Trapianto di microbiota fecale da donatore, più efficace e sicuro dell'auto-trapianto

Gastroenterologia

Il trapianto di microbiota fecale (FMT) da un donatore (eterologo) per il trattamento di infezioni ricorrenti da Clostridium difficile (CDI) è sicuro e più efficace dell' auto-trapianto (autologo). Questo è quanto emerge dai dati di uno studio controllato, in doppio cieco e randomizzato. Tuttavia, i risultati, pubblicati online pochi giorni fa su Annals of Internal Medicine, dimostrano anche che il tasso di successo del trattamento nel gruppo di controllo varia sostanzialmente tra due ospedali in cui è stato svolto lo studio, il che suggerisce che ci sono delle sottigliezze non ancora ben valutate in questo approccio.

Il trapianto di microbiota fecale (FMT) da un donatore (eterologo) per il trattamento di infezioni ricorrenti da Clostridium difficile (CDI) è sicuro e più efficace dell’ auto-trapianto (autologo). Questo è quanto emerge dai dati di uno studio controllato, in doppio cieco e randomizzato.

Tuttavia, i risultati, pubblicati online pochi giorni fa su Annals of Internal Medicine, dimostrano anche che il tasso di successo del trattamento nel gruppo di controllo varia sostanzialmente tra due ospedali in cui è stato svolto lo studio, il che suggerisce che ci sono delle sottigliezze non ancora ben valutate in questo approccio.
E’ ormai risaputo che l’FMT, utilizzando feci di donatori, è efficace per il trattamento della CDI ricorrente, ma finora è stato in gran parte testato solo in studi clinici in aperto e serie di casi.
Per completare questi studi, la dr.ssa Colleen R. Kelly, della Women's Medicine Collaborative, The Miriam Hospital, Providence, Rhode Island e colleghi hanno arruolato 46 pazienti che avevano avuto almeno tre recidive di CDI e che erano stati trattati con vancomicina per le principali recenti infezioni e sono stati assegnati in modo casuale a ricevere preparati di feci da donatori o le loro stesse feci mediante colonscopia.
I ricercatori hanno valutato gli eventi avversi per 6 mesi dopo l’FMT, definendo l'efficacia come cessazione della diarrea senza la necessità di ulteriori antibiotici durante le 8 settimane dopo l'intervento.
In tutte le feci è stata fatta analisi del microbiota prima e dopo l’FMT.
Venti dei 22 pazienti nel gruppo donatori (90,9%; 95% intervallo di confidenza [CI], 69,2%-97,8%) sono risultati clinicamente guariti rispetto ai 15 dei 24 (62,5%; 95% CI, 41,6%-79,6% ) pazienti che avevano ricevuto FMT autologo (p=0.042).
I nove pazienti che hanno sviluppato CDI dopo l’FMT autologo sono stati successivamente sottoposti a FMT eterologo e sono guariti.
L’analisi del microbiota non ha rivelato alcun miglioramento nella diversità microbica intestinale dopo FMT autologo, rispetto al ripristino di un normale microbiota dopo FMT eterologo, tra cui aumenti delle specie Bacteroidetes e Firmicutes e diminuzione nelle popolazioni Proteobacteria e Verrucomicrobia.
Un dato inaspettato è stato che i pazienti trattati in maniera autologa presso il Montefiore Medical Center del Bronx, New York hanno avuto un tasso di guarigione molto più elevato rispetto ai soggetti trattati sempre in maniera autologa presso il Miriam Hospital di Providence.
In particolare, per il Rhode Island, il tasso di guarigione con FMT da donatore è stato del 90% (CI, 51,8%-98,7%) rispetto al 42,9% (CI, 20,1%-69,0%), con l'auto FMT.
Nel Medical Center di New York, è stato riscontrato un tasso di guarigione del donatore FMT del 91,7% (CI, 57,2%-98,9%) rispetto al 90,0% (CI, 51,8%-98,7%), con l'auto FMT.
I ricercatori hanno elencato differenze cliniche tra i pazienti nei due siti che potrebbero spiegare le diverse risposte all’FMT: pazienti di NY erano infetti da tempo più lungo, avevano avuto più recidive, ed erano stati trattati più volte con la fidaxomicina rispetto ai pazienti del Rhode Island; pazienti NY avevano aspettato più tempo per essere trattati e avevano preso gli antibiotici per più lungo tempo prima di entrare in studio, e potrebbe essere stati curati in quel momento; il microbiota fecale nei pazienti di NY aveva più specie di clostridi, che possono aver occupato nicchie per il C difficile.
Limitazioni dello studio includono la mancanza dell’ inclusione dei titoli anticorpali al basale e la gravità dell'infezione, la piccola dimensione del campione attribuito in parte alla mancanza di volontà dei partecipanti ad essere assegnati al gruppo autologo, e le dosi di feci non uniformi.
Inoltre, i ricercatori hanno ricordato che alcuni pazienti possono essere infetti anche se asintomatici (con positività della reazione a catena della polimerasi (PCR) e identificazione basata su del patogeno) e alcuni pazienti possono avere diarrea derivante dalla sindrome dell'intestino irritabile non diagnosticata, ma anche essere infetti da C difficile, secondo i test PCR.
In un editoriale di accompagnamento, Elizabeth L. Hohmann, del Massachusetts General Hospital di Boston, sottolinea un altro limite: "la popolazione arruolata in questo studio era più giovane (età media, 50 anni) e sembrava più sana rispetto alla maggior parte dei pazienti con CDI ricorrente ".
Al contrario, circa il 60% dei suoi pazienti hanno più di 60 anni, e il 30% ha più di 75 anni. Tuttavia, i ricercatori in questo studio hanno dovuto reclutare pazienti di età inferiore a 75 anni per conformarsi alle normative FDA per considerare FMT come un nuovo farmaco sperimentale.
Non sono stati riportati eventi avversi gravi.
In conclusione, i ricercatori hanno evidenziato: "FMT utilizzando feci da donatore fresco somministrate attraverso la colonscopia dopo un trattamento con vancomicina è stato efficace nel prevenire ulteriori episodi di CDI in pazienti con infezioni ricorrenti."
Sono necessarie ulteriori indagini per identificare i tipi di pazienti con maggiori probabilità di beneficiare di FMT utilizzando feci da donatore.
EV


Kelly CR et al. Effect of Fecal Microbiota Transplantation on Recurrence in Multiply Recurrent Clostridium difficile Infection: A Randomized Trial. Ann Intern Med. 2016 Aug 23.
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