Tenofovir altamente efficace nella coinfezione HIV/HBV

Gastroenterologia
Tenofovir , antivirale altamente attivo contro il virus HIV e quello dell'epatite B (HBV), è il trattamento anti-epatite B più efficace per i pazienti con una co-infezione da HIV e HBV. A evidenziarlo è una metanalisi di 23 studi, pubblicata di recente su PLoS One. Invece, la combinazione di tenofovir con emtricitabina (FTC) non migliora la risposta alla terapia anti-epatite.
Molti pazienti hanno una co-infezione da HIV e HBV, a causa della sovrapposizione di vie di trasmissione dei due virus. Alcuni farmaci antiretrovirali approvati come anti-HIV sono attivi anche contro l'HBV; tra questi, lamivudina (3TC), FTC e, appunto, tenofovir . 3TC e FTC hanno una struttura e un’attività antivirale simili, anche se la prima è più suscettibile allo sviluppo di resistenza; inoltre, i virus che sviluppano resistenza a uno di questi due farmaci tipicamente saranno cross-resistenti anche all'altro.
Nella metanalisi pubblicata su PLoS One, un gruppo di ricercatori guidato da Huw Price, dello University College di Londra, ha valutato gli outcome di pazienti co-infettati da HIV e HBV trattati con tenofovir, stratificandoli in base all’uso precedente o concomitante di 3TC e FTC.

Tenofovir ha dimostrato di essere altamente efficace contro l'epatite B e ha una bassa barriera alla resistenza . Tuttavia, scrivono gli autori dello studio nella loro introduzione, alcune domande sull’impiego di questo antiretrovirale nel caso dei pazienti con co-infezione da HIV/HBV sono ancora senza risposta: per esempio, non si sa ancora quale sia la percentuale di soppressione della carica virale e quanto tempo ci voglia per raggiungerla, se la soppressione sia duratura e se il trattamento precedente con altri farmaci attivi contro l’HBV possa compromettere l’efficacia di tenofovir a causa della resistenza virale.

Per la loro metanalisi, i ricercatori hanno analizzato i dati di 23 studi, per lo più osservazionali, che hanno incluso un totale di 550 pazienti infettati sia dall’HBV sia dall’HIV e trattati con tenofovir . Il follow-up è durato fino a 7 anni, ma l'analisi principale sia è limitata ai primi 3, per mantenere una potenza statistica sufficiente .

Nel complesso, la percentuale di pazienti che hanno raggiunto una completa soppressione della replicazione dell'HBV dopo un anno di trattamento è stata del 57%. La percentuale di soppressione virale è poi salita al 79 % dopo 2 anni e all’'86% dopo 3 anni. Tra i partecipanti seguiti per periodi più lunghi, la soppressione è arrivata al 100%, anche se su numeri bassi di pazienti. Inoltre, il rebound virologico durante il trattamento con tenofovir è stato raro (2,4% dei casi).
L’aggiunta di 3TC o FTC a tenofovir non ha compromesso in modo significativo la risposta a tenofovir, ma non è nemmeno risultata associata a un miglioramento significativo della risposta al trattamento.

"Tenofovir sopprime l’HBV portandolo a livelli non rilevabili nella maggior parte dei pazienti co-infettati da HIV/HBV e la percentuale di soppressione virale continua ad aumentare durante la terapia" scrivono gli autori nelle conclusioni, e "un precedente trattamento con 3TC o FTC non compromette l'efficacia del trattamento con tenofovir. L’impiego di tenofovir in combinazione con 3TC o FTC non offre alcun beneficio significativo rispetto al solo tenofovir".

Nella discussione del lavoro, Price e gli altri autori spiegano che la percentuale di risposta al trattamento dei pazienti con co-infezione da HIV e HBV trovata in quest’analisi è inferiore rispetto ai tassi osservati negli studi sui pazienti infettati solo dall’HBV: intorno all’80-90% dopo un anno e del 90-100% a 2 anni, con una risposta migliore tra i pazienti HBeAg-negativi rispetto a quelli HBeAg positivi.

Anche se non evidenziato da quest’analisi, inoltre, alcuni studi precedenti hanno mostrato tassi più elevati di breakthrough virale nei pazienti con la co-infezione HIV/HBV rispetto a quelli infettati solo dall’HBV. Tuttavia, nei pazienti con la co-infezione trattati con 3TC come unico farmaco anti-HBV, circa il 90% sviluppa resistenza, mentre la resistenza a tenofovir è rara.
Tra i limiti dell’analisi, gli autori ricordano che la maggior parte degli studi inclusi erano osservazionali e che solo due erano trial randomizzati; inoltre, i partecipanti che hanno sospeso la terapia non sono stati ben caratterizzati.

Un altro limite è che lo studio non ha incluso un’analisi degli eventi avversi. Anche se tenofovir è generalmente sicuro e ben tollerato, si sa che può causare perdita ossea e danni renali in soggetti sensibili. Pertanto, affermano i ricercatori, “saranno necessari studi futuri con un follow-up di durata maggiore per valutare il rischio di effetti avversi associati al trattamento, quali la tossicità renale e ossea nei pazienti esposti a tenofovir per molti decenni".
Huw Price, et al. Suppression of HBV by Tenofovir in HBV/HIV Coinfected Patients: A Systematic Review and Meta-Analysis. PLoS ONE 8(7): e68152. doi:10.1371/journal.pone.0068152
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