Tenofovir, meno trasmissione perinatale dell'epatite B

Gastroenterologia

Tenofovir disoproxil fumarato consente una riduzione del rischio di trasmissione perinatale da madre a figlio del virus dell'epatite B. Questo è quanto riportato da uno studio presentato a San Francisco al meeting annuale dell'AASLD.

Madri altamente viremiche che hanno ricevuto la terapia con tenofovir disoproxil fumarato in fase avanzata della gravidanza hanno mostrato riduzione del rischio di trasmissione perinatale da madre a figlio del virus dell'epatite B. Questo è quanto riportato da uno studio presentato a San Francisco al meeting annuale dell’AASLD.
In questo studio, Calvin Q. Pan, della divisione di gastroenterologia ed epatologia, della University Langone Medical Center di New York University School of Medicine, e colleghi hanno assegnato in modo casuale 197 donne in gravidanza positive per l'epatite B e l'antigene (HBeAg) a un dosaggio di tenofovir disoproxil fumarato (TDF; n=97) dalla 30^-32^ settimana di gestazione a 4 settimane dopo il parto, o a ricevere alcun trattamento (n=100), per determinare il tasso di trasmissione madre-figlio .
Le madri sono state seguite fino a 28 settimane dopo il parto e tutti i bambini hanno ricevuto l'immunoprofilassi dopo la nascita.
Gli endpoint secondari dello studio comprendevano: la sicurezza e l'efficacia di TDF, la riduzione del DNA per l’ HBV nella madre al momento del parto e la perdita/sieroconversione dell’HBeAg o dell'antigene s dell'epatite B (HBsAg) 28 settimane dopo il parto.
Nel complesso, 180 madri hanno completato lo studio. Su ogni protocollo di analisi, il tasso di trasmissione madre-figlio è stato inferiore nei neonati di madri trattate con TDF (6,82%) rispetto ai bambini nati da madri non trattate (0%; p=0,013). 
Lo stesso è stato anche indicato nell’analisi intention-to-treat (18% vs 5,16%; p=0,007).
"Il profilo di sicurezza è risultato simile tra i due gruppi, con nessuna differenza nei tassi di difetto di nascita", hanno precisato i ricercatori.
Nelle madri trattate con TDF con livelli di DNA dell’HBV superiore a 200.000 UI/ml al basale, il 68% aveva livelli di DNA dell’HBV inferiore a 200.000 IU/mL prima del parto (n=66) rispetto al 2% delle madri non trattate (n=2 ; p<0.001).
I ricercatori hanno concluso: "La terapia TDF dovrebbe prendere in considerazione le madri i cui livelli di DNA dell’HBV superano le 200.000 IU/ml e partendo dalla 30^ a 32^ settimana di gestazione.
EV


Pan CQ, et al. Abstract 209. Presented at: The Liver Meeting; Nov. 13-17, 2015; San Francisco.