Tripletta grazoprevir/rusazuvir/uprifosbuvir efficace nel ritrattamento dopo precedenti antivirali ad azione diretta

La combinazione antivirale di grazoprevir, ruzasvir e uprifosbuvir, con o senza ribavirina, per 16 o 24 settimane è sicura ed efficace per i pazienti con epatite C che avevano precedentemente fallito il trattamento contenente un inibitore di NS5A. Questi risultati derivano da due studi di fasi 2 pubblicati su Hepatology.

La combinazione antivirale di grazoprevir, ruzasvir e uprifosbuvir, con o senza ribavirina, per 16 o 24 settimane è sicura ed efficace per i pazienti con epatite C che avevano precedentemente fallito il trattamento contenente un inibitore di NS5A. Questi risultati derivano da due studi di fasi 2 pubblicati su Hepatology.

Tra i pazienti con infezione da virus dell'epatite C (HCV) difficili da trattare rientrano anche i soggetti che hanno fallito il trattamento con un regime antivirale ad azione diretta (DAA) per via orale.

Il ri-trattamento con lo stesso regime produce un'efficacia non ottimale; per tale motivo queste persone hanno limitate possibilità di re-trattamento ", hanno scritto il prof. David Wyles della Colorado School of Medicine e colleghi. "Le linee guida attuali suggeriscono la rinuncia al trattamento in previsione di migliori opzioni di ri-trattamento per questi soggetti".

Due studi open-label, multicentrici, denominati C-SURGE e C-CREST Part C, hanno arruolato 93 pazienti con HCV genotipo 1 in una coorte di trattamento di 16 settimane o 24 settimane dello studio C-SURGE.
Nello studio C-CREST parte C, sono stati iscritti 24 pazienti che avevano sperimentato una ricaduta virologica dopo la partecipazione allo studio C-CREST parte A.

Nella parte C dello studio il 76% dei pazienti aveva precedentemente fallito il trattamento con ledipasvir/sofosbuvir e il 24% aveva fallito il trattamento con elbasvir/grazoprevir.
Quarantatre di 44 pazienti nel braccio di 16 settimane e tutti i pazienti nel braccio di 24 settimane hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta a 12 settimane. Un paziente del braccio di 16 settimane si è ritirato per ragioni non correlate al trattamento. Inoltre, i ricercatori hanno determinato che la presenza di sostituzioni associate alla resistenza al basale non ha avuto alcun impatto sulla SVR.

Quattordici dei 24 pazienti nello studio C-CREST della parte C avevano ricevuto elbasvir e 10 avevano ricevuto ruzasvir come inibitore NS5A durante la parte A dello studio.
Due pazienti avevano HCV di genotipo 1, 14 avevano genotipo 2 e otto avevano genotipo 3.

Il 100% pazienti ha ottenuto una risposta virologica sostenuta a 12 settimane. Uno dei pazienti con genotipo 2 ha interrotto il trattamento a causa di gravi eventi avversi, tra cui vomito e tachicardia ritenuti correlati al farmaco dai ricercatori. Questi ultimi hanno tuttavia osservato che, sebbene gli eventi avversi siano stati considerati correlati al farmaco, non era chiaro a quale farmaco i sintomi fossero correlati.

Come hanno precisato gli stessi autori del lavoro: "La limitazione principale degli studi in corso era il numero relativamente ridotto dei partecipanti, e di conseguenza sottogruppi molto piccoli. Tutti i partecipanti alla C-CREST parte C erano non cirrotici, mentre circa il 42% di quelli di C-SURGE aveva cirrosi compensata”.

Sono necessari ulteriori studi per valutare brevi durate della terapia e definire meglio il ruolo della ribavirina, poiché un regime efficace di breve durata senza ribavirina per il ritrattamento dei partecipanti che hanno fallito le precedenti terapie con DAA avrebbe soddisfatto l'attuale necessità non soddisfatta".
Wyles D et al. Grazoprevir, Ruzasvir, and Uprifosbuvir for HCV After NS5A Treatment Failure. Hepatology. 2017 Jul 7. doi: 10.1002/hep.29358.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Grazoprevir%2C+Ruzasvir%2C+and+Uprifosbuvir+for+HCV+After+NS5A+Treatment+Failure