Trapianto di microbiota fecale, nuovi dati a supporto nel morbo di Crohn

Gastroenterologia
Il trapianto di microbiota fecale induce un miglioramento precoce dei sintomi nei pazienti con malattia di Crohn attiva. Questo dato deriva da uno studio pilota presentato recentemente alla conferenza dell’ American Gastroenterological Association’s James W. Freston (1).

Crescenti evidenze stanno sottolineando il ruolo della disbiosi intestinale come un potenziale fattore all’origine delle malattie infiammatorie intestinali come il morbo di Crohn (Cd), in individui geneticamente suscettibili.
La disbiosi intestinale è determinata da vari fattori. Tra le cause l'età, la dieta, le infezioni, l'uso di farmaci, la minore regolarità intestinale, lo stress, l’alimentazione sbagliata ricca di cibi cotti raffinati contenenti additivi, coloranti conservanti e sostanze chimiche estranee, ma anche acqua e aria insalubri.

L’associazione morbo di Crohn-disbiosi ha fatto pensare al trattamento di questa patologia con il trapianto di microbiota fecale, tecnica già in uso nel caso dell’infezione da Clostridium difficile.
Il trapianto di microbiota fecale (Fmt) ha come obiettivo il ripristino dell'ecologia microbica e dell'omeostasi del colon, reintroducendo un microbiota umano (equilibrato), prelevato da feci di un donatore sano (spesso parenti) o in certi casi da feci "donate" precedentemente dallo stesso soggetto.

ll campione di feci  raccolto, viene lavorato fino a ottenere una sospensione liquida, che viene successivamente instillata nella tratto gastrointestinale superiore attraverso un sondino che risale fino a livello del cieco o nel colon attraverso un clistere.

Recenti studi hanno evidenziato il ruolo della Fmt nel trattamento del Cd,  come nel caso del lavoro di Kao et al (2), in cui un individuo che aveva precedentemente fallito il trattamento con un immunosoppressore. In questo caso, la Fmt è riuscita a far raggiungere la remissione clinica, endoscopica e istologica dopo una singola infusione di microbiota fecale.  Un altro lavoro che merita di essere citato è quello di Allegretti JR et al, pubblicato lo scorso Aprile su World J Gastroenterol in cui vengono riportati una serie di casi clinici e viene analizzata non solo l’efficacia della metodica ma anche la sicurezza concludendo che sono necessari ulteriori studi per migliorare la preparazione del microbiota da trapiantare e per valutare eventuali conseguenze come infezioni, cancro etc (3).

In questo nuovo studio prospettico, in aperto, il Dr. Byron P. Vaughn, del Beth-Israel Deaconess Medical Center e i suoi colleghi hanno valutato la sicurezza e l'efficacia dell’Fmt  in 11 pazienti con malattia di Crohn attiva (Cd).
Il Dr. Vaughn ha dichiarato:  "l’Fmt non è attualmente pronta per essere proposta come trattamento per i pazienti con malattia infiammatoria intestinale (Ibd). Non è ancora noto se la disbiosi provoca infiammazione o è un effetto dell’infiammazione, o ha componenti di entrambe. Eppure stiamo iniziando a vedere un segnale di miglioramento della disbiosi attraverso la manipolazione della flora intestinale che può migliorare i sintomi legati alla malattia di Crohn, per alcuni pazienti. "

Dopo l’Fmt, i sintomi dei pazienti risultano migliorati, come indicato dai punteggi Harvey-Bradshaw Index (p<0.0001) e dal breve questionario sull’Ibd (p=0.0002). Dopo 4 settimane di follow-up, il 55% dei pazienti ha avuto risposta clinica; il 36% erano in remissione clinica.

L’analisi della composizione microbica di una singola coppia donatore-ricevente ha mostrato che il 99.5% del microbioma del donatore è stato trovato nel 56% dei destinatari, mentre rimaneva solo il 10% del microbioma presente prima del trapianto.

Il Dr. Vaughn ha sottolineato: "I risultati preliminari del nostro studio osservazionale non controllato dimostrano che l’Fmt per il Cd attivo induce un precoce miglioramento sintomatico, anche se non sono state registrate variazioni nei parametri infiammatori. I pazienti che hanno avuto una risposta sintomatica tendevano ad avere un cambiamento nella loro flora verso campioni di feci dei donatori."

Il Dr. Vaughn  ha concluso la sua presentazione evidenziando che: “Anche se questi risultati sono preliminari, data la mancanza del gruppo di controllo, e non tenendo conto di variabili come la dieta, e la somministrazione di un solo Fmt, sono comunque stimolanti per continuare la ricerca. Attualmente abbiamo completato l'arruolamento e si aspettano risultati del follow-up e che l’analisi dei dati venga completata entro la fine dell'anno ".

Emilia Vaccaro

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2.    Kao . et al. D Fecal microbiota transplantation inducing remission in Crohn's colitis and the associated changes in fecal microbial profile. J Clin Gastroenterol. 2014 Aug;48(7):625-8. doi: 10.1097/MCG.0000000000000131
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3.    Allegretti JR et al. Restoring the gut microbiome for the treatment of inflammatory bowel diseases. World J Gastroenterol. 2014 Apr 7;20(13):3468-74. doi: 10.3748/wjg.v20.i13.3468.
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