorando tutte nella direzione di ridurre i tempi di trattamento. Questo nuovo farmaco, sviluppato dalla biotech americana Regulus Therapeutics, è in studio come terapia per l’HCV. Ha un meccanismo diverso dagli antivirali ad azione diretta a cui si siamo abituati in questi anni, in quanto non colpisce le proteasi e polimerasi del virus ma entra negli epatociti e ha come target il micro-RNA-122 della N-acetilgalattosamina.
Il micro-RNA (miR)-122 è l’miR più abbondante nel fegato ed è fondamentale per la replicazione del virus dell’HCV. 
I farmaci che interferiscono con l’miR-122 possono inibire la replicazione virale, agendo in una fase precoce del ciclo vitale del virus come i DAA ad oggi approvati.
Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare la sicurezza e l’efficacia di 4 settimane di trattamento combinato con RG-101 e DAA orali in pazienti con genotipo 1 e 4.
Lo studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, multicentrico, di fase 1B è stato effettuato in pazienti assegnati in modo casuale a ricevere RG-101 o placebo (7: 1).
Sono stati arruolati uomini e donne in post-menopausa o isterectomizzate (età 18-65 anni) con HCV cronica di genotipo 1, 3, o 4, infezione diagnosticata almeno 24 settimane prima dello screening. I pazienti erano naive al trattamento o avevano recidivato dopo la terapia a base di interferone-α. 
Sono stati esclusi i pazienti con co-infezione (virus dell'epatite B o infezione da HIV), con evidenza di malattia epatica scompensata, o con storia di carcinoma epatocellulare.
La randomizzazione è stata effettuata in cieco. 
La prima coorte ha ricevuto una iniezione sottocutanea di 2 mg/kg RG-101 o placebo; la seconda coorte ha ricevuto un’ iniezione sottocutanea di 4 mg/kg o placebo. I pazienti sono stati seguiti per 8 settimane (tutti i pazienti) e fino a 76 settimane (pazienti con nessuna riattivazione virale ad esclusione di quelli che sono stati randomizzati al gruppo placebo) dopo la randomizzazione. 
L'obiettivo primario era la sicurezza e la tollerabilità di RG-101.
Tra il 4 giugno 2014 e il 27 ottobre 2014, sono stati arruolati 32 pazienti con infezione da HCV cronica di genotipo 1 (n=16), 3 (n=10), o 4 (n=6). 
Nella prima coorte, 14 pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 2 mg/kg RG-101 e due pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere placebo, e nella seconda coorte, 14 pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 4 mg/kg RG-101 e due pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere placebo.
Nel complesso, 26 dei 28 pazienti dosati con RG-101 hanno riferito almeno un evento avverso correlato al trattamento. 
Alla settimana 4, la mediana relativa alla riduzione della carica virale rispetto al basale è stata di 4.42 (IQR 3.23-5.00) e 5.07 (4.19-5.35) log10 IU/mL nei pazienti dosati con 2 mg/kg o 4 mg/kg RG-101.
Tre pazienti avevano livelli di RNA dell’ HCV non rilevabili 76 settimane dopo una singola dose di RG-101. Il rebound virale alla settimana 12 o prima è stato associato a variazioni nella  regione 5 'UTR dell’ miR-122 del genoma dell’HCV, zone associate a resistenza.
Gli autori hanno interpretato questi dati evidenziando che in questo studio una somministrazione di 2 o 4 mg/kg di RG-101, è stata ben tollerata e ha portata a una sostanziale riduzione della carica virale in tutti i pazienti trattati entro 4 settimane, e la risposta virologica sostenuta in tre pazienti per 76 settimane.
van der Ree MH. Et al. Safety, tolerability, and antiviral effect of RG-101 in patients with chronic hepatitis C: a phase 1B, double-blind, randomised controlled trial. Lancet. 2017 Jan 10. pii: S0140-6736(16)31715-9. doi: 10.1016/S0140-6736(16)31715-9. 

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