Trapianto di microbiota, nel prossimo futuro nuova terapia per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali?

Negli ultimi anni Ŕ emersa la stretta correlazione tra la composizione della microflora intestinale e il diffondersi delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Diversi studi in tutto il mondo hanno dimostrato come pazienti affetti da MICI possiedono una microflora molto diversa rispetto a persone sane e che questa alterazione possa essere direttamente collegata allo sviluppo della malattia. Per questo motivo si Ŕ ipotizzato che riportare la composizione microbica alterata ad una situazione pi¨ simile a quella di una persona sana potesse avere un effetto benefico sulla malattia. Se ne Ŕ parlato a Firenze, durante il IX Congresso Nazionale IG-IBD.

Negli ultimi anni è emersa la stretta correlazione tra la composizione della microflora intestinale e il diffondersi delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Diversi studi in tutto il mondo hanno dimostrato come pazienti affetti da MICI possiedono una microflora molto diversa rispetto a persone sane e che questa alterazione possa essere direttamente collegata allo sviluppo della malattia. Per questo motivo si è ipotizzato che riportare la composizione microbica alterata ad una situazione più simile a quella di una persona sana potesse avere un effetto benefico sulla malattia. Se ne è parlato a Firenze, durante il IX Congresso Nazionale IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease, ossia Gruppo Italiano per lo studio delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali), organizzato dalla società scientifica IG-IBD. presso il Convitto della Calza. Il lavoro presentato al congresso è stato anche pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications.

Il trapianto fecale di microbiota (FMT) si basa sul trasferimento del materiale delle feci da un donatore sano ad un paziente affetto da MICI. Il metodo di somministrazione è la colonoscopia: in questo modo il trapianto di feci raggiunge esattamente il tessuto che deve essere ricolonizzato con la flora intestinale sana. Il trapianto di feci, quindi, si prefigge di cambiare la composizione, da quella sbagliata a quella sana e benefica.

“Noi ci occupiamo di infiammazione intestinale, e personalmente mi occupo di modelli preclinici di infiammazione intestinale” ha dichiarato ai microfoni di pharmastar Federica Facciotti, immunologa dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, responsabile del laboratorio di Immunologia Mucosale, autrice dello studio assieme a Flavio Caprioli, aggiungendo: “uno dei meccanismi che sottende all’infiammazione intestinale è l’alterazione della flora microbica e direttamente mi occupo di studiare l’interazione tra la flora microbica e il sistema immunitario. Le cellule del sistema immunitario nell’intestino sono quelle che promuovono la patologia. Quindi mettendo insieme queste due informazioni, coinvolgimento delle cellule del sistema immunitario mucosale e flora microbica alterata ci siamo posti la domanda su come questi elementi interagiscono”.

Mentre proseguivano gli studi preclinici dell’IEO, altri gruppi internazionali pubblicavano i risultati di due clinical trial che mostravano come il trapianto di feci, ristorando la flora microbica, aveva un effetto benefico sulla malattia. Questi studi non avevano però preso in considerazione il sistema immunitario.

Per tale motivo il gruppo in cui lavora la dr.ssa Facciotti ha deciso di approfondire questo aspetto replicando lo stesso tipo di protocollo, fatto sull’uomo, nell’animale.

“Abbiamo indotto una colite, abbiamo eseguito il trapianto di microbiota da donatore sano e quindi siamo andati a studiare come cambiava il sistema immunitario e come cambiava la flora microbica e soprattutto la funzione di quest’ultima, non considerata negli studi clinici citati (guardavano solo la composizione prima e dopo trapianto)” ha spiegato Facciotti.

Gli studi clinici avevano correlato come un certo cambiamento della flora microbica portava a effetti benefici. Il gruppo dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano ha aggiunto due informazioni: variazioni del sistema immunitario in presenza di una flora microbica sana e come oltre alla composizione della flora microbica fosse importante anche la funzione della stessa.

“Abbiamo usato diversi tipi di donatori, tutti sani ma leggermente diversi come succede nella pratica clinica; quando la funzione della flora microbica era uguale allora il trapianto funzionava ed aveva un effetto benefico sulla risoluzione dell’infiammazione intestinale e questo coinvolgeva anche la funzione del sistema immunitario. Quindi si crea un circolo che comprende 3 componenti: le cellule del sistema immunitario, la composizione della flora microbica, e la sua funzione” ha precisato Facciotti.

Attualmente presso l’IEO si sta strutturando la biobanca dei donatori sani (uomo).
“A breve inizieremo degli studi sull’uomo e si spera nei primi risultati in un paio di anni. Se confermeremo quanto ottenuto nella preclinica anche nella clinica, il trapianto di microbiota utilizzando la regolazione del sistema immunitario del paziente potrà essere un’opzione terapeutica aggiuntiva. C’è bisogno di nuove possibilità di cura considerando che alcuni pazienti, anche con i farmaci di nuovissima generazione, non rispondono al trattamento.

In conclusione, come evidenziato da Facciotti: "In questo momento il trapianto di microbiota viene utilizzato per riequilibrare la microflora intestinale in pazienti con infezioni ricorrenti e resistenti a trattamenti antibiotici, per esempio infezioni da Clostridio Difficile. Il nostro studio ha mostrato molto chiaramente la stretta relazione tra il tipo di batteri presenti nell’intestino con la loro funzione benefica e quindi con la risoluzione dell’infiammazione intestinale. Questi risultati, ottenuti in modelli preclinici, dovranno essere confermati nei pazienti con colite ulcerosa. Tali dati, che potrebbero arrivare entro il 2021, potranno fornire delle informazioni importanti per decidere quali pazienti possano beneficiare o meno del trapianto di microbiota, non solo nei pazienti affetti da MICI".

Burrello C. et al., Therapeutic faecal microbiota transplantation controls intestinal inflammation through IL10 secretion by immune cells.Nat Commun. 2018 Dec 5;9(1):5184. doi: 10.1038/s41467-018-07359-8.
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